CAPITOLO 40 - SCELTE
"Il saggio aspetta il suo momento, ma non lo lascia mai passare" (Verità del Saggio Jamal 7.11)
Nel tumultuoso Mare delle Spade gli eventi stavano precipitando verso una svolta
Si era appena conclusa una importante battaglia, forse la più importante in quel conflitto, ma non c'era neppure il tempo di riposare.
Da un lato, Verania e il resto dei ruathem erano fuggiti. E Verania aveva Siberrin, forse poteva proprio essersi rifugiata nel suo covo dove la teneva in ostaggio, e con essa in scacco gli alleati meridionali del Norland.
Dall'altro bisognava rapidamente trovare il relitto e il corpo di Hergatha e porre definitivamente fine alla sua esistenza, sia essa materiale che spettrale, prima che si rigenerasse.
Da un lato, Verania e il resto dei ruathem erano fuggiti. E Verania aveva Siberrin, forse poteva proprio essersi rifugiata nel suo covo dove la teneva in ostaggio, e con essa in scacco gli alleati meridionali del Norland.
Dall'altro bisognava rapidamente trovare il relitto e il corpo di Hergatha e porre definitivamente fine alla sua esistenza, sia essa materiale che spettrale, prima che si rigenerasse.
E poi i morti.
Tanti caduti da una parte e dall'altra dello schieramento, che confermavano le tetre parole dello gnomo Brandoban "in guerra vince solo la morte" erano state più che mai profetiche.
Decine e decine di cadaveri in acqua, alcuni già affondati e scomparsi, sarebbero andati ad accrescere l'esercito silente di Ydaach'nar?
Galdran provò a coinvolgere tutti i superstiti a recuperare tutti i corpi possibili, benedirli e bruciarli, ma ciò scatenò l'indignazione di quei fieri barbari di Gundarlun, abituati a ben altre pratiche funebri. Sarebbe stato molto difficile convincerli...
Decine e decine di cadaveri in acqua, alcuni già affondati e scomparsi, sarebbero andati ad accrescere l'esercito silente di Ydaach'nar?
Galdran provò a coinvolgere tutti i superstiti a recuperare tutti i corpi possibili, benedirli e bruciarli, ma ciò scatenò l'indignazione di quei fieri barbari di Gundarlun, abituati a ben altre pratiche funebri. Sarebbe stato molto difficile convincerli...
Sul Nasello Fantasma c'erano altri problemi però: era tempo di scelte.
Inseguire Verania o cercare subito il relitto?
Vinse la seconda scelta, e sfruttando anche le nubi temporalesche, facendo appello alle sovrannaturali capacità del Nasello Fantasma, il vascello si fuse nel vento, in turbini vaporosi, viaggiando nel vento stesso più veloce di qualunque nave avesse potuto mai solcare i mari.
Viaggiarono veloci verso sud, puntando una zona di mare tra le Ossa di Balena e l'arcipelago Korinn, percorrendo quasi 400 chilometri in una notte fino a che il magico effetto, in assenza di nubi, si arrestò.
Un'alba rosacea li accolse, mentre Dujek dava indicazioni studiando la mappa.
Quasi tutto l'equipaggio però dormiva ancora, cercando di recuperare per quanto possibile le energie.
Ishmael si svegliò di soprassalto, come animato dal suo spirito di sopravvivenza, per trovare una strana figura accanto al suo giaciglio.
Era il pericoloso warlock incappucciato già visto all'opera nel primo covo di Verania e anche al suo servizio altre volte.
Per fortuna era solo una proiezione, ed era li solo per parlare. Chiese di radunare i compagni di Ishmael tranne Lyandria.
Rivelò che era inutile quello che stavano tentando di fare per eliminare definitivamente Hergatha.
Raccontò che quando la Storm Maiden morì, ferita mortalmente (da Dujek) affondando con la sua nave, Umberlee intervenne prima che l'entità demoniaca chiamata Ydaach'Nar si appropriasse totalmente della sua anima, nascondendo la sua energia vitale in una statua che curiosamente apparteneva al suo stesso sangue.
Questa parte combaciava sinistramente col passato di Lyandria, ma gli avventurieri erano sospettosi.
Un'altra entità risvegliò la statua dalla pietrificazione e così Lyandria si trovò in conflitto ospitando anche in se Hergatha.
Rivelò che era inutile quello che stavano tentando di fare per eliminare definitivamente Hergatha.
Raccontò che quando la Storm Maiden morì, ferita mortalmente (da Dujek) affondando con la sua nave, Umberlee intervenne prima che l'entità demoniaca chiamata Ydaach'Nar si appropriasse totalmente della sua anima, nascondendo la sua energia vitale in una statua che curiosamente apparteneva al suo stesso sangue.
Questa parte combaciava sinistramente col passato di Lyandria, ma gli avventurieri erano sospettosi.
Un'altra entità risvegliò la statua dalla pietrificazione e così Lyandria si trovò in conflitto ospitando anche in se Hergatha.
Questo conflitto spiegava il puro caos che di tanto in tanto emergeva dalla ragazza, così come il suo carattere cangiante...
Se volevano uccidere Hergatha dovevano uccidere Lyandria!
Era una rivelazione atroce.. ma poi perché aiutarli?
A quel dubbio il misterioso incantatore disse che Verania aveva capito di aver sbagliato strada, e di aver perseguito una guerra sbagliata e sfruttata da altri...
Il tizio poi sparì. Lasciandoli con questa incredibile versione dei fatti.
Se volevano uccidere Hergatha dovevano uccidere Lyandria!
Era una rivelazione atroce.. ma poi perché aiutarli?
A quel dubbio il misterioso incantatore disse che Verania aveva capito di aver sbagliato strada, e di aver perseguito una guerra sbagliata e sfruttata da altri...
Il tizio poi sparì. Lasciandoli con questa incredibile versione dei fatti.
Avrebbero dovuto davvero uccidere l'ignara Lyandria, che dormiva nella sua cabina?
O era solo un trucco per cercare di farli desistere e guadagnare tempo per Hergatha, oltre che per fargli autoeliminare una spina nel fianco come la giovane capitana?
Tramite Ploppa chiesero di contattare Galdran, e chiedere un parere sulla possibilità che fosse verosimile quanto sostenuto dal messaggero.
Secondo lo stregone, era piuttosto difficile, ma neppure impossibile.
Questo lasciò ancora qualche dubbio nei tre compagni di Lyandria, ma decisero per il momento di non fidarsi, e di proseguire la missione...
Secondo lo stregone, era piuttosto difficile, ma neppure impossibile.
Questo lasciò ancora qualche dubbio nei tre compagni di Lyandria, ma decisero per il momento di non fidarsi, e di proseguire la missione...
La rosea e tranquilla alba che li aveva accolti era ormai scomparsa, per far spazio al mattino quando la nave rallentò per scrutare il fondale in cerca di scogli e segni distintivi che risvegliassero la memoria dell'ex combattente della Dark Storm.
Dopo aver sondato per un po' il mare in cerca di segnali e punti di riferimento, Dujek fece arrestare definitivamente il vascello.
Profondi declivi, scarpate e crepacci si estendevano sotto a quel mare freddo e pericoloso, e in mezzo ad essi le sagome scure di alcuni relitti, chiaro segno di una vecchia battaglia.
L'ultima battaglia di Hergatha, quando era ancora in vita.
La discesa in quelle acque non fu delle più agevoli.
Gelrish protesse parte del gruppo con una preghiera per respirare sott'acqua, ma nessuna preghiera poteva proteggerli dal freddo delle acque invernali.
E dalla pressione che via via che scendevano si faceva più opprimente.
Attraversarono i resti tra due tronconi di un grosso veliero tranciato a metà.
Avvertendo la loro presenza, dalle cavità del relitto cominciarono ad emergere numerose meduse "testa di morto", quelle misteriose e inquietanti creature che già altre volte avevano visto.
Adelius, sfruttando un potente potere metamorfico, si tramutò in un colossale capodoglio e trascinò via i compagni.
In pochi potenti colpi di coda, l'enorme bestia lasciò indietro quei banchi di meduse, lente e fluttuanti.
Scesero ancora di più, nel buio e nel freddo di una profonda depressione tra le rocce, dove individuarono la Dark Storm.
E dalla pressione che via via che scendevano si faceva più opprimente.
Attraversarono i resti tra due tronconi di un grosso veliero tranciato a metà.
Avvertendo la loro presenza, dalle cavità del relitto cominciarono ad emergere numerose meduse "testa di morto", quelle misteriose e inquietanti creature che già altre volte avevano visto.
Adelius, sfruttando un potente potere metamorfico, si tramutò in un colossale capodoglio e trascinò via i compagni.
In pochi potenti colpi di coda, l'enorme bestia lasciò indietro quei banchi di meduse, lente e fluttuanti.
Scesero ancora di più, nel buio e nel freddo di una profonda depressione tra le rocce, dove individuarono la Dark Storm.
Il possente vascello giaceva su un fianco, come addormentato. La parte centrale del ponte sventrata e gli alberi spezzati. Soltanto i fregi dorati del castello di poppa avevano resistito all'azione delle alghe e dei cirripedi, e l'enorme fregio a forma di teschio ancora mandava qualche luccichio.
Adelius, in forma di capodoglio, accelerò per speronare e cominciare a distruggere il relitto, ma da uno spesso mucchio di detriti emerse una gigantesca figura umanoide.. i resti distorti e corrotti di un gigante delle tempeste, grande abbastanza per provare a fermare un colosso marino del genere.
La mente di Adelius, ora costretta nel cervello poco evoluto del cetaceo, ancora non poteva elaborare il tragico collegamento: quel coso era Trakar, il suo fratellastro gigante, o ciò che era diventato.
Il gigante subì grossi danni da quello scontro, ma non se ne curava, e con un potente colpo fece perdere la concentrazione al mago, che tornò alla sua forma originaria, sparpagliando i compagni che erano appesi alla sua coda.
Lyandria, in groppa alla sua cavalcatura aquatica invece seguiva da una posizione laterale e attaccò a distanza.
Adelius, tornato in se, capendo chi aveva di fronte come promesso fece un silenzioso appello mentale al fratello Knaar.
Si buttarono tutti nella mischia, in una nube di detriti e sabbia che rendeva ora più difficile veder attorno.
Attirati dallo scontro, uno stuolo di orribili morti affogati sbucò dal relitto e dal fondale circostante, per unirsi alla carneficina.
Dal lato opposto, verso nord, con calma serafica, alcune meduse stavano raggiungendo anche loro lo scontro.
Gelrish evocò un turbine che cominciò a risucchiarle distuggendole una a una e tracciando una traiettoria ad arco puntava verso la prua della nave affondata.
Lyandria, in groppa alla sua cavalcatura aquatica invece seguiva da una posizione laterale e attaccò a distanza.
Adelius, tornato in se, capendo chi aveva di fronte come promesso fece un silenzioso appello mentale al fratello Knaar.
Si buttarono tutti nella mischia, in una nube di detriti e sabbia che rendeva ora più difficile veder attorno.
Attirati dallo scontro, uno stuolo di orribili morti affogati sbucò dal relitto e dal fondale circostante, per unirsi alla carneficina.
Dal lato opposto, verso nord, con calma serafica, alcune meduse stavano raggiungendo anche loro lo scontro.
Gelrish evocò un turbine che cominciò a risucchiarle distuggendole una a una e tracciando una traiettoria ad arco puntava verso la prua della nave affondata.
Quelle dannate bastarde potevano sembrare poco pericolose ma esplodevano in piccole nubi acide quando morivano.
Poi, rispondendo all'atteso richiamo, in un turbine elettrico piombò tra loro Knaar, che affrontò senza pietà il fratello gemello non-morto, già abbondantemente danneggiato, e con un tremendo fendente lo decapitò.
Con le meduse spazzate via, restavano quegli ostinati pirati affogati a difendere la carcassa affondata della gloriosa Dark Storm, ma con l'aiuto del furente Knaar furono rimessi a riposo.
Adelius nel frattempo, resosi invisibile, fu il primo ad addentrarsi nel ventre della nave, in cerca dei resti umani di Hergatha, la Storm Maiden.
Si portò verso la zona di poppa, mentre la prua era ancora spazzata e divelta dal gorgo di Gelrish.
Una volta eliminato ogni pericolo, anche gli altri si fecero strada tra le stanze capovolte fino a trovare una zona in cui una paratia era stata spezzata e si poteva vedere il fondo su cui era adagiato il relitto, e sotto cui erano rimaste alcune vittime.
Tra questi resti Ishmael individuò finalmente lei. Hergatha.
Tra questi resti Ishmael individuò finalmente lei. Hergatha.
Il suo tricorno da capitano ancora stranamente integro.
La sua sciabola-stocco resa verdognola dalle alghe ma senza un filo di ossidazione.
E quel teschio che conservava ancora quell'espressione di sfida al mondo intero.
La estrasse dal fondale per consegnarla a Lyandria.
Trovarono anche parecchi tesori, oro e argento, e i resti della sacerdotessa personale della capitana e i suoi oggetti.
Poi, mentre con un'ultima richiesta Knaar faceva a pezzi definitivamente il relitto, risalirono stanchi e spossati da quelle acque profonde.
La loro intenzione era benedire o santificare il corpo, per poi distuggerlo.
Entro poche ore avrebbero scoperto se davvero la minaccia del terribile fantasma della Storm Maiden era stata definitivamente eliminata o no.
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