giovedì 10 agosto 2023

RETURN OF THE STORM MAIDEN (17)

CAPITOLO 17 - VECCHI AMICI E SORPRESE

"Gli uomini a volte devono fare ciò che non gli piace se vogliono essere ricordati." (Vecchio Lupo, capo dei Cacciatori di Streghe)

Una leggera ma fitta pioggerella autunnale li stava accompagnando verso Gundbarg, lungo una via costiera. Da un lato le aspre montagne di Gundarlun, dall'altro le altrettanto aspre scogliere a picco sul mare grigio e cupo.
Tra gli alberi ormai spogli, notarono una costruzione, mentre dall'altro lato del sentiero una sgangherata insegna di legno consumato dall'aria salina recitava "Locanda del Naufrago".

Erano indecisi se fermarsi o proseguire diretti alla capitale quando notarono un gruppo uscire dal cortile della locanda.
Si trattava dei tre Cacciatori di Streghe, dall'aria piuttosto arrabbiata, che parlottavano tra loro lamentandosi evidentemente di un buco nell'acqua.
Ishmael e compagni pensarono che per quanto sgradevoli, quei tizi potessero avere qualche informazione anche sul Vortice o si fossero scontrati con qualche loro adepto, quindi si avvicinarono curiosi sul motivo della loro presenza in quel posto.

Varsha, la Lupa Nera, spiegò loro che erano giunte voci di un bambino dai potenziali poteri infernali (forse un warlock?), poi mostrò fiera uno degli ultimi trofei: una orribile testa umana deformata da tratti marini di una progenie abissale.
I cacciatori spiegarono di aver scoperto che probabilmente quelle creature erano umani mutati da qualche oscuro potere sottomarino, ed erano in grado di mutare forma prendendo le sembianze di chi erano prima. Infatti quel loro trofeo era tornato a casa dalla moglie, spacciandosi per un marinaio disperso, e aveva cercato di fare proseliti proprio per il culto del Vortice.
Una volta smascherato aveva preso la sua vera forma ma contro i tre formidabili Cacciatori non aveva avuto scampo.
Una idea balenò al gruppo: mandare i Cacciatori a Berranzo, nelle miniere abbandonate, per vedere se avessero trovato qualche traccia anche li, e per attirarceli gli raccontarono dei cristalli verdi e dei loro sospetti.
Nonostante un certo timore, alla fine i Cacciatori si convinsero a tentare, non prima però di fare un giro alla spiaggia della recente battaglia per bruciare i cadaveri e controllare che qualcuno non fosse già risorto come affogato errante, un fenomeno che stava succedendo un po' troppo spesso a loro dire.

I quattro avventurieri insieme a Baandulf, una volta salutati i Cacciatori, decisero di fare una sosta in quella locanda, dove Lyandria si esibì mentre Ishmael cercava di provocare qualche tumulto per vedere se usciva allo scoperto qualche potere strano per scoprire se chi cercavano i Cacciatori era davvero li e magari metterlo in salvo.
Tutto quello che ottennero, a causa di un potere inaspettato sfuggito a Lyandria, fu spaventare i superstiziosi e diffidenti northlander, da sempre ostili alla magia, e svuotare quel posto in pochi minuti.
Vista la situazione, ripartirono per Gundbarg e verso l'imbrunire, tra la fitta e fredda pioggia, scorsero il porto e le case ammassate, con il Castello di Re Olgrave che dominava la scena, grigio più che mai.
Ora che quasi tutta la flotta era schierata nel mare antistante, nel porto si notavano perlopiù pescherecci e piccole imbarcazioni, tranne che per un caratteristico vascello da guerra, che nonostante la luce ormai fioca riconobbero per via delle sue vele rosse: La Sibilante Promessa, del Capitano Grishanik detto L'Aspide delle Acque.
Quell'arrogante dunque si era salvato dal disastro della Regata? E dove diamine era stato finora?
Proseguendo sulla via maestra verso il Castello, Richard notò un ragazzetto che dopo averli individuati, pensando di non esser stato visto, sgattaiolò lungo una via laterale.
Accelerando il passo, Richard lo vide entrare alla Dragon Turtle Inn, e decise di deviare in quella locanda.
Non appena entrato vide una porta sul retro che si stava chiudendo, mentre l'Oste, il calimshita Velam Walid, li osservava entrare scrutando lui in particolare con sorpresa.
Il piccolo informatore evidentemente aveva ordine di informare se li avesse rivisti? In fondo era parecchio che erano assenti e probabilmente attesi da tempo.
L'affabile parlata di Velam li accolse, per poi interrogare subito Richard.

Lo stupore dell'Oste derivava dal fatto che non si aspettava di vedere Richard con gli altri, visto che a suo dire era rientrato in anticipo giorni prima da solo, finendo con trascinarsi dietro alcuni di quei loschi figuri che erano giunti a cercarlo.
Richard restò impassibile non senza però una certa soddisfazione interiore per aver ideato quel piano e aver mandato il doppelganger a impersonare se stesso per attirare gli zhentarim lontano da la.
Mentre ordinavano da bere, una corrente fredda annunciò che si erano riaperte le porte, e subito dopo una bella voce femminile che rideva e scherzava con altri due uomini li fece voltare verso l'ingresso. Era Alina.
Doveva aver superato bene il lutto per il povero Frustaventi se parlava così...ma un momento, vicino a lei era inconfondibile la mole di Alzaonda, il Primo Ufficiale sempre al fianco del suo caro padre.
Il terzo individuo invece, un damerino dal cappello a larga tesa e i baffetti ordinati e impomatati, non sapevano chi fosse.
Lyandria fu la prima a partire, abbracciando l'amica che raggiante rivelò subito che suo padre era vivo! Era tornato!
Recuperato in mare da Grishanik, l'Aspide delle Acque, in fuga dalla Storm Maiden dopo che aveva recuperato anche Alzaonda poco tempo prima.
L'altro tizio si presentò, con un accento che poteva essere di Luskan o di Neverwinter, come Maran Ventopungente.
Un "alleato", a suo dire, recuperato a Luskan dall'Aspide delle Acque durante le operazioni di riparazione della Sibilante Promessa.

Per la gioia Lyandria offrì da bere all'intera locanda, poi, mentre si scambiavano racconti come vecchi marinai attorno ad un tavolo, Maran si alzò per parlottare con Velam, ma Ishmael si accorse che era solo una scusa per avvicinarsi e origliare meglio un tizio grasso nel tavolo all'angolo, protetto da almeno due uomini.
Ora che guardava meglio, lo aveva già visto! Era Grabius Lanterzi, della Banca del Sale, già venuto da Re Olgrave per trattare qualche prestito mesi prima, e ora che fiutava la disperazione di Gundarlun, forse tornato per dettare condizioni ben peggiori.
Al tavolo intanto proseguivano pettegolezzi e notizie, e non erano solo buone notizie quelle di Alina, c'erano altri retroscena accaduti nella capitale durante la loro assenza: il povero strambo vecchietto che leggeva le ossa e faceva le sue strane profezie era stato ucciso. Chi mai poteva prendersela con un innocente come lui?

Ishmael fece notare il panzone anche ai suoi compagni e subito presero a pianificare un rapimento o qualcosa di simile, e offrirono abbondante vino al suo tavolo per farlo ubriacare e facilitare le cose.
Notando la situazione però, lo sveglio Maran tornò al loro tavolo sibilando sottovoce di non fare mosse stupide e ammonendoli sulla pericolosità di quell'individuo.
Piuttosto, chiese loro di aiutarlo a convincere il Re a evitare a ricorrere al suo aiuto, visto che si vantavano che sarebbero stati ricevuti nel castello da Olgrave in persona.

Il gruppo placò subito le macchinazioni, godendosi la compagnia di Alina e Alzaonda e l'insperata notizia del sopravvissuto Frustaventi, dando fondo alla birra ordinata, per poi tornare alle incombenze più pressanti: c'era da riferire al Re di Gundarlun.

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