martedì 1 agosto 2023

RETURN OF THE STORM MAIDEN (16)

CAPITOLO 16 - RIENTRO TRAUMATICO

"L'unica differenza tra guerra e omicidio è il numero di morti" (Ainolf Occhio Verde)


Nessuno di loro si era mai immaginato il teletrasporto tramite gli alberi.
Forse nessuno di loro si era mai immaginato il teletrasporto e basta.
Oltre quella barriera tra spazio e tempo, mentre facevano il passo al di la della corteccia, si immaginavano il buio, la mancanza di gravità probabilmente, e poi di nuovo la luce al di la di un albero completamente diverso.
E più o meno fu così.
Ma la trama era disturbata.
Un potere era all'opera, lentamente, da anni. Un potere crescente, che nell'oblio e nelle vertigini di quell'insolito modo di viaggiare trovò l'appiglio per una interferenza, e per un attimo furono in fondo ad un freddo abisso, schiacciati da una pressione indicibile, sul bordo di un crepaccio marino ancora più buio, mentre sinistre sagome di morti affogati, alcuni con volti familiari, si stringevano verso di loro.

Al successivo battito di ciglia, per fortuna, erano volati ruzzolando, qualcuno con la nausea e altri solo confusi, al di la di un grossa quercia.

Non fu esattamente il tipo di ritorno che si aspettavano a Gundarlun, visto che più dei rumori del bosco, udirono il cupo suono di corni da battaglia e grida umane.
Corsero verso la spiaggia dove videro numerose agili scialuppe scaricare gruppi compatti e organizzati di invasori.
I difensori invece, lontani dalla Capitale, erano assai meno numerosi anche se ben organizzati.
Uomini duri dei piccoli villaggi limitrofi, temprati come tutti dal clima e dal retaggio dei nordici.
Non potevano farcela in campo aperto, ma avevano disseminato la spiaggia di ostacoli e tronchi appuntiti, sfruttando i naturali restringimenti delle rocce che risalivano per difendere pochi punti stretti con pochi uomini.

Un grosso northlander che indossava una pelle d'orso bianco sbraitava coordinando i difensori, quando i nostri avventurieri si unirono subito alla battaglia.
Lyandria scatenò una profonda nebbia mentre dall'altro lato Gelrish si appellò alla sua magia e a Valkur per scatenare una tempesta di fulmini sugli incursori, decimandoli.
Pur nella concitazione della battaglia, tra urla e minacce che come spesso accade quanto più minacciose sono tanto più coprono la reale paura che prende l'uomo di fronte alla morte, il capitano della guarnigione in poche parole spiegò la situazione e le strategie di mordi e fuggi che gli invasori stavano tenendo da qualche tempo: approfittando del fatto che Re Olgrave aveva radunato quasi tutte le sue forze dinnanzi al porto di Gundbarg, gli incursori di Verania e di Ruathym attaccavano villaggi e zone costiere libere, cercando di fare danni e provocare quante più reazioni possibili per poi farsi inseguire in mare aperto e attirare i difensori di Gundarlun lontano dall'isola, per prenderli poi tra due fuochi con flotte nascoste o direttamente con l'arrivo della terribile nave fantasma della Storm Maiden.
Per questo stavano saggiamente tenendo le posizioni, senza cedere alle provocazioni.

Le forze in campo erano però preoccupanti, e il capitano chiese a Richard di prendere i suoi uomini e raggiungere il punto più alto del promontorio dove era stata predisposta una pira di segnalazione.
Altri uomini erano stati mandati ad accenderla, per segnalare alla vicina Gundbarg l'urgente bisogno di rinforzi, ma evidentemente avevano fallito.

Il gruppo avanzò verso la collina finché, trovandosi in un prato in campo aperto, fu bersaglio di un nugolo di frecce. Cercarono di sparpagliarsi e mettersi al coperto.
Gelrish, dopo esser stato ferito, manipolò ancora una volta il tempo, creando una burrasca ventosa che deviava i proiettili disperdendoli in aria, poi Richard sfruttò un cavallo vagante rimasto orfano del proprio cavaliere, una vittima del tentativo precedente di accendere il falò, e sfrecciò lungo la pietrosa salita, portando con se Lyandria.
Ishmael sfruttò le sue capacità di arrampicata per tagliare verso le rovine sulla sommità, da cui erano arrivati gli attacchi.
Sentì salmodiare una preghiera e poco dopo una tempesta di nevischio oscurò l'aria e gelò il terreno in cima al sentiero, pronta ad accogliere i nuovi arrivati.
Lungo la risalita Richard e Lyandria notarono una piccola fattoria assediata da altri barbari, ma non c'era tempo da perdere e dopo qualche dardo in corsa, proseguirono il galoppo.
Il povero cavallo però, tuffandosi alla cieca nella tempesta, scivolò sul terreno ormai completamente gelato volando di lato e spezzandosi una zampa, mentre i due cavalieri volarono in direzioni opposte.
Ishmael nel frattempo aveva scavalcato il muro e assalito il prete, ma il dannato pur ferito riuscì a mantenere ancora attivo l'incantesimo, richiamando due energumeni armati d'ascia a difenderlo.
Gelrish e Baandulf, appiedati, correvano a perdifiato sulle tracce di Richard, e si trovarono davanti invece gli assalitori della fattoria.
Non potevano ignorare la povera gente la dentro, e cambiarono direzione attaccandoli.
Quando finalmente, coperto di ferite, Ishmael riuscì ad abbattere il chierico e toglieri da quello spazio chiuso, la tempesta di nevischio cessò e Lyandria con una palla di fuoco, forse un po' incautamente, colpì la pira.
Nonostante l'esplosione scompose e sparpagliò l'ordinata disposizione di fascine di legno, gran parte del materiale prese fuoco e le alte fiamme fecero finalmente da segnale.
I gruppo piegò le ultime resistenze fino a quando non rimasero che tre uomini che furono costretti ad arrendersi.
Lyandria garantì per loro anche se gli abitanti della fattoria, brandendo ora dei forconi, sembravano più propensi ad un ben altro tipo di giustizia, più rapido e, per loro, soddisfacente.

Tornarono alla spiaggia e dopo una breve discussione decisero di lasciare al presidio i prigionieri, per viaggiare senza intoppi, anche se Lyandria avrebbe voluto convincere gli sconfitti a diventare parte del suo equipaggio.

Erano diretti alla capitale, avevano molto da raccontare al Re, sulle strategie e su quanto scoperto nel loro girovagare, e altrettanto avevano molto da apprendere di tutto ciò che era accaduto in loro assenza.
Ancora non lo sapevano, ma le sorprese erano solo all'inizio...

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