venerdì 10 novembre 2023

RETURN OF THE STORM MAIDEN (28)

CAPITOLO 28 - PIAZZE AGITATE

"Incredibile la spazzatura a cui crederanno gli idioti, se la gridi abbastanza forte." (Grabius Lanterzi)


Lasciata Lyandria al monastero, gli altri quattro eroi stavano tornando alla nave quando, passando vicino alla piazza dove avevano ricostruito la statua di Valkur, che non sembrava poi così tanto Valkur, notarono una folla in parte incuriosita e in parte inferocita fronteggiare alcune figure.

Un emaciato predicatore con uno sfregio a spirale (o era un vortice?) sulla fronte spalleggiato da alcuni cultisti stava per profanare di nuovo la statua e fare proseliti tra la folla, che però pareva più inferocita che disposta ad ascoltarlo.
Fu in quel momento, proprio quando i nostri avventurieri stavano per intervenire, che scoppiò il tumulto.
E lui cantò
Un canto in parole sconosciute, in una lingua nera e inquietante.
Un canto che più che alle orecchie arrivava alla testa.
Una promessa d'eternità
Una promessa di potere condiviso, di pace eterna, di grandezza.
Una promessa di oblio
Di rivincita
Dare la vita, la propria anima, per fonderla con qualcosa di superiore...
Parte della folla parve impazzire, cominciarono a scontarsi tra loro. Scoppiò il caos.

La volontà di Gelrish, Ishmael e Baandulf fu più tenace di quel canto. Soltanto Dehuin restò imbambolato, salvo riprendersi però in fretta e lanciarsi nella mischia insieme agli altri.

Tutti quei popolani erano innocenti, bisognava agire con cautela.
Ishmael saltò da un tetto all'altro per avvicinarsi al predicatore del Vortice scagliandogli due asce, poi l'uomo fu circondato dai suoi fedeli.
Ishmael fece breccia nelle difese arrivando a mordere l'uomo, che con un terribile anatema lo maledisse con una malattia, mentre uno dei cultisti lo paralizzò con un sortilegio, per poi colpirlo alle spalle.
Gelrish si fece largo tra la folla cercando di non causare perdite innocenti.
Dehuin invocò antichi spiriti guardiani nanici che presero a flagellare quei cultisti.
Qualcuno tra la folla, impazzito, scappò verso i moli ma non c'era tempo di occuparsene, Ishmael paralizzato era in difficoltà e non potevano perdere il focus dal predicatore.
Gelrish avanzò indebolendo i nemici con un'anatema e lanciando un incantesimo che però, nella calca, fu deviato verso la statua facendo infuriare Dehuin e attirando anche l'ira degli spiriti guardiani.

Colpito a morte, un cultista crollò liberando così Ishmael dall'incanto di blocca persona.
Un altro venne freddato dagli spiriti e anche il predicatore cadde prima di invocare altri malefici poteri.
Dehuin inseguì l'ultimo fuggitivo e riuscirono a catturarlo, poi in nome degli Dei nanici requisì il martello in adamantio col simbolo dei clan nanici di Rethgard ad un esterrefatto Gelrish.
Il dragonide provò a riprenderselo ma l'arma, da Dehuin resa rovente con un incantesimo divino, non si riusciva a impugnare.
Baandulf, che era uscito quasi divertito da un cumulo di popolani ammassati nella rissa provò a metter pace e a ricordar che dovevano tornare alla nave e riposare.
Il prigioniero intanto, ora legato per bene, proferiva orrende minacce, blaterando dell'affronto di aver ucciso Jaran (era il nome del predicatore, evidentemente) predicatore nominato "dall'Uditore Haesten". 
Dopo "Yavhedren" ecco nominato un altra delle misteriose figure chiamate Uditori.
Tornati ai moli scoprirono che alcuni dei cittadini impazziti si erano buttati in acqua in maniera suicida, andando come niente fosse verso il mare aperto.
Gelrish corse allora al monastero richiamando Lyandria e alcune delle monache-guerriere per cercare di recuperare i dispersi.
Anche i pescatori locali vennero allertati dal Borgomastro per iniziare le ricerche a tappeto, ma tutto ciò che trovò Lyandria immergendosi in quelle buie acque notturne fu un solo cadavere. Un povero popolano affogato.
Altre anime in pasto a Ydaach'nar?

Una volta a bordo della Spina Avvelenata, per evitare di contagiare tutti, Ishmael fu deposto nella cabina della Capitana, mentre fino a tarda notte continuarono i battibecchi tra Dehuin e Gelrish che rivoleva il suo martello.
Dopo quella notte agitata, sembrò davvero poco il riposo quando all'alba vennero tutti svegliati dai mercenari dell'equipaggio festanti che erano stati pagati da Dehuin.
Ishmael, guarito dai poteri di Lyandria sembrava stare meglio, mentre la capitana, infastidita dal baccano scatenò i poteri della Conchiglia creando il caos al molo con un piccolo maremoto e un inquietante vortice nelle acque di quella baia riparata.
Era tempo di rimettersi in riga.
E pensare alla prossima rotta.
Tornare a Gundarlun per poi sfruttare gli aiuti magici della misteriosa Società del Kraken, o viaggiare nel cuore delle Moonshae, fino a Snowdown, approfittandone per far scalo nella sinistra isola di Oman e recuperare i tesori delle miniere?

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