CAPITOLO 27 - LA CONCHIGLIA DI ISTISHIA
"C'è un tempo per chiedersi cosa vuole un uomo, e c'è un momento per spaccargli la testa. Questo è il secondo caso." (Varsha la Lupa Nera)
Accompagnati da Madian e altre due guerriere, gli avventurieri raggiunsero i moli e la nave per farsi guidare dove, secondo le loro ricerche, si rifugiavano i koalinth: alcune rovine subacquee in un baia poco lontana.
Madian intonò una litania che li avrebbe benedetti e gli avrebbe concesso di respirare sottacqua. Baandulf e Dujek furono lasciati a protezione della genasi, mentre i quattro avventurieri si tuffarono nelle fredde acque della baia.
Tutti i mercenari della Spina Avvelenata erano pronti alla battaglia.
Madian intonò una litania che li avrebbe benedetti e gli avrebbe concesso di respirare sottacqua. Baandulf e Dujek furono lasciati a protezione della genasi, mentre i quattro avventurieri si tuffarono nelle fredde acque della baia.
Tutti i mercenari della Spina Avvelenata erano pronti alla battaglia.
Lyandria, Ishmael, Dehuin e Gelrish si calarono dunque in quelle acque sconosciute...
Non ci volle molto ad avvistare tra le rocce i resti di alcune strane rovine coperte di alghe morenti e nuvole di detriti in sospensione.
Ishmael si accorse della presenza di qualche creatura immonda, che appestava in maniera abbastanza evidente quella zona di fondale.
Ishmael si accorse della presenza di qualche creatura immonda, che appestava in maniera abbastanza evidente quella zona di fondale.
Le cose si fecero pericolose quando da varie direzioni giunsero rapidi merrow, creature nate dalla corruzione dei marinidi, insieme a gruppi di koalinth che li attaccarono senza troppe cerimonie.
Non era facile combattere sott'acqua e brandire certe armi, e anche la magia reagiva in modo diverso, ma i quattro riuscirono comunque a tenere le redini dello scontro, anche quando un merrow sciamano li bersagliò con dei fulmini che si diffusero ovattati e silenti in quelle acque corrotte.
La cosa sospetta era che anche feriti o sconfitti, continuavano a combattere, come fossero al servizio di un volere superiore, senza andare in rotta.
Eliminate tutte le minacce, i quattro si fecero strada all'interno di quelle gallerie completamente allagate scavate nel profondo della scogliera fino ad arrivare ad una rozza sala del trono, e attorno ad uno strano trono a foggia di conchiglia si trovava attorcigliato col suo corpo allungato uno strano e grosso demone acquatico.
Era qualcosa mai visto. Un wastrilith.
Una sorta di serpente col corpo umanoide e la testa da murena, con due arti lunghi e guizzanti terminanti con una sorta di affilati falcetti chitinosi.
La sua sola esistenza, la sua sola presenza sul piano materiale, ammorbava l'acqua attorno a lui, avvelenando Lyandria, mentre i suoi compagni pur avvertendo quell'orribile venefica acqua attorno a loro riuscirono a resistere.
La sua sola esistenza, la sua sola presenza sul piano materiale, ammorbava l'acqua attorno a lui, avvelenando Lyandria, mentre i suoi compagni pur avvertendo quell'orribile venefica acqua attorno a loro riuscirono a resistere.
Altri merrow e koalinth fecero da scudo al demone, che nel frattempo attirava gli avversari a lui con degli strani turbinii d'acqua, risucchiandoli a se e lacerando con artigli e morsi.
Ishmael fu morso in maniera gravissima, ma in preda alla rabbia a sua volta prese a mordere quel demone.
Un'altra sferzata d'acqua ghermì Gelrish. Quel tentacolo acido lo ferì e poi lo schiantò contro i resti di un antico altare, dove restò esanime.
La vista del compagno caduto diede ancora più forza ai suoi compagni, e il combattimento infuriava in quell'acqua corrotta, nella disperazione e nella visibilità che andava via via facendosi più limitata.
La creatura usava la telepatia, minacciando i quattro con la sua voce abissale, ma quando capì che la sconfitta stava arrivando anche per lui lanciò un messaggio ai suoi servi di scappare con la Conchiglia, il cui potere doveva servire a Ydaach'nar.
Un altro dannato servitore o alleato di questa entità misteriosa?
Non avrebbe mai saputo dar risposte perché venne abbattuto da un tremendo colpo di Lyandria, reso ancor più letale dalla punizione divina del Grande Nuban in persona.
Ishmael fu morso in maniera gravissima, ma in preda alla rabbia a sua volta prese a mordere quel demone.
Un'altra sferzata d'acqua ghermì Gelrish. Quel tentacolo acido lo ferì e poi lo schiantò contro i resti di un antico altare, dove restò esanime.
La vista del compagno caduto diede ancora più forza ai suoi compagni, e il combattimento infuriava in quell'acqua corrotta, nella disperazione e nella visibilità che andava via via facendosi più limitata.
La creatura usava la telepatia, minacciando i quattro con la sua voce abissale, ma quando capì che la sconfitta stava arrivando anche per lui lanciò un messaggio ai suoi servi di scappare con la Conchiglia, il cui potere doveva servire a Ydaach'nar.
Un altro dannato servitore o alleato di questa entità misteriosa?
Non avrebbe mai saputo dar risposte perché venne abbattuto da un tremendo colpo di Lyandria, reso ancor più letale dalla punizione divina del Grande Nuban in persona.
Il demone si dissolse.
Il gruppo scattò ancora più all'interno del complesso, e sfruttando un incantesimo di localizzazione di Dehuin si mise sulle tracce della conchiglia, intercettando un merrow che stava fuggendo da un grosso salone adorno di colonne.
Alcuni koalinth cercarono di facilitargli la fuga ma una astuta strategia di quei guerrieri ormai rodati da tante battaglie insieme riuscì a rallentarlo e farlo fuori.
La Conchiglia di Istishia era finalmente nelle loro mani.
Tutti i restanti koalinth si diedero alla fuga.
Gli avventurieri presero così a risalire per uscire da quel posto opprimente, dove la pressione e l'acqua fredda cominciavano a intorpidirli, senza contare la corruzione lasciata dal demone.
Per fortuna si ricordarono in tempo che c'era qualcos'altro da fare prima di tornare in superficie: cercare tracce della monaca scomparsa.
Girando in quel dedalo claustrofobico di corridoi scavati nella roccia e incrostati di cirripedi morti e banchi di alghe putrescenti, trovarono finalmente una zona adibita a prigione.
In alcune celle si notavano i resti di quelli che sembravano marinai, mentre raggomitolata in una cella, una donna. Anzi, un'altra genasi dell'acqua.
Grazie al suo retaggio era ancora viva. Era Sorella Reial, la monaca che aveva coraggiosamente trovato le tracce dei ladri della Conchiglia.
Nuotarono verso l'aria e la luce del sole, e mentre si avvicinavano all'imbarcazione scorsero corpi morti di merrow e koalinth alla deriva.
Risalirono finalmente tutti sulla Spina Avvelenata, scoprendo che anche li si era combattuto parecchio e che fortunatamente Madian era stata protetta adeguatamente e non aveva smesso di intonare la sua litania. O sarebbero affogati.
Purtroppo tra i mercenari della ciurma si contavano due caduti.
Tornarono al Monastero per riprender fiato e chiarire i termini dell'accordo.
I nostri eroi, spiegando meglio il perché del loro bisogno della Conchiglia, tentarono di coinvolgere nella guerra anche quelle formidabili monache-guerriere.
Ogni alleato in più poteva esser utile.
Per un attimo Baandulf, parlando del fatto di "creare una nave fantasma" rischiò di far cambiare idea alla Sorella Suprema Madian, che mai avrebbe tollerato certi usi della loro sacra Conchiglia, ma alla fine la saggia monaca fu d'accordo per consegnarla.
Alla fine Lyandria decise di passare la notte li, per meditare e cercare di comprendere il caos che a volte si impadroniva di lei e per cercare di entrare in sintonia con quell'artefatto marino.
Gli altri visto che in quanto maschi non potevano esser ospitati, tornarono alla locanda.
Non c'era molto tempo per riposare. Era tempo di pensare alla prossima tappa...
...quella più odiata da Ishmael.
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