CAPITOLO 52 - L'ULTIMA NOTTE
"Difficile e Impossibile sono cugini che vengono spesso confusi l’uno con l’altro, ma hanno pochissimo in comune" (Sorella Madian)
L'ultimo giorno a Gunbdarg trascorse frenetico.
La città era venne rimessa in sicurezza e ripulita e il grosso della forza lavoro si concentrava per rimettere in funzione i moli.
Dalla fortezza sciamavano araldi e messaggeri come formiche e la frenesia era in contrasto con l'immobilismo del povero Gelrish, scosso e svuotato per la perdita di Shid'anian.
Dalla fortezza sciamavano araldi e messaggeri come formiche e la frenesia era in contrasto con l'immobilismo del povero Gelrish, scosso e svuotato per la perdita di Shid'anian.
Verso sera gli avventurieri tornarono alla Fortezza, dove era in corso un ultimo incontro prima dell'inizio del piano.
Si erano persi gran parte degli aggiornamenti e il figlio di Re Olgrave fece un riassunto degli ultimi dispacci.
La flotta residua di Ruathym aveva accettato di unirsi a quella di Gundbarg, e stavano già navigando nella zona convenuta.
Si diceva che ci fosse anche una nave piena di hamfriggan a dar man forte.
Anche dall'arcipelago di Korinn le notizie erano buone, o almeno in parte: Verania aveva scovato e sconfitto Padre Haesten, l'ultimo Uditore, anche se a caro prezzo.
Si diceva che fosse stata ferita gravemente e ci avesse rimesso gran parte della ciurma.
Era dalle Norland che invece non arrivavano affatto buone notizie: Re Rault non avrebbe partecipato con la sua flotta a causa di tumulti interni e scontri con una frangia di cultisti che era rimasta fino ad allora nascosta.
La notizia che agghiacciò tutti però era che tra le vittime risultava Siberrin La Fiera.
Nel caos di notizie incontrollate, qualcuno aveva provato anche a far ricadere la colpa su Runthem lo Sciancato, il nipote maschio di Rault, che si diceva fosse geloso e timoroso del potere di Siberrin.
Soltanto una nave aveva quindi lasciato Rogarsheim per unirsi alla flotta: la nave mercenaria delle Mintarn con a bordo Maran e Galdran.
Sosteneva che insieme alle sue Sorelle avrebbero potuto proteggerli con qualche preghiera o benedizione, in quella discesa ignota e profonda verso il relitto.
Chiese anche della reliquia di Istishia che aveva "prestato", generando il panico e una ondata di bugie e giustificazioni inventate.
Che fosse stata convinta o meno, non lo diede a vedere ma reagì con estrema filosofia.
Chiese anche della reliquia di Istishia che aveva "prestato", generando il panico e una ondata di bugie e giustificazioni inventate.
Che fosse stata convinta o meno, non lo diede a vedere ma reagì con estrema filosofia.
Il piccolo Olfrand, il figlio minore del Re, fece capolino da una porta lasciata aperta, e fece commuovere i presenti quando donò un oggetto della scomparsa Victarine agli avventurieri: era una gemma luminosa.
Avrebbe potuto esser utile nel buio degli abissi marini.
Otegard Redaxe e lo sciamano Occhioverde fissarono negli occhi gli avventurieri, come per assicurarsi che fossero consci dell'impegno che gli veniva chiesto e che tutti avessero chiara la posta in gioco.
Il giovane Otegard era riuscito non si sa come a scrollarsi di dosso la sua indolenza e la sua voglia di locande, musica e avventure, e il peso dell'assenza del Re lo aveva fatto invecchiare di diversi anni in pochi giorni, ma ora sembrava un altro. Ora sembrava pronto a decidere.
L'assemblea fu sciolta.
La notte era calata quando lo sparuto gruppo di jarl, consiglieri e ufficiali rimasto a Gundbarg si disperse nel cortile della fortezza.
Adelius si intratteneva ancora nel salone con alcune guardie cercando di far proseliti al dio dei sogni, che nella fattispecie riteneva se stesso, mentre Ishmael raggiunse le altre monache-guerriere radunate ora nel cortile provando a convincerle a tirare su il morale a Gelrish
Il dragonide blu tuttavia aveva altri programmi.
Insieme a Lyandria si erano infiltrati nei sotterranei, ed evitando gli inservienti erano giunti alla cantina.
Ad attenderli, tra barili di birra, vini sembiani e liquori, un ottimo barilotto di Verde di Mintarn con cui trascorrere la notte...
Adelius poi, in barba alle superstizioni e alla diffidenza sulla magia radicata in quelle terre, eresse una torre magica grazie ad un potente incantesimo che faceva comparire un luogo magico per riposare.
Ad attenderli, tra barili di birra, vini sembiani e liquori, un ottimo barilotto di Verde di Mintarn con cui trascorrere la notte...
Adelius poi, in barba alle superstizioni e alla diffidenza sulla magia radicata in quelle terre, eresse una torre magica grazie ad un potente incantesimo che faceva comparire un luogo magico per riposare.
La notte di Lyandria fu agitata.
E non solo a causa del Verde di Mintarn, ma di un sogno in cui Nuban le spiegava che era troppo debole e per evitare che il suo potere venisse assorbito da Ydaach'Nar si era dovuto ritirare nel piano primordiale dell'acqua.
Non avrebbe più potuto donarle i suoi poteri, ma la invitava comunque ad aver fede, e a continuare a credere nel giuramento del mare, e i suoi poteri sarebbero arrivati tramite quello...
Sofferente, venne riscossa da quel sogno da un assonnato e confuso Gelrish, e provò a spiegargli quello che le stava accadendo, per poi raggiungere gli altri alla reggia magica di Adelius.
Non avrebbe più potuto donarle i suoi poteri, ma la invitava comunque ad aver fede, e a continuare a credere nel giuramento del mare, e i suoi poteri sarebbero arrivati tramite quello...
Sofferente, venne riscossa da quel sogno da un assonnato e confuso Gelrish, e provò a spiegargli quello che le stava accadendo, per poi raggiungere gli altri alla reggia magica di Adelius.
Era l'alba, e guardando verso il molo alcuni poterono assistere all'inquietante immagine di una nave che compariva quasi dal nulla, come una nave fantasma.
Non era facile abituarsi al potere del Nasello Fantasma.
Si incamminarono al porto, incontrando in un vicolo la solita misteriosa Marla che rivelò confuse informazioni carpite da cultisti interrogati (non volevano immaginare con quali metodi).
Forse non tutti gli uditori erano stati eliminati. O forse erano quattro. O forse erano tre ma Herghata non era di questi tre... o forse erano solo subdole trappole e indizi falsi che quel demone lasciava appositamente...
C'era comunque da riflettere...
Giunsero al Nasello.
Il momento di salpare era giunto.
Era una missione difficile, forse mortale, e poteva esser l'ultima volta che lasciavano Gundbarg.
L'ultima notte trascorsa li.
L'ultima volta che salutavano i loro amici.
L'ultima volta che questi mari erano ancora liberi.
L'ultima notte trascorsa li.
L'ultima volta che salutavano i loro amici.
L'ultima volta che questi mari erano ancora liberi.
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