venerdì 3 maggio 2024

RETURN OF THE STORM MAIDEN (50)

CAPITOLO 50 - VISIONI, INCUBI E PRESAGI

"Prima di bruciare i ponti, un uomo dovrebbe imparare a nuotare" (Sciamano Ulf)

Il freddo vento del nord frustava il tempio in rovina dove si era appena conclusa la battaglia con i cultisti. Ce n'era ancora uno vivo, che venne interrogato ma ottenendo poche reali informazioni dalla sua mente plagiata, se non un inquietante riferimento ad una "mietitura".
Nel frattempo la mente di Ishmael aveva accusato il colpo di quel canto dritto nel cervello, e sembrava ora preso da una strana ossessione per una collana di Lyandria, ritenendola fondamentale per le proprie fortune.

Gelrish tornò in acqua e recuperò la testa dell'Uditore per provare a interrogarla.
Nell'acqua anche lui sentì di nuovo nella testa una cupa voce, strane promesse, e inquietanti presagi.
Se non fosse stato per la sua fede in Valkur, forse si sarebbe abbandonato a quella follia, ma il suo dio soffìò via quelle immagini, aiutandolo a riprendersi.
Adelius usò nuovamente il sortilegio per conferire con i morti e la testa parlò.
Nonostante non avesse alcun motivo di collaborare con i suoi uccisori, fu piuttosto lieto di gettarli nello sgomento rivelando che l'isola di Gundarlun era sotto attacco.
Onde di panico saettarono tra gli avventurieri, pensando alla città e agli amici lasciati li, ma Gundbarg era a giorni e giorni di navigazione, come raggiungerla in fretta?
Adelius provò a invocare il fratello, e anche il potere del Figlio di Yggdrasil, ma senza esiti.

Tornarono ad Hammerstaaad e li Lyandria prese le redini della situazione, arringando la folla e mostrando la testa di una progenie abissale per convincerli, parlando del pericolo incombente e incitando chi era in grado a unirsi alla battaglia contro la misteriosa minaccia.
Dopo che una parte dei presenti parve convinta e cominciò ad organizzarsi, un solitario applauso quasi sarcastico sorprese i nostri eroi alle spalle: era Marla Tide, seduta su alcune casse, con le flessuose gambe dondolanti e gli occhi arrossati dal fumo di quel fastidioso sigaretto marrone da cui pareva non separarsi mai.
Disse che era qui sia per loro che per l'Uditore, apprendendo di esser quindi arrivata tardi per quest'ultimo.
Anche lei fu sorpresa di sapere dell'attacco a Gundbarg, e li informò poi delle ricerche di Vestress, la illithid conosciuta ad Ascarle, su entità simili a Ydaach'Nar e altri casi di frammenti di antichi dei.
Secondo Vestress il misterioso avversario non era insidioso da affrontare dal punto di vista fisico, visto che probabilmente non aveva un corpo e forse non poteva ancora neppure muoversi. In fin dei conti era un pezzo di corpo cristallizzato.
Ma li metteva in guardia su tutte le altre capacità e presentunte resistenze che poteva avere.
Conoscendo la rete di agganci e capacità della Società del Krakern, agli avventurieri non restò altra scelta che implorare Marla di portarli a Gundbarg rapidamente.
La donna, scocciata, acconsentì, ma per per usare il potere del teletrasporto disse di dover riposare. L'appuntamento era per l'alba.

Stavano tornando verso la Spina Avvelenata quando Gelrish avvertì un messaggio mentale da Ploppa, che a quanto ne sapevano dopo il successo nel fermare l'avanzata di Re Olgrave, si era unito alla parte di flotta che tornava verso Gundbarg.
"Siamo in vista di Gundbarg: è come una immensa grandinata su un campo di teneri ananas"
La sua voce, per quanto fosse bizzarra la metafora, confermò quel che temevano: l'attacco alla capitale di Gundarlun era vero.
Passarono dunque la notte a bordo della Spina Avvelenata, dove si riunirono per fare il punto della situazione e dove Lyandria rivelò finalmente della risposta di Istishia alla sua richiesta di benedizione, e la dura scelta fatta.
Parlò di un complesso piano, teorico e azzardato, per cercare di riportare in vita Hergatha, proprio partendo dal brandello di anima che si era rifugiato in lei.
Un piano che passava dalla sconfittà di Ydaach'Nar, alle ricchezze del tesoro della dragonessa antica Arveiaturace, per finire con le supposte capacità della sacerdotessa Shid'anian.
I suoi compagni si mostrarono molto scettici e dubbiosi a riguardo...in fondo, la storia passata dimostrava che fidarsi di una Stromkir non portava mai ad una bella fine.

Terminata la riunione, mentre si stavano separando per andare a riposare, Dujek segnalò che era tornato quel dannato cormorano messaggero.
Portava un piccolo messaggio dello Sciamano Ulf, che li ammoniva (troppo tardi!) a non far strage di cultisti perchè ipotizzava che erano solo altre anime che finivano al demone in fondo al mare.

I sogni di Gelrish furono agitati, rivide quell'occhio in fondo al mare, udì la sua voce beffarda che gli diceva che avrebbe preso Shid'anian, e mentre fissava quell'occhio ci vide dentro cadaveri.
Cadaveri affogati che emergevano dalle acque, nelle fogne e nel porto della capitale.
Si svegliò con un urlo.
In un'altra cabina, come chiesto da Ishmael, Adelius attuò la sua magia dei sogni per rivivere alcuni ricordi della fuga di Ishmael dal suo capitano, nonché padre, vampiro.
Rivide i suoi compagni di fuga, la tenace Mara, e il saggio fratello Kragen, così simile a Ishmael anche se più esile ed emaciato.
Momenti lontani.
Momenti nostalgici. Mara ormai era sotto terra, ma Kragen forse era ancora vivo dopo esser entrato nella Confraternita Arcana di Luskan.
Nel sogno Ishmael chiese poi ad Adelius di cercare proprio lui, perché c'era bisogno anche del suo sapere... l'avrebbe trovato?

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