Il cunicolo d’ingresso alla grotta scendeva tortuoso mentre
l’aria si faceva più umida, calda, con uno strano odore di muffa e
decomposizione. Sfociava in una ampia cavità irregolare con tre diramazioni.
Guidato non si sa bene da quale istinto, il gruppo svoltò
verso est, giungendo in una caverna ancora più ampia, dall’alta volta,
disseminata di stalattiti e stalagmiti, e soprattutto da una folta popolazione
di enormi e legnosi funghi del sottosuolo.
La luce non riusciva a illuminare
l’interezza dell’ambiente ma si intuiva che dal lato opposto alla loro
provenienza c’era una bifocazione. Dopo qualche iniziale titubanza,
assicurandosi che l’aria non fosse impestata da qualche spora velenosa, avanzarono in mezzo agli immobili funghi
verso la galleria che procedeva a nord.
Anche se all’apparenza (dimensioni a parte) quei funghi
sembravano tutti uguali, così non era. Subdolo e ingannatore, il fungo viola
infatti si mimetizza tra funghi innocui, per attaccare a sorpresa…e in un
attimo, mentre passavano vicino, 3 funghi viola si animarono, coi loro letali
tentacoli in grado di causare putrefazione nei tessuti, per poi digerirli con
calma… tentacoli fustigarono l’aria e persone, lame e incantesimi sibilarono in
risposta.
Nonostante qualche ferita, nel giro di pochi minuti tutta la
grotta era tornata al suo silenzio e i funghi viola giacevano a pezzi o
bruciati.
Il gruppo avanzò. Altro bivio. Altre decisioni. Fino ad un
cunicolo che scendeva in basso, allagandosi. Anche il soffitto si inabissava, rendendo impossibile percorrerlo senza immergersi completamente.
Quanto era lungo? Dove sbucava? Prima di rischiare di
affogare o di restare bloccati in un vicolo cieco, mandarono Breena in
avanscoperta. La druida mutò in un coccodrillo e sparì nelle acque nere, per
poi tornare con le risposte: la galleria non era troppo lunga, e poi riemergeva
fuori dall’acqua..con una buona apnea potevano passare tutti.
Non andò così per Katrina, che impacciata dalla pesante
armatura restò incastrata da uno degli spuntoni rocciosi. Alla cieca, nel
panico, le mancò il respirò. Aria. Aveva bisogno d’aria. Bogro tentò di
salvarla ma la sua mole non lo aiutava in quello stretto budello così
irregolare, anche lui finì col bere. Dhorna fece appello a tutte le sue
capacità bardiche, cercando di incoraggiare e rendere più determinato ancora il
mezzorco. Dopo attimi di panico e apprensione, finalmente riemerse con Katrina quasi
affogata.
Ripresero tutti fiato e proseguirono, anche se i due erano
stremati e affaticati.
Giunsero in una lunga caverna che terminava nel vuoto. Sotto
di essi, potevano vedere il pavimento di una grotta sottostante.
Si calarono e la vista li lasciò senza fiato: si trovavano
in una enorme cavità sotterranea, forse creata da ripetuti cedimenti del
terreno.
Non ne vedevano i confini ma vedevano davanti a loro un profondo
crepaccio, e dal lato opposto, finalmente, pietra lavorata. Blocchi squadrati e
colonne che formavano la facciata del Tempio che stavano cercando. Una enorme
porta a due ante, anch’essa in pietra decorata da bassorilievi, al centro della
parete.
Di tutto quel labirinto di cunicoli e gallerie, pieno di
chissà quali orrori e pericoli, non si sa come erano riusciti a percorrere la
via più breve e relativamente sicura. Loro lo chiamano istinto e capacità, ma
io che ne ho visti tanti passare in
questa locanda a vantarsi, la chiamerei fortuna dei principianti… ad ogni modo,
non era mica finita: erano solo all’inizio.
Individuarono il punto in cui i due bordi del baratro erano
più ravvicinati, poi Bogro saltò dall’altro lato, e passò una corda per far
passare in sicurezza tutti gli altri… nel frattempo però, in lontananza una
strana sagoma fluttuava nell’aria, con esaperante ma inesorabile lentezza verso
di loro. Nel buio totale, anche coloro che avevano la scurovisione a quella
distanza facevano fatica a capire esattamente cosa fosse, ma quel poco che si
intuiva era inquietante: una sfera con alcune protuberanze sulla parte
superiore…e quello al centro era forse una specie di occhio??
Pochi solo coloro che possono dire di aver visto veramente
un Beholder (perché quelli che l’hanno visto sono morti, di solito) eppure
nonostante questo la sua figura è conosciuta e temuta da ogni avventuriero…forse
perché è presente su molti bestiari, trattati, arazzi, dipinti e anche canzoni
di qualche menestrello…. È per questo che anche loro, che di sicuro mai ne
avevano visto uno, cominciarono a tremare al pensiero di quella figura che
avanzava verso di loro.
Qualunque persona dotata di un minimo di senno e di senso di auto-preservazione sarebbe scappata a gambe levate
prima di entrare nel raggio d’azione dei suoi terribili incantesimi, ma
sappiamo bene l’incoscienza che regnava in quella bizzarra scombiccherata
compagnia e il buon senso stava ben lontano… alzarono gli archi e fischiarono le frecce…
Ne bastò una. Una soltanto. Quella palla esplose in un
istante, come una bolla di sapone, rilasciando una enorme nube di mefitiche
spore.
Grazie agli Dei non era un Beholder… ma una Spora Gassosa…
un fungo parassitico che fluttua, esplodendo al primo contatto con una creatura
…da lontano sono spesso scambiate per beholder dagli occhi meno attenti…E
grazie agli Dei erano anche abbastanza lontani da evitare di inalare le spore.
Non vi racconterò gli effetti che ne sarebbero conseguiti, non qui davanti al
mio bancone… non vorrei vedervi vomitare nella mia Locanda…
Superato l’ennesimo pericolo, con tutta la forza che
disponevano spinsero una delle grandi porte di pietra, ed entrarono finalmente
nel Tempio… il bello cominciava ora…
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