martedì 12 marzo 2019

Spade, Maghi e Pestilenze. Capitolo 6 – Alla ricerca del Tempio Sepolto



Il cunicolo d’ingresso alla grotta scendeva tortuoso mentre l’aria si faceva più umida, calda, con uno strano odore di muffa e decomposizione. Sfociava in una ampia cavità irregolare con tre diramazioni.


Guidato non si sa bene da quale istinto, il gruppo svoltò verso est, giungendo in una caverna ancora più ampia, dall’alta volta, disseminata di stalattiti e stalagmiti, e soprattutto da una folta popolazione di enormi e legnosi funghi del sottosuolo. 
 La luce non riusciva a illuminare l’interezza dell’ambiente ma si intuiva che dal lato opposto alla loro provenienza c’era una bifocazione. Dopo qualche iniziale titubanza, assicurandosi che l’aria non fosse impestata da qualche spora velenosa,  avanzarono in mezzo agli immobili funghi verso la galleria che procedeva a nord.

Anche se all’apparenza (dimensioni a parte) quei funghi sembravano tutti uguali, così non era. Subdolo e ingannatore, il fungo viola infatti si mimetizza tra funghi innocui, per attaccare a sorpresa…e in un attimo, mentre passavano vicino, 3 funghi viola si animarono, coi loro letali tentacoli in grado di causare putrefazione nei tessuti, per poi digerirli con calma… tentacoli fustigarono l’aria e persone, lame e incantesimi sibilarono in risposta.
Nonostante qualche ferita, nel giro di pochi minuti tutta la grotta era tornata al suo silenzio e i funghi viola giacevano a pezzi o bruciati. 

Il gruppo avanzò. Altro bivio. Altre decisioni. Fino ad un cunicolo che scendeva in basso, allagandosi. Anche il soffitto si inabissava, rendendo impossibile percorrerlo senza immergersi completamente.
Quanto era lungo? Dove sbucava? Prima di rischiare di affogare o di restare bloccati in un vicolo cieco, mandarono Breena in avanscoperta. La druida mutò in un coccodrillo e sparì nelle acque nere, per poi tornare con le risposte: la galleria non era troppo lunga, e poi riemergeva fuori dall’acqua..con una buona apnea potevano passare tutti.

Non andò così per Katrina, che impacciata dalla pesante armatura restò incastrata da uno degli spuntoni rocciosi. Alla cieca, nel panico, le mancò il respirò. Aria. Aveva bisogno d’aria. Bogro tentò di salvarla ma la sua mole non lo aiutava in quello stretto budello così irregolare, anche lui finì col bere. Dhorna fece appello a tutte le sue capacità bardiche, cercando di incoraggiare e rendere più determinato ancora il mezzorco. Dopo attimi di panico e apprensione, finalmente riemerse con Katrina quasi affogata.
Ripresero tutti fiato e proseguirono, anche se i due erano stremati e affaticati.

Giunsero in una lunga caverna che terminava nel vuoto. Sotto di essi, potevano vedere il pavimento di una grotta sottostante.
Si calarono e la vista li lasciò senza fiato: si trovavano in una enorme cavità sotterranea, forse creata da ripetuti cedimenti del terreno. 
Non ne vedevano i confini ma vedevano davanti a loro un profondo crepaccio, e dal lato opposto, finalmente, pietra lavorata. Blocchi squadrati e colonne che formavano la facciata del Tempio che stavano cercando. Una enorme porta a due ante, anch’essa in pietra decorata da bassorilievi, al centro della parete.
Di tutto quel labirinto di cunicoli e gallerie, pieno di chissà quali orrori e pericoli, non si sa come erano riusciti a percorrere la via più breve e relativamente sicura. Loro lo chiamano istinto e capacità, ma io che ne ho  visti tanti passare in questa locanda a vantarsi, la chiamerei fortuna dei principianti… ad ogni modo, non era mica finita: erano solo all’inizio.

Individuarono il punto in cui i due bordi del baratro erano più ravvicinati, poi Bogro saltò dall’altro lato, e passò una corda per far passare in sicurezza tutti gli altri… nel frattempo però, in lontananza una strana sagoma fluttuava nell’aria, con esaperante ma inesorabile lentezza verso di loro. Nel buio totale, anche coloro che avevano la scurovisione a quella distanza facevano fatica a capire esattamente cosa fosse, ma quel poco che si intuiva era inquietante: una sfera con alcune protuberanze sulla parte superiore…e quello al centro era forse una specie di occhio??

Pochi solo coloro che possono dire di aver visto veramente un Beholder (perché quelli che l’hanno visto sono morti, di solito) eppure nonostante questo la sua figura è conosciuta e temuta da ogni avventuriero…forse perché è presente su molti bestiari, trattati, arazzi, dipinti e anche canzoni di qualche menestrello…. È per questo che anche loro, che di sicuro mai ne avevano visto uno, cominciarono a tremare al pensiero di quella figura che avanzava verso di loro.
Qualunque persona dotata di un minimo di senno e di senso di auto-preservazione sarebbe scappata a gambe levate prima di entrare nel raggio d’azione dei suoi terribili incantesimi, ma sappiamo bene l’incoscienza che regnava in quella bizzarra scombiccherata compagnia e il buon senso stava ben lontano… alzarono gli archi e fischiarono le frecce…
Ne bastò una. Una soltanto. Quella palla esplose in un istante, come una bolla di sapone, rilasciando una enorme nube di mefitiche spore.
Grazie agli Dei non era un Beholder… ma una Spora Gassosa… un fungo parassitico che fluttua, esplodendo al primo contatto con una creatura …da lontano sono spesso scambiate per beholder dagli occhi meno attenti…E grazie agli Dei erano anche abbastanza lontani da evitare di inalare le spore. Non vi racconterò gli effetti che ne sarebbero conseguiti, non qui davanti al mio bancone… non vorrei vedervi vomitare nella mia Locanda…
Superato l’ennesimo pericolo, con tutta la forza che disponevano spinsero una delle grandi porte di pietra, ed entrarono finalmente nel Tempio… il bello cominciava ora…

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