Richiusero le pesanti porte alle spalle.
L’ingresso era una
stanza dalle pareti oblique, con due grossi braceri spenti da tempo immemore ai
lati.
Due di loro erano ancora troppo stremati dal rischiato
affogamento, era troppo rischioso proseguire in quelle condizioni, decisero così
di accendere i braceri e accamparsi per riposare.
Pensavano di tenere al di
fuori di quelle porte i pericoli delle grotte, ma pericoli ben maggiori si
celavano la dentro…Suddivisero i turni di guardia e iniziarono a riposare
finchè… passi.
Passi pesanti, irregolari, strascicati quasi. Si
avvicinavano..poi si allontanavano…e poi ancora.
Qualcosa vagava in maniera meccanica lungo quei corridoi?
Dhorna e Breena andarono in avanscoperta.
Concentrate sull’origine del rumore, non notarono una grossa
trappola alla prima intersezione. Una fossa si spalancò nel terreno e mentre la
gnoma con un agile guizzo evitò il pericolo, Dhorna rischiò di cadere, restando
appesa con una mano al bordo.
Urla concitate d’aiuto richiamarono i compagni in attesa
presso l’improvvisato accampamento.
E richiamarono anche quella cosa.
Dal buio del corridoio emerse una figura che lo occupava
interamente.
In vita era stato un grosso Ogre, ma era difficile pensare che
potesse esser ancora vivo viste le sue condizioni: ora era uno zombie.
Breena, rimasta vicino alla trappola finì quasi spappolata
dal possento colpo di mazza ferrata del colosso, Bogro scattò, Katrina stava
cercando disperatamente di tirare su Dhorna, prima che qualche mazzata le
raggiungesse e le spedisse tutte e due in fondo alla trappola irta di lame e
spuntoni.
Aran, ancora assonnato, prese a salmodiare qualcuno dei suoi
sortilegi. Dhorna riuscì finalmente a issarsi su e Katrina scattò a dar man
forte a Bogro, prendendo l’Ogre putrefatto su due fronti.
Gli zombie sono tenaci, anche quando sembrano abbattuti, c’è
sempre qualche pezzo che si muove ancora, ma la furia dei due guerrieri e le
fiamme magiche di Aran ebbero infine la meglio, anche se fu un umile colpo di
fionda di Breena, proprio in mezzo agli occhi, a farlo cadere definitivamente
al suolo.
Il gruppo rifiatò e riposò senza altri contrattempi, pur
disturbato dal fetore di quel corpo. Bogro fece perfino colazione con pezzi di
fungo viola arrostito. NON provateci a casa…non credo sia una buona idea.
Proseguirono in quel dedalo di corridoi con la strategia
vincente che li aveva guidati nelle grotte: A CASO.
E il caso pareva dalla loro parte, superarono i resti di una
polverosa biblioteca , fino a giungere ad una lunga faglia che come una
cicatrice percorreva la struttura in diagolale. Tutto quello al di la, stanze,
corridoi, era sprofondato più in basso nel terreno. Potevano vedere il pezzo
finale della biblioteca almeno 6 metri più in basso, sotto la scoscesa frana, e
il corridoio che proseguiva quasi intatto.
Più che un tempio vero e proprio, man mano che lo
esploravano sembrava più esser stato un..monastero o un nascondiglio di qualche
culto di Talona visto il numero di stanze e celle dalle varie funzioni.
Entrarono in una stanzetta, forse una zona in cui i
sacerdoti si preparavano per qualcosa. Era tutto malconcio e consumato dal
tempo. In un armadio nel muro di fronte a loro però trovarono una porta
segreta. Conduceva in uno stretto corridoio che si biforcava. Proseguirono
dritti verso una robusta porta decorata.
Era chiusa.
Dhorna non era una ladra ma se la cavò con gli strumenti da
scasso e la serratura scattò.
La porta si apriva in una stanza quasi ottagonale, da un
lato mezza crollata. Tre bassi scalini conducevano ad una porta nella parete
nord, o meglio, un portale in pietra che doveva incorniciare una porta ma non c’era
alcuna porta…solo muro, con uno sbiadita pittura violacea del simbolo di
Talona.
Incuriositi, entrarono nella sala, ma come oltrepassarono
quel confine una figura scura si materializzò attaccandoli senza esitazione.
La sua sola presenza era terrificante, il suo tocco
terribile, il suo corpo mutevole e fumoso si squarciava subendo colpi per poi
richiudersi… era frustrante non avere la sensazione di riuscire a ferirlo,
resistente a gran parte degli attacchi, anche alle magie di Aran, attaccava
inesorabile. Era un Wraith!
Per quanto resistente e pericoloso però, quel non-morto, non
aveva fatto i conti con la tenacia dei cinque avventurieri, che riuscirono
infine a distruggerlo facendolo scomparire in un ultimo grido ultraterreno.
Liberatisi da quell’inquietante guardiano, poterono
proseguire a esaminare la stanza. Non c’erano passaggi segreti ne altri
passaggi la dentro, ma una targa di pietra sopra il portale recitava alcune
parole:
Solo Colui che
Abbraccia la sua fede
E Accoglie i suoi doni
Potrà passare
Un altro dannato enigma…
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