giovedì 21 novembre 2019

Storm King's Thunder – Capitolo 7 Esplorando il Nord

Il nobile Zellraun li accolse e li ascoltò ma sembrava molto restio a fornire informazioni su Artus.
Quel che era certo era che non era più li.
Provarono rassicurarlo e a convincerlo delle buone motivazioni che avevano per cercare Artus, e alla fine l’uomo rivelò loro una pista molto vaga e regalò anche un oggetto magico per aiutarli.

Usciti dalla villa di Zellraun si giocavano una ulteriore carta: la temuta Confraternita Arcana.
Grazie all’opera magica degli arcanisti della malfamata Confraternita, che usarono una strana boccetta fornita loro da Sirac, riuscirono a restringere leggermente il campo di ricerca.

Sirac si propose di accompagnarli, e di certo portarsi dietro il figlio dell’uomo che cercavano si sarebbe potuto rivelare molto utile, senza contare che si era dimostrato anche in grado di combattere, ma per Brogmar era anche un rischio enorme….aveva notato nella precedente imboscata di come i giganti stessero cercando proprio Sirac, e portarselo dietro li avrebbe esposti ad altri rischi e al fiato sul collo dei giganti del gelo.

Ripartirono il mattino dopo insieme a Sirac, sulla via maestra che tornava a Nord.
Il carro procedeva tranquillo e la prima parte del viaggio filò via senza problemi, eccetto i continui battibecchi che gli scherzi della halfling causavano, finchè giunti nel punto in cui all’andata furono attaccati dai giganti, notarono delle grosse tracce che avevano l’aria di esser nuove.
Decisero così di provare a depistare o almeno a rendere più difficile la caccia dei loro inseguitori, e abbandonarono la via principale per proseguire lungo sentieri più stretti e nascosti tra la boscaglia, ma ugualmente percorribili dal carro.

Rolan mutò in lupo e li precedeva in avanscoperta coi suoi sensi all’erta.
Il sentiero che avevano scelto proseguiva piuttosto agevolmente ma ad un certo punto terminava infilandosi in una enorme caverna. Secondo Rolan, data l’aria che spirava da quell’apertura, era probabile che dall’altro lato ci fosse una uscita e il sentiero proseguisse, quindi vi si inoltrarono tutti col carro al seguito…

Quell’antro buio però non era vuoto, e qualcosa li seguiva nel buio, zampettando in zone della grotta semi-allagate, causando un inquietante rumore.
Lucky porse a Brogmar gli occhiali magici che gli aveva dato Zellraund, e la già buona vista del nano nel buio fu ulteriormente amplificata: ora poteva scorgere nettamente gli esseri drachiformi che li seguivano curiosi.

“hey, Lucertola” disse a Rhogar, “ci sono dei tuoi parenti che ci seguono!”

Si trattava di cuccioli di drago, probabilmente verde (non era facile capirlo con quell’oscurità), che attirarono subito la curiosità e la meraviglia della donna Draconica e del sempre curioso mago-di-latta.
Brogmar, dall’indole più pratica e spiccia, pensò invece subito con preoccupazione all’eventuale madre della cucciolata, e invitò tutti a muoversi in fretta. 
Lanciò alcune razioni da viaggio ai draghetti per tenerli occupati a mangiare e ripartirono prima di esser nuovamente seguiti.
Ben presto una fredda brezza indicò che l’uscita era vicina, e poco dopo sbucarono nuovamente sul sentiero, ma il paesaggio si era fatto innevato. 
Era ormai quasi buio e per fortuna trovarono riparo presso la capanna di un nano boscaiolo che li accolse amichevolmente e gli diede riparo.

All’alba partirono presto e il nano li condusse ad un vicino villaggio dove potevano rifornirsi e procurarsi abiti più caldi e pesanti per affrontare i terribili climi del nord, e sperabilmente anche di trovare qualche informazione su Artus.

Lungo il viaggio notarono delle inquietanti impronte di drago e subito nella loro mente balenarono immagini del villaggio distrutto e razziato, ma per fortuna giunsero al piccolo insediamento trovandolo intero.

La vita sembrava scorrere tranquilla tra i popolani, presi dalle faccende di tutti i giorni, e mentre Lucky e Rhogar andarono a cercare il Borgomastro o il capo del luogo per riferire della possibile minaccia di un drago, il resto del gruppo si diresse nell’unico emporio del paese.

Quei due arcanisti, lasciati soli, tornarono con l’assurda proposta del capovillaggio di occuparsi del drago e Brogmar si appuntò mentalmente di ricordarsi di non lasciarli mai più da soli a condurre trattative!
“Che non si dica che Brogmar ha paura, o che si tiri indietro da un combattimento ma…. Dobbiamo proseguire con la nostra missione, non possiamo rischiare la pellaccia per una cosa del genere…
Mia nonna Gulda diceva sempre…. “ con aria pensosa, il nano lasciò in sospeso la frase, come se si fosse incantato...
“...come diceva nonna Gulda….?” Lo incalzò la halfling
“Hm? Nulla, era muta dannazione! … ma se avesse potuto parlare, beh, avrebbe detto…Brogmar, zuccone, non ti perder per strada e vai dritto all’obiettivo!.... ad ogni modo, se decidete per questa assurda caccia al drago, Brogmar vi aiuterà”

Gli avventurieri votarono e la maggioranza decise per la caccia. A buon peso Lucky strappò anche un altro incarico: risolvere il problema dell’aumentata aggressività e degli strani comportamenti degli animali circostanti.

A quanto pare Artus Cimber e il suo stramaledetto anello potevano aspettare.

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