Il nobile Zellraun li accolse e li ascoltò ma sembrava
molto restio a fornire informazioni su Artus.
Quel che era certo era che non era più li.
Provarono rassicurarlo e a convincerlo delle buone motivazioni
che avevano per cercare Artus, e alla fine l’uomo rivelò loro una pista molto
vaga e regalò anche un oggetto magico per aiutarli.
Usciti dalla villa di Zellraun si giocavano una ulteriore
carta: la temuta Confraternita Arcana.
Grazie all’opera magica degli arcanisti della malfamata
Confraternita, che usarono una strana boccetta fornita loro da Sirac,
riuscirono a restringere leggermente il campo di ricerca.
Sirac si propose di accompagnarli, e di certo portarsi
dietro il figlio dell’uomo che cercavano si sarebbe potuto rivelare molto
utile, senza contare che si era dimostrato anche in grado di combattere, ma per
Brogmar era anche un rischio enorme….aveva notato nella precedente imboscata di
come i giganti stessero cercando proprio Sirac, e portarselo dietro li avrebbe
esposti ad altri rischi e al fiato sul collo dei giganti del gelo.
Ripartirono il mattino dopo insieme a Sirac, sulla via
maestra che tornava a Nord.
Il carro procedeva tranquillo e la prima parte del viaggio
filò via senza problemi, eccetto i continui battibecchi che gli scherzi della
halfling causavano, finchè giunti nel punto in cui all’andata furono attaccati
dai giganti, notarono delle grosse tracce che avevano l’aria di esser nuove.
Decisero così di provare a depistare o almeno a rendere più
difficile la caccia dei loro inseguitori, e abbandonarono la via principale per
proseguire lungo sentieri più stretti e nascosti tra la boscaglia, ma
ugualmente percorribili dal carro.
Rolan mutò in lupo e li precedeva in avanscoperta coi suoi
sensi all’erta.
Il sentiero che avevano scelto proseguiva piuttosto
agevolmente ma ad un certo punto terminava infilandosi in una enorme caverna.
Secondo Rolan, data l’aria che spirava da quell’apertura, era probabile che dall’altro
lato ci fosse una uscita e il sentiero proseguisse, quindi vi si inoltrarono
tutti col carro al seguito…
Quell’antro buio però non era vuoto, e qualcosa li seguiva
nel buio, zampettando in zone della grotta semi-allagate, causando un
inquietante rumore.
Lucky porse a Brogmar gli occhiali magici che gli aveva dato
Zellraund, e la già buona vista del nano nel buio fu ulteriormente amplificata:
ora poteva scorgere nettamente gli esseri drachiformi che li seguivano curiosi.
“hey, Lucertola” disse a Rhogar, “ci sono dei tuoi parenti
che ci seguono!”
Si trattava di cuccioli di drago, probabilmente verde (non
era facile capirlo con quell’oscurità), che attirarono subito la curiosità e la
meraviglia della donna Draconica e del sempre curioso mago-di-latta.
Brogmar, dall’indole più pratica e spiccia, pensò invece
subito con preoccupazione all’eventuale madre della cucciolata, e invitò tutti
a muoversi in fretta.
Lanciò alcune razioni da viaggio ai draghetti per tenerli
occupati a mangiare e ripartirono prima di esser nuovamente seguiti.
Ben presto una fredda brezza indicò che l’uscita era vicina,
e poco dopo sbucarono nuovamente sul sentiero, ma il paesaggio si era fatto
innevato.
Era ormai quasi buio e per fortuna trovarono riparo presso la capanna
di un nano boscaiolo che li accolse amichevolmente e gli diede riparo.
All’alba partirono presto e il nano li condusse ad un vicino
villaggio dove potevano rifornirsi e procurarsi abiti più caldi e pesanti per
affrontare i terribili climi del nord, e sperabilmente anche di trovare qualche
informazione su Artus.
Lungo il viaggio notarono delle inquietanti impronte di
drago e subito nella loro mente balenarono immagini del villaggio distrutto e
razziato, ma per fortuna giunsero al piccolo insediamento trovandolo intero.
La vita sembrava scorrere tranquilla tra i popolani, presi
dalle faccende di tutti i giorni, e mentre Lucky e Rhogar andarono a cercare il
Borgomastro o il capo del luogo per riferire della possibile minaccia di un
drago, il resto del gruppo si diresse nell’unico emporio del paese.
Quei due arcanisti, lasciati soli, tornarono con l’assurda
proposta del capovillaggio di occuparsi del drago e Brogmar si appuntò
mentalmente di ricordarsi di non lasciarli mai più da soli a condurre
trattative!
“Che non si dica che Brogmar ha paura, o che si tiri
indietro da un combattimento ma…. Dobbiamo proseguire con la nostra missione,
non possiamo rischiare la pellaccia per una cosa del genere…
Mia nonna Gulda diceva sempre…. “ con aria pensosa, il nano
lasciò in sospeso la frase, come se si fosse incantato...
“...come diceva nonna Gulda….?” Lo incalzò la halfling
“Hm? Nulla, era muta dannazione! … ma se avesse potuto parlare,
beh, avrebbe detto…Brogmar, zuccone, non ti perder per strada e vai dritto all’obiettivo!....
ad ogni modo, se decidete per questa assurda caccia al drago, Brogmar vi
aiuterà”
Gli avventurieri votarono e la maggioranza decise per la
caccia. A buon peso Lucky strappò anche un altro incarico: risolvere il
problema dell’aumentata aggressività e degli strani comportamenti degli animali
circostanti.
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