Una bianca coltre ammantava i boschi attorno al villaggio,
rendendo più facile seguire le tracce.
Puntarono nella direzione opposta a molte delle tracce di
animali vari che fuggivano verso il villaggio, e ben presto incontrarono pericolosi
3 Orsigufo, che per fortuna furono ammansiti da Rolan che con qualche strano
sortilegio che Brogmar non riusciva a spiegarsi riusciì anche a comunicare con
le enormi bestie e a capire la direzione da cui stavano fuggendo.
La traccia li riportò così vicino alla caverna che avevano
già visitato. Ampie macchie di sangue, che Lucky stabilì erano di drago,
macchiavano la neve e sembravano portare dall’interno all’esterno della grotta.
All’interno non trovarono più i cuccioli di drago ma solo
segni di lotta e chiari indizi che si trattava di Giganti.
Ripercorsero la strada a ritroso fino a trovare le impronte
dei giganti, che però di dividevano, e scelsero quelle che puntavano al
villaggio, temendo il peggio.
Lungo il percorso deviarono quando videro un sottile filo di
fumo, pensando ai giganti che banchettavano con carne di drago, ma si trattava
invece di un singolo uomo, accampato da solo e per nulla spaventato o
impressionato dall’evenienza di imbattersi in pericolosi giganti del ghiaccio.
L’uomo mostrò anche di sapere parecchie cose delle zone circostanti, e perfino
che i giganti cercavano Artus…
Ripartirono per il villaggio, portandosi al seguito anche l’umano,
che disse di chiamarsi Garret, e giunti in vista delle palizzate protettive
capirono subito che c’era stato un attacco. La gente vagava come formiche
impazzite, cercando di portare i feriti nella casa del Borgomastro dove stavano
radunando tutti i feriti.
Rolan cercò subito di prestare soccorso coi suoi
incantesimi.
Secondo alcuni testimoni, il raid dei giganti era dovuto al
fatto che stavano cercando qualcuno. Brogmar guardò di sbieco Sirac, borbottando
che l’aveva detto di non portarsi dietro quella fonte di guai.
Secondo Garret potevano cercare anche Artus. Sosteneva
infatti che più a nord v’era una torre dove poteva aver trovato rifugio… e gli
avventurieri pensarono subito d partire per cercarla, ma Brogmar li ammonì che
con tutti quei giganti (secondo le testimonianze almeno 10) alle calcagna
avrebbero rischiato di finire male ben prima di raggiungere la loro meta.
Bisognava studiare un piano, e non era facile, ognuno diceva la sua e finirono
così per posticipare le decisioni al giorno seguente, dopo una notte di riposo.
Il riposo ahimè fu molto breve, perché nella notte una
campana suonò un nuovo allarme. Temendo una pioggia di pietroni e un crollo
dell’edificio, i nostri prodi agguantarono l’equipaggiamento e le armi e si
precipitarono fuori per scoprire con sorpresa che la minaccia questa volta non
veniva dai Giganti, ma da un drago che volteggiava minaccioso e furente sull’abitato.
Rhogar cercò di attirare l’attenzione parlandogli in
draconico e il drago, anzi la Draghessa, planò fino a scendere nella piazza
centrale. Voleva sapere che fine avevano fatto i suoi figli. Era l’occasione
buona per metterla contro i Giganti, per liberarsene e riuscire a proseguire
così senza la loro continua minaccia.
Gli avventurieri rivelarono quello che avevano scoperto e
proposero un’alleanza con la Draghessa per cacciare i giganti e scoprire cosa
ne era stato dei cuccioli (anche se in cuor loro già sapevano che era molto
probabile fossero belli stecchiti).
Brogmar si inginocchiò con solennità “Vostra terribile, spaventosa e immensa regina dei cieli, questo nano è
al vostro servizio per spaccare qualche cranio”
E così iniziò la caccia.
Questa volta, grazie la presenza della draghessa e l’esperienza dei precedenti scontri coi giganti, la battaglia volse facilmente a favore di Brogmar e compagni…
ma non era ancora finita….
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