Una di meno
Avevano sognato tutto? Alyn era li, pietrificata.
Eppure la posizione sembrava diversa da prima...
E se avevano sognato.. la scelta.. il patto...com'era possibile che avessero fatto tutti lo stesso sogno?
Confusi ma tristi per la perdita della compagna uscirono dal rifugio senza troppe parole, decisi a lasciarsi alle spalle quella maledetta isola e quella pericolosa scogliera.
Poco più avanti parte del passaggio era crollata ma collaborando riuscirono a passare.
Dopo aver iniziato un tratto in leggera discesa, che si insinuava in una sorta di galleria, sbucarono finalmente in uno slargo che sovrastava un promontorio.
Da li si vedeva sotto di loro, verso nord, il resto dell'isola che era finalmente pianeggiante e invaso dalla vegetazione, da cui spuntavano qua e la alcune radure e forse anche miseri resti murari di antiche costruzioni.
Oltre la foschia invece, la sagoma vaga di un'altra piccola isola, proprio di fronte alla loro, oltre il braccio di mare a nord.
Un vecchio tronco rinsecchito faceva da ponte, e collegava il promontorio alla parte rocciosa che scendeva già verso la parte boscosa.
Non sarebbe stato poi difficile attraversarlo, se non fosse stato per alcuni sahuagin che li avevano nuovamente individuati e presero a bersagliarli mentre passavano.
Scampato il pericolo, si immersero tra gli stretti sentieri nella vegetazione, per raggiungere la costa nord e cercare un modo di lasciare l'isola.
Una di più
Fu li che si unì al gruppo un nuovo membro: una gnoma di nome Blenda Blembotter..si, Blembotter come il famoso Bardo conosciuto da altri a Leilon, infatti si scoprì esserne la sorella.
La sventurata, naufragata li in seguito a chissà quale altro scalognato evento, era legata e pronta ad esser cucinata da un grosso Ciclope, ma grazie all'astuzia la salvarono per poi dileguarsi ancora più nel folto.
Scovarono anche un antico altare votivo dedicato a Talos il Dio delle Tempeste, e grazie ad un'offerta ne ottennero la temporanea benedizione...che si rivelò utile più avanti.
Sbucando sulla costa notarono una vecchia scialuppa malconcia, ma lungo la spiaggia trovarono i remi mancanti e il materiale adatto per ripararla abbastanza bene da poter raggiungere l'isola di fronte... sempre che i Diavoli di Mare fossero stati d'accordo, perchè giunsero in forze per impedire ai fuggitivi di scappare.
Grazie ad un po' di astuzia, ad un po' di fortuna, e all'intervento involontario del Ciclope, i 5 eroi riuscirono a prendere il largo.
Non era ancora tempo però di tirare un sospiro di sollievo, perchè le sacerdotesse sahuagin unirono le loro preghiere per lanciare una maledizione sui fuggitivi...nubi nere si addensarono rapidamente colpendo il mare attorno a loro e saturando l'aria di energia elettrica.. e solo grazie alla benedizione di Talos ne uscirono indetti.
E non era tutto... il mare si fece più agitato e l'acqua si plasmò in forme tentacolari che tentavano di colpire, afferrare, destabilizzare.
Remavano come forsennati mentre l'isola di fronte finalmente sembrava più vicina, ma le sagome scure dei sahuagin sotto di loro significavano che la fuga non era ancora finita.
Poi qualcosa accadde...
Tutte le sagome dei diavoli di mare sott'acqua di dispersero, cambiarono direzione per fare nervosamente dietrofront, mentre un'altra sagoma, enorme e dalla strana forma, puntava verso di loro lentamente ma minacciosamente.
Difficile dire cosa fosse. Aveva almeno 5 appendici rivolte in avanti.
Tentacoli?
Qualunque cosa fosse, al momento pareva che i sahuagin difficilmente avrebbero tentato di seguirli sulla nuova isola, e stremati raggiunsero una piccola caletta per rifiatare.
Il Relitto della Gloria di Ahghairon
Di fronte a loro, una scoscesa costa rocciosa e i resti di quello che una volta doveva esser stato un imponente vascello.
Si.
Era la Gloria di Ahghairon.
O almeno, ciò che ne restava.
Con la barchetta rattoppata raggiunsero il relitto, ma fu abbastanza chiaro che non conteneva più nulla di utile.
Quel poco di intero o di utile era stato evidentemente rimosso dagli antichi naufraghi per sopravvivere e crearsi qualche rifugio.
Poco distante infatti scoprirono l'enorme ingresso di una grotta marina, ampia e luminosa grazie all'alta volta di ingresso, con una parte rialzata e asciutta che i naufraghi avevano trasformato nella loro casa.
C'erano casse, tavoli, casupole, latrine, tutto ricavato dai pezzi della nave.
La cosa strana è che non c'era neppure uno scheletro o un segno della fine dei naufraghi.
E cosa peggiore, neanche del tesoro, anche se antiche tracce di qualcosa di pesante trascinato via poteva essere un indizio.
Mentre gli avventurieri discutevano sul proseguire nei cunicoli che si inoltravano all'interno di quella grotta, si accorsero di non esser soli: all'improvviso l'inquietante presenza di numerosi Kuo-Toa li circondò.
A quanto pareva, queste isole deserte erano meno deserte di quel che si pensasse...
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