venerdì 7 giugno 2024

RETURN OF THE STORM MAIDEN (54)

CAPITOLO 54 - PROFONDITA'

"Qual è il più profondo, il più impenetrabile dei due? L'oceano o il cuore umano?” (riflessioni di Galadaeros "fiamma del tramonto")

Una visione ormai quasi insperata fece forza ai cuori degli eroi pronti all'immersione: anche la Spina Avvelenata li aveva raggiunti.
Dujek annaspava al timone col suo unico braccio, e si portò a fianco del Nasello pronto a proteggere gli equipaggi.
Ploppa ispirò con un ultimo discorso, e anche Alina cercò di incoraggiare.
Le monache-guerriere avevano intonato una preghiera a Istishia e la benedizione del primordiale dell'acqua scese sui quattro volontari.
Si tuffarono e presero a scendere. La benedizione garantiva loro di poter respirare agevolmente sott'acqua, e anche la pressione sembrava in qualche modo alleviata, tanto da farli muovere più agevolmente.
Superarono un relitto che pareva poco più di uno scheletro di rimasugli di legno, per puntare ad una buia depressione che scendeva a profondità insondabili.
Il silenzio e l'assenza di esseri viventi era davvero inquietante, e lentamente aumentò anche il freddo e la pressione.
Soltanto qualche sinistra medusa testa-di-morto fluttuava intorno a loro, e la loro presenza sembrava aumentare verso una direzione ben precisa...sempre più a fondo.
Adelius usò la magia per mutare in un delfino gigante, aiutando i compagni nella discesa.
Anche il buio ora era opprimente, anche per chi aveva il dono della scurovisione.
Accesero la gemma luminosa donata dal piccolo Olfrand, che li rendeva un piccolo punto luminoso sperso in un oceano di oscurità.

In quell'oscurità tuttavia, in una profonda gola sul fondale, iniziarono a scorgere un vago bagliore verdastro che ammantava un relitto.
Era una nave conciata male, ma si poteva distinguerne la linea e alcuni ornamenti esotici tipici del Calimshan.
Sulla murata incrostata era impossibile ormai leggere il nome, ma non ce n'era bisogno: era in tutta certezza la Danzatrice Rossa.
Controluce, notarono figure umanoidi nuotare, o meglio fluttuare verso di loro.
Anche se la grande flotta aveva attirato buona parte dei servitori di Ydaach'Nar lontano da li, erano rimasti comunque fastidiosi guardiani a difendere il dio-demone...
Il delfino Adelius puntò un lato del relitto, mentre i compagni attaccavano quei pericolosi non-morti, alcuni dei quali in grado di usare inquietanti raggi come un warlock.
Gelrish fece esplodere una tempesta turbinante che ne avvolse alcuni, tempestandoli anche di fulmini.
Ishmael teneva a bada la retroguardia degli inseguitori, ma poi da un incavo tra le rocce aguzze su cui era adagiato il relitto, prese a muoversi un grottesco ammasso di detriti, alghe, anemoni, aculei, resti organici e tentacoli..un vero e proprio orrore indicibile, una massa alta quasi cinque metri che si inerpicò fin sul ponte della nave, spruzzando un fiotto acido che ferì gravemente buona parte del gruppo.

Adelius perse la concentrazione sulla sua metamorfosi, piombando sul castello di prua.
Gelrish e Lyandria furono addosso all'Orrore, Lyandria venne travolta ma in lei scoppiò il caos e scomparve per riapparire dall'altro lato del ponte.
Una pesante appendice di quella creatura calò su Gelrish, e un altro colpo devastò una parte del castello di prua facendo cadere Adelius che era li appostato.
Il mago, sovrastato a breve distanza dal mostro, lanciò un potente fulmine che lo colpì in pieno ma la scossa si diffuse anche a Gelrish, rischiando quasi di ucciderlo.
L'orrore però di disgregò inanimato.
Nel frattempo Ishmael aveva elminato gli ultimi assalitori, e pareva tornata la calma.
Curarono Gelrish per quanto possibile, e col cuore in gola scesero nel ponte inferiore della nave.
Il freddo ma soprattutto la pressione a quella profondità erano insopportabili, e non sapevano quanto potevano resistere ancora.  Se in superficie poi le monache fossero state attaccate e avessero perso la concentrazione... meglio non pensarci. 
Non c'era tempo da perdere.

Il relitto era vecchio ed era messo male, con roba ammucchiata e sparsa ovunque, resti di merci e rifornimenti ormai putrescenti, mobili abbattuti, assi divelte... e qualche misero resto dell'equipaggio.
Raggiunsero il ponte secondario ancora più in basso, da cui si dipanavano alcune porte.
Una di queste accedeva ad un piccolo magazzino laterale e proprio mentre Gelrish allungava le mani verso uno scrigno spaccato, lo scheletro che lo abbracciava si animò per colpirlo, ma fu prontamente distrutto.

Si fecero strada tra i detriti trovando una scala che scendeva nella stiva.
Lo scafo in prossimità della stiva era come spezzato a metà, e la luce verde era più intensa.

Proveniva da una grossa cassa di piombo mezza corrosa e che aveva ceduto all'inesorabile azione del tempo e del mare, e che giaceva proprio dove lo scafo era spezzato.
E tra i resti di quell'inquietante sarcofago contenitivo, si vedeva un enorme pezzo di cristallo verde...proprio come lo stesso misterioso materiale già visto in altre occasioni.
Ishmael prese lo scalpello di adamantio, avanzando coraggiosamente, mentre poco più indietro Adelius preparava anche il barilotto gnomico.
Lyandria prese a recitare una preghiera che diffuse un'aura di purezza attorno a se, proteggendo i compagni da diversi effetti nefasti che poteva avere quello sconosciuto quando immobile e apparentemente inerme avversario.
La luce però divenne improvvisamente accecante.
Era tutto verde.
E riaperti gli occhi, ognuno di loro si trovò.... altrove.


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