venerdì 12 luglio 2024

PER UN PUGNO DI SANNISH (2)

CAPITOLO 2 - CONCORRENZA

Ricamino scrutò i quattro agenti con un mezzo sorriso.
Disse loro che li aveva convocati tutti e quattro non perché il lavoro fosse eccessivamente difficile o complicato, ma perché richiedeva una risoluzione veloce, pulita, immediata.
Qualcuno stava spacciando sannish.
Qualcuno oltre alla Gilda, intendeva.
Quella dolce mistura da masticare, che causava macchie blu su lingua e labbra, era in voga nei quartieri poveri e presso coloro che svolgevano lavori di duri e faticosi. Ovattava e leniva i dolori, rendendo quasi insensibili ma causando sonnolenza.
Quella dolce mistura ora era venduta anche da qualcun altro.
Qualcuno che andava scoperto e fermato.
La Gilda si occupava di tante attività diversificate, dai furti al taglieggio, dal contrabbando alle falsificazioni, e non era carino fare concorrenza sleale e al ramo "spaccio".
Dovevano scoprire chi c'era dietro e informarla, senza azioni eclatanti e restando come di consueto nell'ombra.
Non era ancora chiaro se fossero interessati tutti i quartieri della Città Bassa, ma un buon posto per iniziare a cercare era Heapside, e le voci parlavano soprattutto dei dintorni di un locale.

LA SIRENA TIMIDA
Le indagini iniziarono dalla Sirena Timida, una locanda-bordello nella zona nord-est della città bassa.
Era un posto particolare, rispettato e dove le bande non si facevano la guerra, perlomeno all'interno.
Era un posto non certo di lusso, ma ci si potevano trovare baldracche interessanti, notizie, liquori speciali, e persone.
Per prima cosa chiesero in maniera discreta qualche informazione a Rant, il mezzorco oste padrone del posto, ma l'omone sfregiato ci teneva a restare neutrale e fuori dalle lotte tra delinquenti, e la sua Locanda era asilo di ogni genere di sgherro o reietto ma il tutto gestito secondo un principio di neutralità e rispetto, e i guai venivano allontanati dalla sua incredibile mazza chiodata se necessario.
Allora si guardarono attorno in cerca di avventori interessanti, mentre Galin e Jamros cercavano confidenze direttamente da qualche procace lavoratrice.

SILANKA
Una ragazza dallo sguardo da faina, notando che cercavano qualcosa, si avvicinò ai quattro per fornire aiuto in cambio di qualche moneta.
Non era una meretrice locale, non ne aveva l'aspetto e i modi.
Non era neppure un'altra affiliata della Gilda: Silanka Gold, così si faceva chiamare, era una ladra indipendente che vendeva informazioni e servigi solo per se stessa.

Il sospettoso Galin diffidava di una non affiliata.
"Siamo sicuri di poterci fidare di lei?" Disse rivolto agli altri quando pareva che la prendessero sul serio
"Oh, ma io non vi voglio fregare!" Rispose lei facendo occhi da cerbiatta e Fili, che un po' la conosceva la ammonì con la sua vocetta gracchiante
"Oh, lo so..e sai perchè? Ci sono soltanto tre persone nella vita che non puoi mai fregare: agenti dei pegni, puttane, e tua madre. E dato che tua madre è morta, io, mia cara, ho preso il suo posto..."
Le diede un'ultima occhiataccia ammonitrice per veder se aveva inteso, poi sorrise.

La ragazza li guidò dunque fuori, attorno alla Locanda, e presto trovarono un relitto umano accasciato in mezzo a casse vuote sparse attorno ad un carretto divelto.
"Macchie blu" Sorrise Silanka. "E' tutto vostro.."

LARKO
Il tizio, un tale Larko, aveva una vitalità prossima a quella degli sputi sul selciato, ma torchiato a dovere dimostrò che per quanto uno riesca a trattare male se stesso fino all'autolesionismo, quando improvvisamente si vede sfilare via la vita, comincia a riconsiderare molte cose, e a trovarla importante.
E per quanto inutile, la sua vita risparmiata portò ai quattro Risolutori di problemi il nome di colui che aveva venduto il sannish a Larko: Groben Lo Storpio.
Quel nome non era della Gilda e confermava i sospetti di Ricamino: qualcun altro non autorizzato vendeva quella roba nel loro territorio.
Grazie a Silanka, che arrotondò così il bottino, scoprirono che questo tale Groben era un patito dei combattimenti clandestini e spesso si poteva trovare al "Cerchio di Korab", una arena clandestina ricavata in un ex mercato coperto nel cuore del quartiere di Brampton.
Un posto senza dubbio divertente e grazioso.
La ladra fornì loro una approssimativa descrizione dello spacciatore, ma visto che non erano certo novellini dell'ambiente, già sapevano che era soltanto un pesce piccolo, e che era solo uno dei tanti fili da tirare per svelare il complicato arazzo della verità
Ringraziarono Silanka e maledirono Ricamino per quel lavoretto "veloce" e si diressero proprio laggiù.


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