CAPITOLO 5 - QUANDO LE COSE VANNO STORTE...
Era passato solo un giorno e furono tutti e quattro di nuovo convocati nel covo di Ricamino.
Riguardo al già nominato Dowen Tre Dita, c'era un piccolo problema.
Quel figlio di una gran meretrice di Lolth era stato preso dal Pugno Fiammante.
Al momento era nella piccola caserma locale del quartiere di Brampton, ed era da escludere ovviamente qualunque azione di forza o violenta che avrebbe rotto la tacita tregua tra Gilda e Guardia Cittadina. Era probabile che poi venisse trasferito nella fortezza principale del Pugno, la famigerata Torre Marina di Balduran, dall'altra parte della città
La Gilda aveva per fortuna anche agganci all'interno del temuto corpo mercenario che aveva anche funzione di guardia cittadina, e Ricamino affidò loro una nuova missione: affidarsi al contatto e trovare il modo di liberare Dowen per farlo cantare come quel tale Jed Maddox che andava tanto in voga in quel periodo.
Riguardo al già nominato Dowen Tre Dita, c'era un piccolo problema.
Quel figlio di una gran meretrice di Lolth era stato preso dal Pugno Fiammante.
Al momento era nella piccola caserma locale del quartiere di Brampton, ed era da escludere ovviamente qualunque azione di forza o violenta che avrebbe rotto la tacita tregua tra Gilda e Guardia Cittadina. Era probabile che poi venisse trasferito nella fortezza principale del Pugno, la famigerata Torre Marina di Balduran, dall'altra parte della città
La Gilda aveva per fortuna anche agganci all'interno del temuto corpo mercenario che aveva anche funzione di guardia cittadina, e Ricamino affidò loro una nuova missione: affidarsi al contatto e trovare il modo di liberare Dowen per farlo cantare come quel tale Jed Maddox che andava tanto in voga in quel periodo.
Il Pugno Fiammante non ci andava molto per il sottile con certi criminali, e il rischio era di vederlo scomparire nella più merdosa gattabuia o ancor peggio per far prima giustiziato con qualche impiccagione di piazza che tanto allietava il popolino, e questo, anche se era tecnicamente possibile far parlare anche un morto, non doveva assolutamente accadere.
Tornarono subito nelle affollate vie cittadine per cercare l'infiltrato nel Pugno Fiammante
BRALDON IL NERO
L'infiltrato era un cacciatore di taglie, e visto il suo mestiere spesso frequentava le caserme del Pugno Fiammante. Con la scusa di consegnare ricercati o guardare le affissioni di nuove taglie ne approfittava per origliare notizie, confidenze, pettegolezzi e quant'altro.
Dovevano trovarlo e chiedergli di scoprire dove era Dowen e soprattutto eventuali piani per il trasferimento.
Quando sarebbe stato traferito, da chi, come, quante guardie, ogni elemento per predisporre rapidamente un piano di intervento.
Era quasi sera quando si diressero alla Via Est, distretto che ospita la Porta del Basilisco, la zona d'ingresso principale che collega alla Città Esterna e al resto del mondo offrendo servizi di tutti i generi ai viaggiatori grazie ad una moltitudine di Locande, portatori, scorte, e così via.
Il flusso di viaggiatori ne faceva una delle parti più pericolose della città.
In quel quartiere sorgeva la famosissima Locanda della Canzone Elfica, ma purtroppo per loro non erano diretti li, ma dal nano Brunt Shortleg, l'oste dell'Ascia Arrugginita, un postaccio nella zona più degradata e in rovina della zona (ma almeno la birra era buona).
Brunt confermò che Braldon era stato li proprio pochi minuti prima, fino a che una donna l'aveva cercato e poi erano usciti verso un vicolo laterale.
Svoltarono lungo alcuni viottoli in una zona di case abbandonate e in rovina, per giungere in una stradina che dominava dall'alto una piazza deserta con un pozzo in disuso.
E Braldon era la.
Lo trovarono in una brutta situazione, la donna strillava e accusava il povero bastardo dell'arresto del marito.
Più lui si discolpava o provava a dire che non poteva comunque liberarlo, più la rabbia della donna aumentava, e più aumentava la sua rabbia e più succedeva qualcosa di strano: pareva che la tizia stesse mutando, la sua faccia si allungava, le dita erano più adunche..
Non era facile capire con quella luminosità, ma la dannata si era trasformata in un topo mannaro!
Non c'era altro tempo da perdere, e i quattro Risolutori della Gilda intervennero subito per fermarla, anche se lo stesso Braldon aveva già estratto un'arma per difendersi.
La donna però, evocò chissà come uno sciame di topi che gliela fece cadere disarmandolo, poi si voltò a fronteggiare i nuovi arrivati, mentre altri topi sciamavano da ogni pertugio.
Nonostante i topi, e la sua resistenza a tutto ciò che non fosse un'arma d'argento, la mannara era comunque contro cinque avversari che non erano certo a digiuno con l'arte di dare la morte, e ferita gravemente fuggì in forma di topo lasciando i quattro con il tizio, stupito e forse anche un po' imbarazzato.
I quattro non parevano molto interessati alle reali ragioni della tizia o alle colpe eventuali di Braldon e a dispensar giudizi sul suo operato, e senza troppi convenevoli gli spiegarono quel che era accaduto e quel che loro e Ricamino volevano da lui.
L'uomo si mise subito all'opera.
E presto avrebbe avuto informazioni.
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