martedì 16 luglio 2024

PER UN PUGNO DI SANNISH (3)

CAPITOLO 3 - CHI TI TOGLIE DAI GUAI...


La notte era ancora giovane, ed erano a Brampton, in quel distretto basso e affollato dove marinai provenienti da cento porti andavano da un’osteria a una birreria a una bisca e poi da capo e venivano passati per un setaccio di osti, puttane, rapinatori, giocatori di dadi, bari di strada e altri ignobili lestofanti, finché si trovavano le tasche tanto vuote quanto le teste pesanti, e li si poteva scaricare sulle loro navi a godersi nuovi postumi di sbornie e malattie.
Uno di questi posti, dove scommettitori e appassionati di bische e sangue potevano sfogarsi e dilapidare quelle poche monete che avevano era...

IL CERCHIO DI KORAB
Marando Korabalt detto "Korab" era un tizio del sud, forse del Calimshan o del Turmish, viscido come un cobra e velenoso come uno di quei loro dannati scorpioni.
Si era creato i suoi spazi e i suoi commerci (grazie agli schiavi, si diceva) e ora senza pestare i piedi a nessuno gestiva la sua losca arena clandestina, "il Cerchio di Korab" appunto.
Anche se l'arena ufficialmente era segreta, non fu difficile trovarla, ma i pesanti portoni erano già chiusi.
Fortunatamente le guardie si lasciarono raggirare facilmente sommersi da una ondata di fandonie e scuse inventate con gran prontezza.
Quando c'era da partorire stronzate, tra Jamros e Galin era una bella lotta, ed entrambi erano più gravidi di una cobolda.
Il taciturno Syaoran era stato spacciato come uno dei combattenti della serata, e questo garantì l'ingresso.

Rumore, fetore e ancora rumore accolsero i nuovi entrati.
Nel cerchio si stavano già affrontando degli sventurati per la gioia del pubblico, ma a loro interessava trovare Groben lo Storpio e non sarebbe stato facile in quel casino.
Si divisero tra le due ampie gradinate che circondavano l'arena, e che si stringevano circolarmente verso la parte opposta ai portoni d'ingresso dove si raccordavano con una tribuna riservata e rialzata.
Se lo Storpio aveva il vizio delle scommesse, beh, forse era più veloce chiedere direttamente a Korab, magari lo conosceva.
Tra il dire e il fare c'era di mezzo qualche energumeno di guardia e l'accesso alla tribuna non era così semplice, e quando riuscirono ad entrare scoprirono due notizie, una buona e una di merda.
Quella buona era che Groben era li.
Quella pessima era che stavano per ucciderlo o fargli molto male.
Il bastardo aveva accumulato un po' troppi debiti, ed era in ginocchio ai piedi di un sinistro sgherro di Korab, mentre il barbuto padrone della baracca lo stava insultando e redarguendo col suo buffo accento.
Cercando di non far degenerare le cose e al termine di una tesissima trattativa riuscirono miracolosamente a fermare il suscettibile e volubile Korab ma per liberare lo stupefatto Groben alla fine dovettero cedere ad un accordo: si sarebbero prestati al grande spettacolo dell'arena.
MENARE LE MANI
Il prescelto ovviamente fu Syaoran.
Lo speciale fuori programma fu annunciato poco dopo in pompa magna da un bizzarro bardo mascherato e il monaco, con gran sorpresa degli spettatori, entrò nel cerchio disarmato.
Dall'altro lato fece il suo ingresso un nerboruto bugbear.
Se le cicatrici fossero state un linguaggio scritto, Syaoran vi avrebbe letto "ora ti fotto a morte".
Se non bastavano quelle, il messaggio giunse ancora più forte dall'imponente palla chiodata che penzolava da una spessa catena arrugginita, e dal giavellotto che il grosso goblinoide stringeva nell'altra mano.
Lo scaltro e grosso avversario si dimostrò più agile del previsto, scagliando all'improvviso il giavellotto per poi partire mulinando quel pesante flagello acuminato.
Per rendere il tutto più pepato, alle pareti facevano bella mostra alcuni spunzoni, e Syaoran si accorse che il gioco di gambe del bugbear voleva spostarlo e dirigerlo spalle al muro.
Il monaco evitava i colpi con eleganza, e rispondeva con pugni e calci precisi e rapidi ma quell'arma era brandita con astuzia e le sue traiettorie imprevedibili finirono per colpirlo più volte, per fortuna non in pieno.
Seguendo il detto "fidarsi è bene, non fidarsi è meglio", pur avendo fiducia nelle capacità del compagno, in modo discreto anche se rischioso, dal pubblico giunse qualche aiuto, sotto forma di incantesimi mentali del perfido Jamros, che era in grado di utilizzarli subdolamente anche silenziosamente e senza doverli formulare, e di qualche sotterfugio dell'infido gnomo mischiato nella folla.
Grazie a Mask o forse grazie a Tymora, Marando Korabalt non si accorse mai che quell'incontro fu influenzato da loro.
E grazie a Mask..o forse anche un po' a Shar, Syaoran vinse e salvò così la vita a Groben lo Storpio.
Mentre lo portavano via, lo Storpio scrutava con curiosità e riconoscenza i quattro strani salvatori.
L'avevano tolto dai guai. Grossi guai.
Riconoscenza.. era quasi ironica la cosa...
"Sai..." iniziò a dire Galin "...che non sempre chi ti toglie dalla merda lo fa per il tuo bene?"
E li, la riconoscenza di Groben fece la stessa fine del bugbear nell'arena...



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