mercoledì 23 ottobre 2024

CHI TROVA UN FALSARIO..TROVA UN TESORO (5)

CAPITOLO 5 - Nella Vecchia Vineria ia ia oh!


Giunti innanzi a tal fatiscente struttura a due piani, la magia svanì e quel tenace e rivelatore colore ricomparve sul lor compagno.
Qual malefico intruglio era così indelebile? E come si toglieva?
Un alchemista o un cerusico necessitava? O persin 'no cuoco o 'na sguattera esperta de pulizie e mondar le macchie?
Soluzione estrema fu bruciar li peli, e il misero Pacioso si ritrovò senza pelliccia, come un pollastro pronto a cottura, parodia rosacea di glabro gatto lupesco alopecioso.
A peggiorar le cose, ironico contrappasso, Comare Inese gli donò il mantellin di pelle di sorcio trovato nell'avventura precedente a Roccasecca.

Con la colonna sonora dei lamenti affranti del compagno, entraron cauti nella ampia struttura, in attesa del palesarsi del Bragallo.
Batteron lo stabile di stanza in stanza, tra detriti e ciarpame, per cavar qualcosa di utile..invero sol qualche ramino e uno strano intruglio, poi trovaron scale che buie chinavan nelle cantine.

Illuminate le volte pietrose con prodigiosa luce, scorsero segni e tracce di presenza umana, macchie di sangue e persin un dente.
Era un loco di segreti pestaggi?
E di chi? Birri? O Tagliagole?
Assi scricchiolanti sulle loro crape annunciaron loro presenza estranea.
Si acquattaron come scarrafoni che scoperti in fallo cercan fessura, in attesa.
Passi dalle scale.
Tensione crescente, come il ritornar di certi spiedini del mercato.
Poi una voce dall'accento criminese
"Sòcc'mel! mo dove vi siete infilati? Ranzate via da li che v'han venduti! Arriva EquiTaglia!"
Lo Straniero, strano tizio, magro, alto, e incappucciato si accompagnava a malconcio spadone che aveva tante tacche da andar in tanti tocchi al prio colpo e quel poco che si vedeva dello volto era pien di sfregi come leggere ustioni.
Li avea seguiti da tempo, perchè anch'egli in cerca dello falsario volturniese.
Ed era giunto appena in tempo, perchè i cacciatori di EquiTaglia, avvisati sicuramente dal gran bastardo del mercante, erano pronti a circondar l'edificio in un abbraccio inesorabile.

Ogni lor malefatta annotata.
Ogni lor guaio conosciuto.
Ogni lor reato pronto a chieder conto.
Tagliar la corda diventava imperativo assoluto, prima di tante altre domande sul misterioso straniero.
"Sòcc'mel! Ci lasciam la ghirba tutti! via da qui!...Fuggite, sciocchi!"

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