sabato 13 marzo 2021

Il Tesoro Dimenticato della Gloria di Ahghairon - Capitolo 17

Non così semplice

Ce l'avevano fatta? Punti di vista.

Certamente il tesoro perduto da centinaia di anni che stavano cercando era li, sotto i loro occhi, ma tornare a Baldur's Gate portandoselo dietro era ben altro problema.

Si erano riposati nella angusta stanza delle leve, con timore costante della presenza di altri spettri rettiliformi, e nel frattempo anche l'Idra si era leccata le ferite.

Quando tornarono a esaminare il tesoro, la bestia uscì di nuovo dall'acqua per attaccarli.

Le erano rimaste due teste ma era temibile.

Cercando di tenersi a distanza e separati tra loro per disorientarla, riuscirono però ad avere la meglio, col costante commento sarcastico di Murray.

Dalle nicchie e i passaggi di cui era disseminata l'enorme grotta del lago sotterraneo, i Kuo-Toa, che durante tutto lo scontro avevano intonato una litania per la loro "divinità", si zittirono improvvisamente, sgomenti, nel vederla morire.

Aria Aperta

Gli avventurieri nel frattempo, nell'impossibilità di portare via subito tutto il tesoro, decisero di esplorare la galleria più grande, sbucando così su una spiaggia dall'altro lato dell'isola.

Con sorpresa incontrarono la marinide che avevano salvato dalle prigioni dei Sauhagin, e la creatura, in debito per la sua vita, chiamò a se altri suoi simili e disse loro che li avrebbero aiutati battendo le coste in cerca di qualche nave nei paraggi per cercare di attirarla.

Altri membri del suo clan si sarebbero occupati di recuperare qualche borsa o contenitore fatto con vele, reti, e quanto il mare ogni tanto donava loro, per aiutarli a impacchettare il tesoro.

Decisero anche di preparare grandi falò nei punti più alti dell'isola, in modo che fossero visibili dalle navi nel caso i maridini ne avessero avvistata qualcuna.

Sul primo sperone di roccia furono attaccati da alcuni ghast che stavano divorando alcuni cadaveri nella scogliera sottostante.

Con sgomento, anche se ormai ben poco riconoscibili, notarono che si trattava di alcuni membri della Pulzella Veloce naufragata...

La presenza meifitica di quei non-morti e il loro insidioso tocco paralizzante spinse Arok ad evocare un nugolo di piccoli demoni che nel caos più totale attaccarono chiunque, dai ghast agli avventurieri stessi.

Sistemati i ghast e i demonietti, accesero una grossa catasta di legna e proseguirono verso un'altra zona dell'isola, percorrendo insidiosi passaggi tra le rocce.

Notarono uno strano nido, ma per fortuna non si palesò il proprietario e accesero un altro grande fuoco quando ormai era quasi il tramonto.

Tornando verso le grotte ricevettero alcune sacche e reti dai marinidi e la notizia che c'era una malconcia nave che stava facendo il giro delle tre isole, e probabilmente l'indomani sarebbe giunta li.

Giunti nelle grotte per portare via tutto il possibile, trovanono decine di Kuo-Toa che discutevano animatamente...

Tutti si voltarono a guardarli.

Poi un Sacerdote..o un capo...si fece avanti e cercando di parlare in un difficoltoso linguaggio comune disse loro che avevano deciso che siccome avevano ucciso la loro divinità, essi stessi erano divinità.

Alcuni Kuo-Toa però intervennero, polemici, e ci fu di nuovo un parlottare fitto e incomprensibile nella loro strana lingua.

Il Sacerdote rettificò allora che tutti quei nuovi Dei erano troppi e che solo Uno avrebbe potuto assurgere a nuova Divinità.

Fu allora che i 5 colsero l'occasione e mostrarono Murray e un brusio di meraviglia si dipanò come un'onda tra i Kuo-Toa.

Alcuni consiglieri, polemici, andarono a contestare qualcosa al Sacerdote.

Neanche a parlarne, nuova rettifica.. un teschio parlante poteva essere benissimo qualche trucchetto magico per ingannarli.

La diffidenza delle creature rischiava di mutare ben presto in ostilità ma riuscirono a convincerli, con qualche vero trucco magico, che era proprio Murray la verà divinità ed era grazie al suo potere che avevano sconfitto l'Idra...

Questa volta fu Murray critico però.

"EHy?! che storia è questa? chi vi ha detto che voglio fare il loro dio? E poi non sappiamo neanche cosa comporta essere la loro divinità!"

Il Sacerdote spiegò che la loro divinità gli avrebbe fornito potere magico e sarebbe stata servita e riverita li, in quella grotta, per sempre.

"bella merda... " commentò laconicamente Murray.

Gli avventurieri però promisero a Murray che doveva solo fingere e tenerli buoni, così loro avrebbero portato via il tesoro e poi una volta trovato un modo di andarsene l'avrebbero portato via con loro, onorando la promessa di aiutarlo a spezzare la sua maledizione.

Chi non affoga si rivede

Era da poco passata l'alba quando un albero malconcio con dei brandelli di vela, su tre che erano in origine, si profilò dietro il promontorio roccioso.

Raggiunta la punta i 5 notarono con delusione che era la nave pirata che li aveva attaccati.. o almeno ciò che ne restava. Era un mistero come potesse ancora navigare.

La speranza però tornò ad ardere nei loro cuori quando videro la figura che si sporgeva a prua, avendoli individuati in cima alle rocce: Frustaventi!

Quel maledetto capitano era stato ripescato dai pirati, a loro volta rimasti senza capitano, e fu così che i nemici di ieri furono gli amici di oggi, e la necessità di salvarsi la pelle fece vincere il buon senso.

Con quell'abbozzo di residui di ciurma e quella bagnarola semidistrutta, era arrivato a salvarli.

Era tempo di caricare il tesoro (con la pietosa menzogna che fossero sacchi di conchiglie) ma mentre si avvicinavano alla nave, scendendo la costa rocciosa, scoprirono di chi era quel nido.

E non fu una bella scoperta.

lunedì 25 gennaio 2021

Il Tesoro Dimenticato della Gloria di Ahghairon - Capitolo 16

Blid-Hed-Blaad


La zona in cui erano arrivati sembrava più tranquilla ma non c'era tempo per rifiatare, i kuo-toa potevano arrivare sulle loro tracce da un momento all'altro.
Scelsero una delle due gallerie che si snodavano dalla grotta in cui erano giunti e presto il percorso prese a salire leggermente.
Anche il fondo lentamente passava nuovamente dal sabbioso/terroso alla roccia e la galleria terminò su una apertura che si affacciava a picco su un enorme lago d'acqua salata.
Una tenue luce illuminava l'enorme cavità, le cui pareti si estendevano a perdita d'occhio.

Sotto la superficie dell'acqua si notava una costruzione non naturale, una sorta di piattaforma a scaloni che saliva avvicinandosi al pelo dell'acqua.
In un punto di tale piattaforma si notava un bagliore e un luccichio piuttosto invitante ed erano certi che si trattasse dei tesori accumulati in dono dai kuo-toa alla loro presunta divinità.

Arok attirò sul bordo Blenda con la scusa di osservare meglio la situazione per poi provare a spingerla giù ma la sua mossa fu talmente repentina da sbilanciare se stesso e far volare giù lui.
A quel punto anche Korlon lo seguì, visto che avevano individuato due possibili passaggi nella parete nord della grotta, anche se ben più in alto del livello dell'acqua.

Mentre annaspavano in quelle acque scure però, da una galleria subacquea emerse qualcosa di spaventoso.
Le 5 teste serpentine dall'aria minacciosa di un'Idra marina scrutarono la superficie del lago in cerca degli intrusi, per poi puntare sui due incauti nuotatori.

Nonostante la mole la bestia era una ottima nuotatrice e raggiunti i due avventurieri li assediò sotto i suoi temibili morsi, ferendoli gravemente.

Persino il sarcasmo di Murray si era placato di fronte ad una situazione di questa gravità.
Dall'alto Blenda, Thayla e Tamira cercavano di bersagliare quel mostro con ogni mezzo possibile.
Le implacabili frecce di Thayla riuscirono anche a far saltare qualche testa ma con sgomento notarono che la creatura rigenerava in fretta le ferite e laddove una testa era stata staccata ne stavano ricrescendo altre due.
Per fortuna si accorsero che il fuoco bloccava quel procedimento, e Tamira iniziò un bombardamento di dardi di fuoco.
Nel frattempo da altre nicchie e aperture su altri livelli della grotta si erano affacciati numerosi kuo-toa ma nessuno intervenne, forse per timore di interferire con la propria "divinità", sicuri che si sarebbe sbarazzata degli intrusi senza bisogno di alcun aiuto.

Un ipnotico ritmo di tamburi scandiva ossessivamente il coro "Blid-Hed-Blaaad - Blid-Hed-Blaaad - Blid-Hed-Blaaad......"

Finalmente i due sventurati in acqua riuscirono a issarsi verso una delle aperture in alto.
L'idra non poteva raggiungere ne loro ne le altre 3 rimaste all'imbocco dell'altra galleria e frustrata e ferita con un ruggito delle due teste rimaste si inabissò sparendo sott'acqua.

I kuo-toa restarono in un agghiacciato silenzio, per poi ritirarsi mormorando tra loro e discutendo su quanto accaduto.
Potevano dei mortali far questo alla loro divinità? Era davvero una divinità se si era lasciata trattare così?


Antiche civiltà

Con cautela Blenda-Thayla e Tamira si calarono nell'acqua e raggiunsero in fretta gli altri due, venendo issate su prima che l'Idra sbucasse di nuovo a vendicarsi.
Non erano più in grotte naturali ma in una qualche costruzione dai muri lisci e squadrati.
Uno stretto corridoio sbucava in un'ampia sala sorretta da quattro colonne.

Addossata ad una parete si ergeva una grossa statua di una strana creatura con le fattezze simili ad un lucertoloide, sulla cui testa stava una corona con incastonata una gemma.
La gemma era colpita dalla luce di due gemme montate su dei telai metallici ancorati alle due pareti opposte.

Era evidente che quelle antiche rovine erano state abitate dai kuo-toa solo in periodi recenti ma la loro storia era molto più lunga.
L'aria era pesante, antica, soffocante, e l'architettura sconosciuta ma sicuramente vecchissima.
Blenda ipotizzò che si trattasse di rovine di una delle antiche Razze Creatrici, i Sarrukh, ipotesi confermata anche dai bassorilievi con raffigurazioni e caratteri sconosciuti che rinvennero in una stanzetta confinante.
In quella stanza c'erano anche due grosse leve che però non funzionavano. Erano legate in qualche modo ai bassorilievi e forse alla statua e ai raggi di luce che la illuminavano.

Avevano ipotizzato che, visti i segni e le incrostazioni sulle pareti della grotta in corrispondenza della costruzione sommersa, la piattaforma potesse emergere dall'acqua e rendere più agevole recuperare tutti i tesori depositati la sotto, senza rischiare immersioni.
Cercarono così delle soluzioni per far funzionare le leve ma senza risultati.Dovevano forse prima attivare in qualche modo, ma di sicuro il buon Murray, che era solo un marinaio, non era certo colui da cui aspettarsi idee geniali.

Presero allora a cercare nelle stanze attigue che fino a quel momento avevano ignorato.
Quasi tutte le porte si aprivano su stanze polverose e chiuse da anni, con scaffali realizzati pesanti lastroni di pietra lavorata.
Poche cose erano rimaste integre e non si erano polverizzate col tempo, tra cui alcune anfore, urne e qualche scatola di metallo, dentro cui rinvennero alcune strane lenti colorate.
Nuove ipotesi fecero capolino nelle loro menti a quel ritrovamento, ma le stanze ospitavano anche qualche antico spettro dalle fattezze simili a quelle della statua.

Il gelo scese attorno a loro mentre quella creatura incorporea li attaccava col suo tocco tremendo in grado di prosciugare la vita, e mentre si accorsero che le normali armi potevano poco contro di essa.

Nonostante fossero stremati per la nuotata e la lotta con l'idra, con un'ultima resistenza disperata eliminarono anche la terribile presenza e tra i detriti di un'altra stanza rinvennero altre lenti di altri colori. Provarono allora a piazzarne due davanti ai cristalli, una blu e una gialla.

I due raggi che ora colpivano la gemma nella corona si combinarono così nel colore verde, che a sua volta illuminava la stanza delle leve e una magica energia verdastra si propagò nei bassorilievi attivando i meccanismi.

Tirarono le leve e con un sordo tremore simile ad un terremoto, dal lago iniziò a emergere la piattaforma a scalini sulla cui cima si vedeva ora una specie di altare con due statue, e tra di loro un'ammasso di oggetti e tesori vari in mezzo a cui spiccava il bagliore dorato delle monete del Tesoro a lungo cercato.
Ce l'avevano fatta.



lunedì 18 gennaio 2021

Il Tesoro Dimenticato della Gloria di Ahghairon - Capitolo 15

Nel ventre dell'Isola

Il folto e variopinto gruppo di Kuo-Toa che aveva circondato gli avventurieri non mostrava intenzioni bellicose, ma era ugualmente minaccioso.

Le armi impugnate da molti di essi erano strane ma dalle funzioni piuttosto chiare: bloccare e catturare.

La lingua che parlavano, se di lingua si poteva parlare, era un inseme di strani versi come di gargarismi e bolle d'acqua che scoppiavano, ma uno dei loro sacerdoti riuscì a farsi capire con un approssimativo linguaggio comune.

Spiegò loro che dovevano esser felici e onorati perchè presto avrebbero incontrato il loro dio, tale Blid-Hed-Blaad, e ne avrebbero fatto parte.

Ora precisamente cosa significasse "farne parte" era difficile capirlo, o forse il Kuo-Toa si era espresso male, ma di sicuro era una prospettiva inquietante.. e poteva significare semplicemente che quelle pazze creature dalla faccia da pesce li stavano portando allegramente in sacrificio a chissà quale creatura, il problema è che erano tanti ed era difficile ormai eludere quel cordone di sicurezza che li aveva circondati.

Proseguirono così a lungo in quelle grotte verso il cuore dell'isola, fino a giungere ad uno slargo che sfociava in una caverna molto più ampia dove la marcia si fermò e incontrarono altri kuo-toa.

Dopo aver parlato fittamente tra loro, un gruppo di queste creature si staccò dal resto della carovana per insinuarsi lungo altri cunicoli..forse per chiamare a raccolta tutti gli altri o forse per predisporre il rituale per gli "ospiti".

Fu in quel momento che i 5 cercarono di approfittare della situazione per sfuggire. Iniziò Arok che lasciò al suo posto una illusione mentre lui, invisibile, restava ai margini del gruppone...

Quelle infide creature però, abituate a vivere nei recessi più profondi dell'underdark, evidentemente disponevano di sensi sopraffini e percepirono ugualmente la sua presenza, come se lo vedessero.

Infuriò una disperata battaglia.

I kuo-toa cercavano di bloccare o intrappolare con delle reti più che di uccidere, mentre gli avventurieri non mostravano pietà e lottarono in inferiorità numerica riuscendo alla fine, anche se malconci, a prevalere.

Dalle altre gallerie però giunse presto l'eco di altri nemici in arrivo, e i 5 fuggirono ancora più a fondo lungo la galleria principale.



Ci pensa Murray

Avanzando alla cieca giunsero in grotte più strette e tortuose, non si capiva bene quale direzione avesse più senso di un'altra e i fuggitivi cercavano di seguire un percorso dove ci fossero meno tracce di kuo-toa possibili.

Giunsero ad un vicolo cieco, in una caverna semi-allagata con molte nicchie chiuse da rudimentali sbarre fatte d'osso.

In una cella notarono un marinide, sembrava vivo ma privo di sensi e molto provato. I tentativi di Thayla di rimetterlo in sesto non ebbero successo e spirò poco dopo senza mai più assaporare la libertà, e, cosa peggiore, senza rivelare informazioni utili.

Arok però fu attirato da una cella in cui, su cumulo di detriti che emergeva dall'acqua, spiccava un bel tricorno.

Non si accorse però che quel cappello era indossato da una testa.. o meglio da un cranio semisepolto.

Una terribile voce ultraterrena spezzò il silenzio nella grotta, e quel teschio fluttuò librandosi in aria minaccioso

"chi osa profanare il riposo del grande Lich Azanikamanan??? Giù le mani dal tricorno!!”

Poche cose sono più letali di un Lich...un demi-Lich ad esempio... ma nonostante lo stupore, nessuno fuggì di fronte a quell'orribile creatura.

Anche la creatura parve stupita, e un po' delusa dal risultato..smise perfino di fluttuare per abbattersi poco dignitosamente a terra.

"va bene lo ammetto, non sono un Lich... sono un marinaio" disse il teschio.

Spiegò così la sua triste storia, rivelando di esser stato un marinaio ma una maledizione gli impediva di morire.

Murray, questo era il suo nome, finito prigioniero dei Kuo-Toa, si era consumato quasi del tutto e il cranio era ciò che restava di lui, ma la vita (e anche il fastidioso sarcasmo) a quanto pare non lo abbandonava.

Murray propose un patto: li avrebbe aiutati ad orientarsi in quel dedalo di caverne e in cambio loro avrebbero spezzato la sua maledizione. E se non avessero rispettato il patto, la maledizione sarebbe passata a loro.

Guidati dal loro nuovo e strano amico ripartirono così nel loro viaggio sotto l'Isola, evitando grazie a lui le zone più frequentate dai Kuo-Toa.

La strada non era comunque priva di pericoli, e dopo aver incontrato dei rugginofaghi, si trovarono ad attraversare una strana stanza col pavimento a scacchiera e ogni pesante piastrella era dotata di bizzarri effetti magici.

Secondo i racconti di Murray, li i Kuo-Toa facevano strani riti e balli, cadendo in confusione e pazzia collettiva.

Chi ebbe la peggio fu Korlon che cambiò sesso, fu rimpicciolito e si accorse di poter parlare SOLO URLANDO FORTISSIMO.

Nonostante gli imprevisti però la navigazione di Murray si rivelò abbastanza affidabile e per il momento non si sentivano gli inseguitori al seguito.

Sbucarono infine in una grotta da cui finalmente si sentiva di nuovo l'odore del mare, e anche il rumore dello sciabordìo dell'acqua.

Secondo Murray erano vicini all'enorme cavità allagata dove i Kuo-Toa ammassavano i tesori e le offerte a Blid-Hed-Blaad.

Erano certi che il tesoro del relitto era stato trasportato li. Forse ce l'aveano fatta.

lunedì 30 novembre 2020

Il Tesoro Dimenticato della Gloria di Ahghairon - Capitolo 14

Una di meno 

Avevano sognato tutto? Alyn era li, pietrificata.
Eppure la posizione sembrava diversa da prima... E se avevano sognato.. la scelta.. il patto...com'era possibile che avessero fatto tutti lo stesso sogno?
Confusi ma tristi per la perdita della compagna uscirono dal rifugio senza troppe parole, decisi a lasciarsi alle spalle quella maledetta isola e quella pericolosa scogliera.

Poco più avanti parte del passaggio era crollata ma collaborando riuscirono a passare.
Dopo aver iniziato un tratto in leggera discesa, che si insinuava in una sorta di galleria, sbucarono finalmente in uno slargo che sovrastava un promontorio.

Da li si vedeva sotto di loro, verso nord, il resto dell'isola che era finalmente pianeggiante e invaso dalla vegetazione, da cui spuntavano qua e la alcune radure e forse anche miseri resti murari di antiche costruzioni.
Oltre la foschia invece, la sagoma vaga di un'altra piccola isola, proprio di fronte alla loro, oltre il braccio di mare a nord.
Un vecchio tronco rinsecchito faceva da ponte, e collegava il promontorio alla parte rocciosa che scendeva già verso la parte boscosa. Non sarebbe stato poi difficile attraversarlo, se non fosse stato per alcuni sahuagin che li avevano nuovamente individuati e presero a bersagliarli mentre passavano.

Scampato il pericolo, si immersero tra gli stretti sentieri nella vegetazione, per raggiungere la costa nord e cercare un modo di lasciare l'isola.

Una di più

Fu li che si unì al gruppo un nuovo membro: una gnoma di nome Blenda Blembotter..si, Blembotter come il famoso Bardo conosciuto da altri a Leilon, infatti si scoprì esserne la sorella.
La sventurata, naufragata li in seguito a chissà quale altro scalognato evento, era legata e pronta ad esser cucinata da un grosso Ciclope, ma grazie all'astuzia la salvarono per poi dileguarsi ancora più nel folto. 

Scovarono anche un antico altare votivo dedicato a Talos il Dio delle Tempeste, e grazie ad un'offerta ne ottennero la temporanea benedizione...che si rivelò utile più avanti.

Sbucando sulla costa notarono una vecchia scialuppa malconcia, ma lungo la spiaggia trovarono i remi mancanti e il materiale adatto per ripararla abbastanza bene da poter raggiungere l'isola di fronte... sempre che i Diavoli di Mare fossero stati d'accordo, perchè giunsero in forze per impedire ai fuggitivi di scappare.
Grazie ad un po' di astuzia, ad un po' di fortuna, e all'intervento involontario del Ciclope, i 5 eroi riuscirono a prendere il largo.
Non era ancora tempo però di tirare un sospiro di sollievo, perchè le sacerdotesse sahuagin unirono le loro preghiere per lanciare una maledizione sui fuggitivi...nubi nere si addensarono rapidamente colpendo il mare attorno a loro e saturando l'aria di energia elettrica.. e solo grazie alla benedizione di Talos ne uscirono indetti.
E non era tutto... il mare si fece più agitato e l'acqua si plasmò in forme tentacolari che tentavano di colpire, afferrare, destabilizzare.

Remavano come forsennati mentre l'isola di fronte finalmente sembrava più vicina, ma le sagome scure dei sahuagin sotto di loro significavano che la fuga non era ancora finita.
Poi qualcosa accadde... 
Tutte le sagome dei diavoli di mare sott'acqua di dispersero, cambiarono direzione per fare nervosamente dietrofront, mentre un'altra sagoma, enorme e dalla strana forma, puntava verso di loro lentamente ma minacciosamente.
Difficile dire cosa fosse. Aveva almeno 5 appendici rivolte in avanti.
Tentacoli?
Qualunque cosa fosse, al momento pareva che i sahuagin difficilmente avrebbero tentato di seguirli sulla nuova isola, e stremati raggiunsero una piccola caletta per rifiatare. 


Il Relitto della Gloria di Ahghairon


Di fronte a loro, una scoscesa costa rocciosa e i resti di quello che una volta doveva esser stato un imponente vascello.
Si. 
Era la Gloria di Ahghairon.
O almeno, ciò che ne restava.
Con la barchetta rattoppata raggiunsero il relitto, ma fu abbastanza chiaro che non conteneva più nulla di utile.
Quel poco di intero o di utile era stato evidentemente rimosso dagli antichi naufraghi per sopravvivere e crearsi qualche rifugio.
Poco distante infatti scoprirono l'enorme ingresso di una grotta marina, ampia e luminosa grazie all'alta volta di ingresso, con una parte rialzata e asciutta che i naufraghi avevano trasformato nella loro casa. C'erano casse, tavoli, casupole, latrine, tutto ricavato dai pezzi della nave.
La cosa strana è che non c'era neppure uno scheletro o un segno della fine dei naufraghi.
E cosa peggiore, neanche del tesoro, anche se antiche tracce di qualcosa di pesante trascinato via poteva essere un indizio.
Mentre gli avventurieri discutevano sul proseguire nei cunicoli che si inoltravano all'interno di quella grotta, si accorsero di non esser soli: all'improvviso l'inquietante presenza di numerosi Kuo-Toa li circondò.
A quanto pareva, queste isole deserte erano meno deserte di quel che si pensasse... 

lunedì 23 novembre 2020

Il Tesoro Dimenticato della Gloria di Ahghairon - Capitolo 13

Aria Aperta

Lentamente l'aria stava cambiando, era più fresca, segno che forse si stavano avvicinando ad una uscita all'esterno, e il loro girovagare casuale in quelle caverne piene di insidie giunse finalmente al termine, non prima di un incauto incidente ad Arok che per saccheggiare i resti rinsecchiti di un sahuagin non si accorse della vicina parete infestata di muffa marrone.

Evitate le ultime trappole a rete dei Diavoli di Mare, emersero finalmente all'aperto.

Nelle gallerie alle loro spalle echeggiavano i passi palmati dei Sahuagin che li avevano nuovamente trovati, l'unico modo per seminarli era inerpicarsi lungo uno strettissimo sentiero a picco sulle scogliere sottostanti... quelle creature infatti non potevano resistere troppo lontano dall'acqua e lassù tra quelle rocce i fuggitivi avrebbero trovato finalmente un po' di pace.

L'aspro sentiero saliva e proseguiva lungo la nuda roccia, sferzato da venti insidiosi, largo appena il necessario perchè una persona potesse avanzare, spalle alla parete, e il ribollente mare quasi una trentina di metri più sotto.

Il fatto che avessero seminato i Sahuagin non significava che fossero al sicuro da altri pericoli... per questo ebbero la buona idea di legarsi insieme.

Svoltato un promontorio, Korlon vide il resto dell'isola sotto di se, che si distendeva verso nord, e davanti alla loro isola, un'altra isola.

Forse erano nel posto giusto. E in base alla mappa di Frico, il relitto era sull'isola di fronte.

Il vento però aveva portato con se un suono: un canto suadente e magnetico.

Tre orrende arpie, alzatesi in volo da alcuni scogli di fronte al loro sentiero, si avvicinarono minacciose.

Alyn e Tamira rischiarono più volte di cadere nel vuoto, ammaliate e attirate da quel suono, e la corda si rivelò provvidenziale.

I 5 riuscirono a sconfiggere e mettere in fuga quelle dannate creature, proseguendo sul pericoloso percorso.

La Statua della Discordia

Giunsero nei pressi di un leggero slargo per rifiatare e notarono che sulla parete si apriva una fenditura. Uno strano lezzo giungeva da dentro, segno che poteva esserci qualche abitante, ma la cosa preoccupante era all'ingresso: pezzi di roccia che a guardarli meglio rivelavano forme non casuali, bensì immaginandoseli interi e riuniti, potevano esser state delle statue.

Statue di Arpia.

O arpie pietrificate?

Neppure il tempo di riflettere su questo dubbio che nel frattempo il curioso Arok si era già insinuato, diventando invisibile, nella galleria che saliva dentro la scogliera.

Due occhietti azzurrognoli balenarono nel buio, dove la galleria si allargava in una sorta di tana.

Un basilisco attaccò sibilando.

Fu uno scontro durissimo, altri giunsero a dargli manforte ma l'accesso era troppo stretto.

Tamira provava a lanciare incantesimi ad occhi chiusi sperando nella buona sorte, mentre Alyn, giunta in soccorso di Arok fissò quegli occhi un attimo di troppo.

Le sue gambe si fecero pesanti, grigie.

Si sentiva rigida. Doveva reagire!

Ma quello sguardo..quel potere...

Pochi attimi dopo era già roccia, paralizzata e pietrificata in un'espressione di sorpresa e orrore.

Anche l'Imp di Arok, nel tentativo di distrarre il mostro, finì sgranocchiato nelle sue fauci facendo così un traumatico ritorno al suo piano di esistenza.

Arok prossimo alla morte riuscì a ripiegare all'esterno, e come il basilisco ferito uscì dalla grotta fu investito da un ultimo disperato tentativo: una freccia acida che lo disciolse infliggendo il colpo mortale.

Risentimento e incredulità fecero precipitare i quattro rimanenti avventurieri nel silenzio, e stremati usarono la stessa tana ora libera del basilisco per riposare e riordinare le idee.


Alyn era spacciata. Rimasta di sasso, in tutti i sensi.

Nessuno li aveva conoscenze e poteri sufficienti per salvarla.

Davvero nessuno?

Una volta riposati, Arok rievocò il suo famiglio Imp, che tornò dall'Avernus con una soluzione.

"asssscoltate... torno a voi con una sorpresa..posssso salvarla... Asmodeus in persona può salvarla, ma nessuno fa niente per niente...ci sssssarà un prezzo, un prezzo da pagare: il mio padrone la spietrificherà, ma lei in cambio dovrà abiurare la sua fede e giurare fedeltà a lui, a lui ssssoltanto!"

"e se una volta tornata di carne rifiutasse questa offerta? tornerebbe di pietra?"

"ohhhh..no... no... peggio... se rifiutasse..la sua anima verrebbe trascinata direttamente ai Nove Inferi!"

"E come fa a scegliere? non può parlare.. non so neanche se ci sta sentendo!"

"secondo me non lo farebbe mai! conoscendola rifiuterebbe!"

I 4 discussero a lungo sul da farsi. Non potevano mettere Alyn di fronte ad una scelta così difficile, ma non potevano neanche arrogarsi il diritto di scegliere per lei...

Alla fine accettarono.

Tramite l'Imp, una strana colonna di fiamme e luce oscura scese sulla statua di Alyn, che un attimo dopo, confusa e disorientata, guardò i suoi compagni e poi l'Imp.

"Allora, bella ssssacerdotessa, hai sentito il potere fluire in te? Hai ssssentito la forza di Asmodeus? E' a lui che devi la vita, ed è a lui che devi giurare fedeltà. Abbandona il tuo cammino e diventa testimone della sua grandezza!... o rifiuta e sarai dannata e morta, e rimpiangerai il tuo destino da statua.."

"io non... non posso..io..."

La paura, la sensazione di essere intrappolata in una scelta che non era tale, ma era una trappola, la realizzazione di rischiare qualcosa di peggiore della morte.. si impadronì della giovane sacerdotessa. Improvvisamente la propria fede vacillò di fronte alla prospettiva del prezzo che avrebbe avuto onorarla fino in fondo. Era così forte? La sua volontà arrivava ad un sacrificio tanto devastante per lei?

"pensaci. hai di nuovo la tua vita ora... vuoi davvero gettarla?"

Alyn deglutì e con aria grave e rassegnata, abbassò il capo.

"Giuro fedeltà"

L'Imp emise un gridolino eccitato e applaudì, svolazzando attorno felice. Era obbligato a servire Arok, ma ciò non gli impediva di portare benefici al suo vero padrone. E chissà che un giorno...

sabato 14 novembre 2020

Il Tesoro Dimenticato della Gloria di Ahghairon - Capitolo 12

In fuga nell'oscurità

Ripreso gran parte del loro equipaggiamento, tornarono indietro per esplorare il passaggio segreto nella Stanza della Sacerdotessa.

Conduceva, anche se sbucando più in alto rispetto al livello del terreno, all'enorme caverna semiallagata con la statua.

Grazie a questo passaggio potevano evitare il portone principale e le sentinelle, ma c'era un altro problema: scure figure pinnate nuotavano pigramente in circolo sotto di loro...

Tamira lanciò un fulmine magico che riverberò su tutta la superficie, e uno dei due squali restò secco sul colpo.

L'altro però era vivo e arrabbiato ora.

Sfidando la sorte, Arok e Korlon si gettarono di sotto per poi raggiungere a nuoto la terra prima che lo squalo lo assalisse, ma la stessa fortuna non ebbe Alyn che appesantita dall'armatura venne assalita e ferita gravemente.

Korlon e Arok raggiunsero con un balzo le scale che sbucavano dall'acqua e salivano verso la statua.

Come pensava la marinide che avevano salvato, quel manufatto non era solo una figura votiva ma nascondeva un qualche meccanismo, le braccia infatti sembrava potessero ruotare.

Se davvero governavano il livello dell'acqua, come usarle?

Con sforzo si appesero e decisero di provare a farle ruotare verso il basso.

Fu la scelta giusta.

Il livello dell'acqua prese a scendere, e più avanti alcune gallerie prima completamente allagate e da percorrere in apnea, si liberarono parzialmente...

Era la loro via di fuga.


Le loro azioni non passarono inosservate però ai Sauhagin, che capirono subito dove si trovavano i fuggitivi.

Diversi gruppi stavano convergendo verso la sala della statua, e i 5 eroi si fecero strada combattendo e riprendendo poi la fuga, ma ormai i diavoli di mare erano troppo vicini per seminarli...

Riemersero in un'altra enorme caverna naturale, l'aria era più fresca, forse erano più vicini ad una uscita e all'aria aperta.

Non ebbero tempo di rifiatare, e stremati affrontarono un'altra pattuglia.



Le energie erano agli sgoccioli, gli incantesimi pure, e ormai era solo la tenacia e l'istinto di sopravvivenza a mantenerli in piedi..

Istinto non molto vigile in Korlon però, che una volta sconfitto l'ennesimo gruppo di assalitori, scelse una delle tante possibili gallerie per finire in una trappola a rete, che scattò imprigionando lui, Alyn e Thayla...

Mentre febbrilmente cercavano di riuscire a usare i coltelli da quella scomoda posizione per segare le trame della rete, un nuovo gruppo di sahuagin inseguitori venne attirato dal rumore della trappola scattata, e proprio mentre si gettavano all'attacco, e la sacerdotessa che era tra di loro iniziava a salmodiare qualcuno dei suoi terribili sortilegi, con un tonfo sordo si liberarono e si schiantarono al terreno.

Anche questi nemici vennero sconfitti.

Altre biforcazioni, altri dubbi..quelle gallerie erano un dedalo, e serviva una zona più riparata e difendibile.

Svoltarono verso nord in una caverna che forse poteva fare al caso loro, e mentre esaminavano attorno, nessuno si accorse che tra le moltitudini di stalattiti sul soffitto, c'era qualcosa di vivo..di vivo ed estremamente mimetico.

Due Mantoscuro si lasciarono cadere sulle teste di Arok e Thayla.

Quest'ultima schivò all'ultimo istante ma la testa di Arok fu imprigionata in quella morsa, rischiando di soffocare...

E in quel caos successe qualcosa di ancora peggiore: quelle infide creature oscurarono magicamente l'intera area.

Era un buio impenetrabile, anche alla luce magica di Alyn.



Presero a colpire a caso, a cercare di strapparsi di dosso quelle schifezze... un quadrello colpì Arok in una chiappa, una lancia Alyn alla schiena.. urla, grugniti, lamenti, poi finalmente l'ultimo Mantoscuro gravemente ferito decise di scappare.

Quando ripresero a poter vedere, decisero che proseguire in quelle condizioni era morte certa, serviva riposo e cure.

Predisposero così i turni di guardia e si adattarono in quell'anfratto, contando sul fatto che forse anche i Sahuagin evitavano quella zona se sapevano del pericolo dei Mantoscuro...

Arok inoltre usò qualche illusione per creare una finta parete che li coprisse meglio.


Non fu una notte tranquilla. Forse Tymora però stava guardando verso di loro quel giorno, perchè filò tutto liscio. Al risveglio però, i rumori erano inequivocabili: i Diavoli di Mare erano ancora li attorno che li cercavano...

La fuga riprendeva...

martedì 3 novembre 2020

Il Tesoro Dimenticato della Gloria di Ahghairon - Capitolo 11

Prigionieri

Buio.Freddo.Era questa dunque la morte?

Il primo a risvegliarsi fu Korlon.

L'ultimo ricordo, mentre affogava, una sagoma umanoide con creste..o appendici palmate...la sabbia bagnata.

Ma ora era buio e c'era silenzio.

Lentamente aprì meglio gli occhi e vide che non era del tutto buio. Si trovava in una grotta allagata d'acqua marina e dall'alto soffitto filtrava una tenue luce.

Accanto a se le sagome dei compagni. Del resto dell'equipaggio non c'era invece traccia.

Erano in una nicchia nell'angolo della grotta, chiusa da una rozza inferriata arrugginita.

Non avevano più nulla del loro equipaggiamento.

Qualcuno o qualcosa li aveva salvati per poi imprigionarli.

Presto capirono chi.

Dalla galleria allagata che conduceva alla loro prigione emerse un Sahuagin.

Chiamati anche "Diavoli di Mare", si tratta di umanoidi anfibi, simili ad orrendi uomini pesce.

La creatura li apostrofò con una strana voce, in una lingua incomprensibile.

Tamira in qualche modo riuscì a farsi capire e scoprì che secondo quelle creature i 5 dovevano ritenersi onorati e felici perchè presto sarebbero andati in sacrificio e avrebbero conosciuto Sekolah, la loro divinità.

La prospettiva, per quanto lusinghiera, non era nei loro piani e cercarono così di fuggire.

Rubare le chiavi con mano magica purtroppo fallì, facendo alterare il diavolo di mare, che poi se ne andò.

Fecero allora molto baccano e tentarono di piegare le sbarre finchè il guardiano tornò per punirli, ma come riemerse dall'acqua restò paralizzato da un incantesimo.

Nonostante la stanchezza accumulata, rimaneva infatti ancora qualche incantesimo a disposizione e cercarono di sfruttarli al meglio per fuggire.

Rubarono le chiavi ed eliminarono la guardia, poi, ancora disorientati e incapaci di capire dove si trovavano, presero ad addentrarsi cautamente in quel complesso di grotte, superando prima in apnea quel buio e inquietante tunnel che per fortuna riemergeva in un'altra stanza...

Eliminarono altri Sahuagin senza allarmare tutta la colonia e trovarono anche un altro prigioniero: una marinide, in brutte condizioni, che li pregò di portarla nell'acqua.

Lei poteva tranquillamente usare dei tunnel subacquei e tentare di raggiungere l'uscita, ma loro non potevano resistere in apnea così a lungo. La marinide tuttavia rivelò alcune cose utili su quel posto, e forse c'era modo di uscirne ugualmente: una statua che controllava il livello dell'acqua.

Recuperarono alcune armi di fortuna fatte con ossa e tutto ciò che poteva aiutarli, proseguendo ad esplorare quelle umide caverne, eliminando altre sentinelle ed evitando infide trappole fino a raggiungere una stanza chiusa da una pesante porta, molto difficile da scassinare e ancor più da forzare.

La fortuna però li aiutò e trovarono la chiave, scoprendo così che si trattava della "stanza dei doni", dove tutto quanto veniva ritrovato o requisito dai sahuagin era stoccato e catalogato, pronto per diventare poi un eventuale dono a Sekolah...

Fu proprio li ritrovarono tutti i loro averi, ma non c'era tempo da perdere, la loro fuga presto sarebbe stata scoperta da tutta la tribù e si sarebbero trovati col fiato puzzolente di decine di sahuagin per nulla amichevoli sul collo.

Erano stanchi e stremati, ma a fuga era appena iniziata.