venerdì 24 novembre 2023

RETURN OF THE STORM MAIDEN (30)

CAPITOLO 30 - L'ULTIMA GOCCIA

"Combattere ogni combattimento che ti viene offerto non ti rende un grande uomo, ti rende uno sciocco." (Arcidruido Menedhan)


Il clima era più mite dove si trovavano ora. Era evidente che si trovassero più a sud.
Il teletrasporto era andato a buon fine, e uscendo da quel malandato magazzino chiesero subito lumi sulla Locanda dell'Ultima Goccia, il luogo definito in maniera piuttosto enigmatica da Marla come "il più pericoloso e dunque il più sicuro" di tutta la città.
Era la che avrebbero trovato il contatto, Meralia.

Le vie del porto che si pararono di fronte agli avventurieri non pullulavano di umani di etnia Ffolk come si aspettavano, ma c'era una gran quantità di gente più esotica e tanti Amniani, e i ruathen o northlander erano davvero rari. 
Pur essendo situata nell'arcipelago delle Mooshae infatti, Snowdown era diventata una colonia sfruttata dall'Amn.

Lungo la strada, passando tra i vari moli, furono attirati da una grande folla. Sembrava una esecuzione, o qualcosa di simile.
Era più "qualcosa di simile". Era la prova dei 2000 piedi.
Una prova a cui poteva appellarsi un condannato per provare la propria innocenza.
Avrebbe camminato, in apena, trasportando un pesante macigno sul fondo del porto per riemergere dall'altra parte.
Secondo le confidenze che i nostri eroi raccolsero da una vecchiarda tra la folla, soltanto tre volte qualcuno ci era riuscito.
Una volta era stato il nipote di un Re, grazie ad un trucco.
Una volta uno strano mezzo-ogre che si scoprì in seguito avere quattro polmoni... e immaginarono che per scoprire una cosa simile il poveraccio nonostante avesse avuto successo poi fosse finito male ugualmente.
Una volta restava misteriosa ma di certo, a suo dire, ci sarà stato qualche altro trucco.

La statistica, implacabile, non fu intaccata e il poveraccio morì affogato nel tentativo anche quel giorno, tra i bbuuu o le acclamazioni della gente.

Ad ogni modo, gli avventurieri non erano certo qui per scoprire queste folkroristiche leggi locali, e proseguirono fino al quartiere ricco, nella zona più collinare, trovando ben presto L'Ultima Goccia.

Era un decadente ma sfarzoso locale su ben tre piani. Le finestre tutte tappate con pesanti tendaggi di velluto rosso scuro, da cui provenivano soffuse luci di candele altrettanto rosse, o arancioni.
All'interno, spazi ampi, tavoli ben distanziati e un arredamento piuttosto grottesco e gotico.
Era sera e il posto si stava animando, e fu subito chiaro che non era una semplice locanda, ma una sala da gioco, che offriva svariati divertimenti e servizi.

Una avvenente quanto magra mezzelfa dai capelli tinti, Nissin, li accolse per poi dirottarli al bancone.
L'oste sciorinò una vasta scelta di alcolici, tutti molto pregiati, fino a quando una leggiadra presenza si fece strada tra di loro.
Una ragazza con gli occhi neri come il carbone e come la sua stessa chioma, dalle movenze fluttuanti come una nube di oscurità.
Era una delle prostitute comprese nei "servizi" della Locanda.
Cosa più importante però, disse di chiamarsi Meralia.
Mentre facevano conoscenza della misteriosa donna, i quattro notarono una vecchia conoscenza uscire dal locale, Hrolf il Riottoso, accompagnato da quello che scoprirono essere il direttore del posto: Aimo Dan Kentel.
Che ci faceva li quel bastardo trafficante di persone? L'avrebbero capito in seguito.

Nel frattempo Meralia, per non bruciarsi la copertura, non perse troppo tempo con gli avventurieri al bancone ma ne accettò solo uno da portare al piano di sopra: un imbarazzato Gelrish.
La donna era priva di qualunque vergogna e non esitò, per non destare sospetti se qualcuno li avesse spiati, a comportarsi come se il fortunato dragonide fosse un cliente qualsiasi.
Non che per il dragonide fosse un sacrificio, in fondo...

Al riparo delle lenzuola però, trovò modo di parlare e capire cosa serviva e cosa erano venuti a fare.
Secondo le sue informazioni, era difficile che Erliza accettasse visitatori e questuanti a palazzo, ed era più facile incontrarla proprio li, perché nei sotterranei dell'Ultima Goccia c'era un'arena dedicata ai combattimenti sia tra uomini che tra le più pericolose ed esotiche creature che il direttore Aimo riusciva a procurarsi.
Ecco forse spiegato i suoi affari con Hrolf..forniva vittime da massacrare nell'arena?
Erliza aveva un campione, Bort Gonnash, che avrebbe combattuto tra qualche giorno, e un possibile piano che suggerì Meralia fu quello di eliminarlo per offrirsi poi di combattere per lei.
Diversamente, non era il tipo di donna che li avrebbe aiutati senza aver nulla in cambio, o forse proprio non avrebbe prestato attenzione alla loro richiesta.
Ma se fosse stata in debito...

Una volta che Gelrish tornò al bancone coi compagni, dopo un breve conciliabolo decisero di uscire per parlare lontano da orecchie indiscrete.
Cercarono la piazza dove abitava Bort, e durante il tragitto discussero a lungo sulla strategia da adottare. C'era chi era per una soluzione brutale e chi invece per valutare altre strade.
Inoltre Lyandria e Gelrish erano anche turbati dal fatto che Hrolf fornisse schiavi per i massacri che avvenivano nell'arena, e non riuscivano a pensare di non intervenire... anche se questo avrebbe messo a repentaglio la loro presenza li e i rapporti con Erliza, e rischiato di perdere l'occasione di avere le informazioni che cercavano su Zavoros.
Dopo un breve sopralluogo alla grande casa che ospitava Bort e la sua cricca, rientrarono in Locanda, non senza qualche brivido visto che la notte cambiava Caer Westphal, facendola diventare una citta deserta. Pochissima gente in giro e poche guardie, e una strana sensazione di pericolo, come se misteriosi predatori fossero in giro nel buio della notte.

Ishmael, ripensando al sorprendente effetto dei vapori mordayn, provò a ottenerne qualche dose perchè aveva avuto una mezza idea di diffonderli nella casa del Campione.
In fondo in una Locanda che si vantava di offrire ogni possibile vizio o piacere, forse era il posto giusto per trovare anche certe sostanze.

L'oste dopo qualche insistenza rivelò loro qualche dettaglio sugli incontri che sarebbero avvenuti, anche se molti erano una sorpresa per i viziati spettatori. Quel che era certo era che non si trattava solo di scontri tra guerrieri, ma venivano esibite creature e mostri esotici o addirittura evocati.
C'era anche chi però proponeva di combattere nell'arena in proprio, o anche contro, anzichè sostituirlo, per mettersi in mostra con Erliza...mentre Lyandria e Gelrish continuavano a insistere con liberare gli schiavi.
Dopo una lunga discussione, decisero un piano che si muoveva su due fronti.
Stordire il campione Bort con la droga, bloccare le uscite, e dar fuoco alla casa, così da offrirsi di sostituirlo.
Successivamente infiltrare qualcuno di loro tra gli schiavi del primo combattimento per cercare di aiutarli e salvarsi la pelle da qualunque scontro impari si prospettasse a quei derelitti.

Visti i pericoli notturni della città, decisero di agire prima dell'alba, che a parere di Ishmael era il momento migliore visto che Bort e compagnia sarebbero stati ben addormentati, e qualunque cosa avesse infestato le notti di Caer Westphal avrebbe cominciato a ritirarsi visto l'imminente arrivo del giorno.
Andarono a riposare in attesa del momento propizio. Ognuno concentrato sui difficili compiti  che li attendevano, a parte Dehuin che dopo un intero barile di pregiata birra di Mithral Hall era ovattato e tranquillo, pronto a accettare qualunque piano, anche prendere a calci in culo Asmodeus in persona...

venerdì 17 novembre 2023

RETURN OF THE STORM MAIDEN (29)

CAPITOLO 29 - VERSO CAER WESTPHAL

"L’unica cosa innegabile del futuro è che viene lui da te, che tu sia pronto o no, e senza bisogno di mezzi di trasporto." (Verità del Saggio Jamal 15.4)


La Spina Avvelenata stava puntando a nord, anche se la decisione sulla reale destinazione non era ancora presa.
Dopo aver interrogato con ben poco tatto e anche un incanto di zona di verità il prigioniero infatti, l'equipaggio scoprì che nel vicino Arcipelago di Korinn si nascondeva un altro Uditore. Tale padre Haesten.
Ed erano tentati di andare a fargli visita.
Scoprirono anche chi era il terzo.
Ahi loro, qualcuno di già conosciuto: Hergatha, la Storm Maiden in persona. In carne ed ossa. O forse in ectoplasma.
Dopo una tormentata decisione, la Spina continuò a puntare a nord, per tornare a Gundarlun.

Durante il secondo giorno di viaggio, nel punto più pericoloso della rotta perché passava vicino alla zona di guerra dove si concentrava la maggior parte degli schieramenti, vennero avvistati da una nave, alla quale se ne unì una seconda.
Nonostante l'inferiorità numerica, la Spina si destreggiò bene e grazie al potere della Conchiglia, una delle due assalitrici venne fermata da un gorgo d'acqua, mentre la seconda sconfitta con solo una perdita di un uomo.

Nel terzo giorno di viaggio dovettero lottare invece con la furia della natura. Una grossa tempesta li tenne impegnati quasi tutto il giorno, portando le loro forze e la resistenza dello scafo allo stremo.
Riuscirono a mantenere però una buona andatura, e nel quarto giorno, verso nord-ovest, spuntò finalmente la familiare sagoma dell'isola di Gundarlun.

Il porto di Gundbarg era vuoto e piuttosto cupo da quando la gran parte delle forze era mobilitata, ma reincontrare Ploppa e gli amici lasciati nella capitale risollevò il morale di Lyandria e compagni.
Vennero così a sapere che Richard e Siberrin erano riusciti nella missione e avevano fermato il matrimonio di Rault il Saggio, o quanto meno rimandato.
Verania furente era tornata sul fronte di battaglia, ma per ora almeno le Nordland non si erano ancora schierate ufficialmente nella guerra.

Era arrivato anche un pacco per Richard, e visto che era assente lo aprirono loro.
Al suo interno una macabra scoperta: la testa mozzata di un doppleganger.
Il trucchetto di Richard per depistare i suoi "amici" zhentarim aveva funzionato per un po', ma era evidentemente stato ora scoperto.

Non c'era tempo tuttavia per i problemi degli altri, bisognava pensare al componente successivo del rituale per la nave fantasma: il Cuore del Pirata Zavoros.
Stavano arrivando quasi alla fine del mese di Uktar e durante quel viaggio di ritorno avevano realizzato con sgomento che le giornate erano sempre più corte, il sole tramontava prima, e il buio avrebbe sempre più favorito le apparizioni della temibile nave fantasma della Storm Maiden.
La luce stava lasciando il mondo, e anche se questo era sempre accaduto nel succedersi delle stagioni, questa volta aveva un sapore metaforicamente e profeticamente inquietante ed amaro.

L'isola di Snowdown li aspettava, e la famosa o famigerata Erliza Daressin aveva le informazioni che cercavano.
Furono raggiunti dall'indolente Marla, che coi suoi modi spicci li accompagnò nuovamente nelle fogne dove predispose un cerchio di teletrasporto.
Nel far questo li ammonì sui pericoli dell'isola e della sua governante, e diede loro alcuni utili consigli.
Ad attenderli avrebbero trovato un contatto della Società del Kraken che poteva aiutarli.
Il suo nome era Meralia.

Con un piccolo balzo furono dentro quel cerchio, aperto nella putrida superficie acquosa delle fogne.
Ad accoglierli fu il duro scricchiolìo del legno, e il solito senso di nausea per questo tipo di spostamenti.
Un pavimento fatiscente.
Erano in un magazzino abbandonato, e dai rumori che giungevano dall'esterno si direbbe che fosse situato in una zona portuale.
Sbraiti, ordini, catene e cordame, carretti su un selciato e urla, e soprattutto quella inconfondibile puzza di salsedine.
Erano a Caer Westphal. Capitale di Snowdown.
Erano in ballo. E si iniziava a ballare.

venerdì 10 novembre 2023

RETURN OF THE STORM MAIDEN (28)

CAPITOLO 28 - PIAZZE AGITATE

"Incredibile la spazzatura a cui crederanno gli idioti, se la gridi abbastanza forte." (Grabius Lanterzi)


Lasciata Lyandria al monastero, gli altri quattro eroi stavano tornando alla nave quando, passando vicino alla piazza dove avevano ricostruito la statua di Valkur, che non sembrava poi così tanto Valkur, notarono una folla in parte incuriosita e in parte inferocita fronteggiare alcune figure.

Un emaciato predicatore con uno sfregio a spirale (o era un vortice?) sulla fronte spalleggiato da alcuni cultisti stava per profanare di nuovo la statua e fare proseliti tra la folla, che però pareva più inferocita che disposta ad ascoltarlo.
Fu in quel momento, proprio quando i nostri avventurieri stavano per intervenire, che scoppiò il tumulto.
E lui cantò
Un canto in parole sconosciute, in una lingua nera e inquietante.
Un canto che più che alle orecchie arrivava alla testa.
Una promessa d'eternità
Una promessa di potere condiviso, di pace eterna, di grandezza.
Una promessa di oblio
Di rivincita
Dare la vita, la propria anima, per fonderla con qualcosa di superiore...
Parte della folla parve impazzire, cominciarono a scontarsi tra loro. Scoppiò il caos.

La volontà di Gelrish, Ishmael e Baandulf fu più tenace di quel canto. Soltanto Dehuin restò imbambolato, salvo riprendersi però in fretta e lanciarsi nella mischia insieme agli altri.

Tutti quei popolani erano innocenti, bisognava agire con cautela.
Ishmael saltò da un tetto all'altro per avvicinarsi al predicatore del Vortice scagliandogli due asce, poi l'uomo fu circondato dai suoi fedeli.
Ishmael fece breccia nelle difese arrivando a mordere l'uomo, che con un terribile anatema lo maledisse con una malattia, mentre uno dei cultisti lo paralizzò con un sortilegio, per poi colpirlo alle spalle.
Gelrish si fece largo tra la folla cercando di non causare perdite innocenti.
Dehuin invocò antichi spiriti guardiani nanici che presero a flagellare quei cultisti.
Qualcuno tra la folla, impazzito, scappò verso i moli ma non c'era tempo di occuparsene, Ishmael paralizzato era in difficoltà e non potevano perdere il focus dal predicatore.
Gelrish avanzò indebolendo i nemici con un'anatema e lanciando un incantesimo che però, nella calca, fu deviato verso la statua facendo infuriare Dehuin e attirando anche l'ira degli spiriti guardiani.

Colpito a morte, un cultista crollò liberando così Ishmael dall'incanto di blocca persona.
Un altro venne freddato dagli spiriti e anche il predicatore cadde prima di invocare altri malefici poteri.
Dehuin inseguì l'ultimo fuggitivo e riuscirono a catturarlo, poi in nome degli Dei nanici requisì il martello in adamantio col simbolo dei clan nanici di Rethgard ad un esterrefatto Gelrish.
Il dragonide provò a riprenderselo ma l'arma, da Dehuin resa rovente con un incantesimo divino, non si riusciva a impugnare.
Baandulf, che era uscito quasi divertito da un cumulo di popolani ammassati nella rissa provò a metter pace e a ricordar che dovevano tornare alla nave e riposare.
Il prigioniero intanto, ora legato per bene, proferiva orrende minacce, blaterando dell'affronto di aver ucciso Jaran (era il nome del predicatore, evidentemente) predicatore nominato "dall'Uditore Haesten". 
Dopo "Yavhedren" ecco nominato un altra delle misteriose figure chiamate Uditori.
Tornati ai moli scoprirono che alcuni dei cittadini impazziti si erano buttati in acqua in maniera suicida, andando come niente fosse verso il mare aperto.
Gelrish corse allora al monastero richiamando Lyandria e alcune delle monache-guerriere per cercare di recuperare i dispersi.
Anche i pescatori locali vennero allertati dal Borgomastro per iniziare le ricerche a tappeto, ma tutto ciò che trovò Lyandria immergendosi in quelle buie acque notturne fu un solo cadavere. Un povero popolano affogato.
Altre anime in pasto a Ydaach'nar?

Una volta a bordo della Spina Avvelenata, per evitare di contagiare tutti, Ishmael fu deposto nella cabina della Capitana, mentre fino a tarda notte continuarono i battibecchi tra Dehuin e Gelrish che rivoleva il suo martello.
Dopo quella notte agitata, sembrò davvero poco il riposo quando all'alba vennero tutti svegliati dai mercenari dell'equipaggio festanti che erano stati pagati da Dehuin.
Ishmael, guarito dai poteri di Lyandria sembrava stare meglio, mentre la capitana, infastidita dal baccano scatenò i poteri della Conchiglia creando il caos al molo con un piccolo maremoto e un inquietante vortice nelle acque di quella baia riparata.
Era tempo di rimettersi in riga.
E pensare alla prossima rotta.
Tornare a Gundarlun per poi sfruttare gli aiuti magici della misteriosa Società del Kraken, o viaggiare nel cuore delle Moonshae, fino a Snowdown, approfittandone per far scalo nella sinistra isola di Oman e recuperare i tesori delle miniere?

venerdì 27 ottobre 2023

RETURN OF THE STORM MAIDEN (27)

CAPITOLO 27 - LA CONCHIGLIA DI ISTISHIA

"C'è un tempo per chiedersi cosa vuole un uomo, e c'è un momento per spaccargli la testa. Questo è il secondo caso." (Varsha la Lupa Nera)

Accompagnati da Madian e altre due guerriere, gli avventurieri raggiunsero i moli e la nave per farsi guidare dove, secondo le loro ricerche, si rifugiavano i koalinth: alcune rovine subacquee in un baia poco lontana.
Madian intonò una litania che li avrebbe benedetti e gli avrebbe concesso di respirare sottacqua. Baandulf e Dujek furono lasciati a protezione della genasi, mentre i quattro avventurieri si tuffarono nelle fredde acque della baia.
Tutti i mercenari della Spina Avvelenata erano pronti alla battaglia.
Lyandria, Ishmael, Dehuin e Gelrish si calarono dunque in quelle acque sconosciute...
Non ci volle molto ad avvistare tra le rocce i resti di alcune strane rovine coperte di alghe morenti e nuvole di detriti in sospensione.
Ishmael si accorse della presenza di qualche creatura immonda, che appestava in maniera abbastanza evidente quella zona di fondale.

Le cose si fecero pericolose quando da varie direzioni giunsero rapidi merrow, creature nate dalla corruzione dei marinidi, insieme a gruppi di koalinth che li attaccarono senza troppe cerimonie.
Non era facile combattere sott'acqua e brandire certe armi, e anche la magia reagiva in modo diverso, ma i quattro riuscirono comunque a tenere le redini dello scontro, anche quando un merrow sciamano li bersagliò con dei fulmini che si diffusero ovattati e silenti in quelle acque corrotte.
La cosa sospetta era che anche feriti o sconfitti, continuavano a combattere, come fossero al servizio di un volere superiore, senza andare in rotta.


Eliminate tutte le minacce, i quattro si fecero strada all'interno di quelle gallerie completamente allagate scavate nel profondo della scogliera fino ad arrivare ad una rozza sala del trono, e attorno ad uno strano trono a foggia di conchiglia si trovava attorcigliato col suo corpo allungato uno strano e grosso demone acquatico.
Era qualcosa mai visto. Un wastrilith.
Una sorta di serpente col corpo umanoide e la testa da murena, con due arti lunghi e guizzanti terminanti con una sorta di affilati falcetti chitinosi.
La sua sola esistenza, la sua sola presenza sul piano materiale, ammorbava l'acqua attorno a lui, avvelenando Lyandria, mentre i suoi compagni pur avvertendo quell'orribile venefica acqua attorno a loro riuscirono a resistere.
Altri merrow e koalinth fecero da scudo al demone, che nel frattempo attirava gli avversari a lui con degli strani turbinii d'acqua, risucchiandoli a se e lacerando con artigli e morsi.
Ishmael fu morso in maniera gravissima, ma in preda alla rabbia a sua volta prese a mordere quel demone.
Un'altra sferzata d'acqua ghermì Gelrish. Quel tentacolo acido lo ferì e poi lo schiantò contro i resti di un antico altare, dove restò esanime.
La vista del compagno caduto diede ancora più forza ai suoi compagni, e il combattimento infuriava in quell'acqua corrotta, nella disperazione e nella visibilità che andava via via facendosi più limitata.
La creatura usava la telepatia, minacciando i quattro con la sua voce abissale, ma quando capì che la sconfitta stava arrivando anche per lui lanciò un messaggio ai suoi servi di scappare con la Conchiglia, il cui potere doveva servire a Ydaach'nar.
Un altro dannato servitore o alleato di questa entità misteriosa?
Non avrebbe mai saputo dar risposte perché venne abbattuto da un tremendo colpo di Lyandria, reso ancor più letale dalla punizione divina del Grande Nuban in persona.

Il demone si dissolse.

Il gruppo scattò ancora più all'interno del complesso, e sfruttando un incantesimo di localizzazione di Dehuin si mise sulle tracce della conchiglia, intercettando un merrow che stava fuggendo da un grosso salone adorno di colonne.
Alcuni koalinth cercarono di facilitargli la fuga ma una astuta strategia di quei guerrieri ormai rodati da tante battaglie insieme riuscì a rallentarlo e farlo fuori.
La Conchiglia di Istishia era finalmente nelle loro mani.
Tutti i restanti koalinth si diedero alla fuga.

Gli avventurieri presero così a risalire per uscire da quel posto opprimente, dove la pressione e l'acqua fredda cominciavano a intorpidirli, senza contare la corruzione lasciata dal demone.
Per fortuna si ricordarono in tempo che c'era qualcos'altro da fare prima di tornare in superficie: cercare tracce della monaca scomparsa.

Girando in quel dedalo claustrofobico di corridoi scavati nella roccia e incrostati di cirripedi morti e banchi di alghe putrescenti, trovarono finalmente una zona adibita a prigione.
In alcune celle si notavano i resti di quelli che sembravano marinai, mentre raggomitolata in una cella, una donna. Anzi, un'altra genasi dell'acqua.
Grazie al suo retaggio era ancora viva. Era Sorella Reial, la monaca che aveva coraggiosamente trovato le tracce dei ladri della Conchiglia.
Nuotarono verso l'aria e la luce del sole, e mentre si avvicinavano all'imbarcazione scorsero corpi morti di merrow e koalinth alla deriva.
Risalirono finalmente tutti sulla Spina Avvelenata, scoprendo che anche li si era combattuto parecchio e che fortunatamente Madian era stata protetta adeguatamente e non aveva smesso di intonare la sua litania. O sarebbero affogati.
Purtroppo tra i mercenari della ciurma si contavano due caduti.

Tornarono al Monastero per riprender fiato e chiarire i termini dell'accordo.
I nostri eroi, spiegando meglio il perché del loro bisogno della Conchiglia, tentarono di coinvolgere nella guerra anche quelle formidabili monache-guerriere.
Ogni alleato in più poteva esser utile.
Per un attimo Baandulf, parlando del fatto di "creare una nave fantasma" rischiò di far cambiare idea alla Sorella Suprema Madian, che mai avrebbe tollerato certi usi della loro sacra Conchiglia, ma alla fine la saggia monaca fu d'accordo per consegnarla.
Alla fine Lyandria decise di passare la notte li, per meditare e cercare di comprendere il caos che a volte si impadroniva di lei e per cercare di entrare in sintonia con quell'artefatto marino.
Gli altri visto che in quanto maschi non potevano esser ospitati, tornarono alla locanda.

Non c'era molto tempo per riposare. Era tempo di pensare alla prossima tappa...
...quella più odiata da Ishmael.


RETURN OF THE STORM MAIDEN (26)

CAPITOLO 26 - MAI UNA DRITTA

"La gratitudine è come i fiori in primavera: profumati, ma di vita breve." (Alfhilda Rutmaad)


La rotta più rapida per il villaggio di Brisdock, nelle desolate Ossa di Balena, passava dritta nel mare tra Gundarlun e Ruathym, in piena zona di guerra.
Per evitare quello specchio di mare, la Spina Avvelenata tirò quindi dritta a est verso il porto di Gundbarg, per fare una sosta, e poi con una rotta acquata raggiungere le Ossa di Balena evitando la zona calda.
Durante quel breve viaggio Dehuin si rese conto che Dujek era effettivamente maledetto. Uccidere l'eletta di una divinità non è mai una buona idea, soprattutto se questo comporta anche un tradimento.
C'era da fidarsi a tenere un simile pazzoide a bordo?

A Gundbarg fecero un brevissimo rifornimento, Alina scese per restare li e coordinare le notizie da altri fronti.
Mentre ripartirono videro Marla Tide che li salutava e con la sua solita aria di superiorità, quasi un po' beffarda, soffiò loro un bacetto.
Quasi contemporaneamente faceva capolino dalla parte opposta dei moli un altro vascello: il Nasello Spiaggiato del capitano Ploppa che dopo innumerevoli peripezie era riuscito a raggiungere la Capitale (ma non i suoi compagni, che erano appena ripartiti).

Il viaggio fu insolitamente rapido. Venti tesi aprivano il mare come un invito, e ci misero meno del preventivato a scorgere la costa dei primi isolotti frastagliati che componevano le Ossa di Balena, e a individuare Brisdock.
C'era lo zampino di forze superiori?

Ad una prima occhiata il paese non era un granché.
Gente dall'aria cupa e poco amichevole li squadrava come si squadra un lebbroso.
Incamminandosi verso la piazza centrale si imbatterono nella Locanda "Le Vecchie Assi" e proprio le stesse assi di un qualche relitto, sbiancate dal salino e dalle intemperie facevano da insegna.
L'oste, tale Brunnan, non molto più ciarliero del resto degli abitanti, spiegò dove trovare il Monastero delle Guerriere del Mare e parlò loro di una statua di Valkur divelta recentemente facendo cenno al Culto del Vortice.
Quei dannati erano dunque arrivati anche li.

Lungo la via, Dehuin aiutò Gelrish a ricostruire il piccolo altare votivo e la statua di Valkur, anche se alla fine la statua risultò avere fattezze ben diverse da come se la ricordavano...
Poco sopra la scogliera che dominava il lato nord orientale del villaggio sorgeva il monastero, costituito da alcuni robusti edifici di pietra contornati da una palizzata in legno.
Senza pensare a troppe strategie, i cinque visitatori bussarono al portone e due guerriere, diffidenti, li scrutarono per poi ammonirli che li dentro gli uomini non erano ammessi.
Lyandria allora disse di esser una aspirante novizia, e anche Gelrish provò a seguirla, sfruttando la loro ignoranza circa la sua razza dragonide e fingendosi femmina.
Le due "ragazze" vennero così fatte entrare e portate al cospetto della Sorella Suprema Madian, una genasi dell'acqua dall'aspetto esile ma autoritario e i cui occhi lasciavano intendere una forza interiore fuori dal comune.

Ishmael, Dehuin e Baandulf intanto fecero un giro delle mura esterne per cercare punti deboli o zone da cui entrare di nascosto.
Dehuin individuò una zona indebolita nella palizzata nord, vicino ad un angolo probabilmente lontano dagli sguardi delle sentinelle.
Proseguendo il giro, trovò anche un canale di scolo dietro il grosso edificio che pareva esser il tempio principale. Vicino al canale giaceva una grata divelta e mal messa, mentre il canale stesso era stato ostruito da alcuni macigni. Forse qualcuno lo aveva usato recentemente per qualche oscuro motivo e le monache lo avevano temporaneamente bloccato?
Il piccone-martello di Dehuin, aiutato da Ishmael prese a lavorare per scoprire i segreti di quel passaggio.. mentre Baandufl fu mandato all'ingresso a distrarre quante più monache-guerriere possibili.
Non era facile proseguire all'interno, il cunicolo era davvero molto stretto.

Nel frattempo all'interno, Gelrish era in difficoltà per le domande e le curiosità a cui era sottoposta la sua identità fittizia, generando situazioni imbarazzanti, mentre Lyandria si informava sui precetti e sulle attività di quelle monache guerriere, con pretesto di prender tempo e cercare di individuare dove tenessero la Conchiglia di Istishia.
Sorella Madian pareva preoccupata da qualcosa e disse che non poteva al momento occuparsi di loro, perché c'era un grave problema da risolvere: era stata rubata una loro reliquia e c'era parecchio fermento al monastero.

tump! tump! tuumph!
Sordi colpi da un punto imprecisato del pavimento interruppero le loro discussioni, e alcune Sorelle si dispiegarono subito attorno e nell'adiacente tempio temendo che i ladri fossero di nuovo all'opera.
Individuando i rumori dal canale di scolo, Madian lo allagò con un incantesimo, animando una colonna d'acqua, e poi tutti corsero all'esterno dove colsero Ishmael e Dehuin che uscivano a fatica dal tunnel, ancora troppo stretto per permettergli di fuggire in tempo.

Circondati dagli sguardi minacciosi delle Sorelle, nonostante la pessima figura riuscirono però a placare la furia di Madian e delle monache-guerriere, cercando di spiegare la verità.

Scoprirono che la Conchiglia era stata rubata proprio da una strana creatura che aveva preso le sembianze di un serpente fatto d'acqua per sfruttare il tunnel, e la cui fuga era stata coperta da un drappello di koalinth, una specie di goblinoidi acquatici.
Soltanto una di loro, Sorella Reial, era riuscita a rompere la  guardia dei koalinth e a seguire le tracce fino all'acqua ma non ne avevano più avuto notizie: nell'acqua c'erano infatti ad attendere creature ben più pericolose dei koalinth: i merrow.
La Conchiglia di Istishia rubata??
Ma possibile che non ne andava mai dritta una?
Proprio ora che erano ad un passo dall'ottenerla?
A Vilkstead avevano trovato tracce di Jerome solo per scoprire che era finito in gabbia, e ora a Brisdock che finalmente erano nel posto giusto per quell'artefatto, era appena sparito!
Quale dannata malasorte?!
Dehuin per un attimo ripensò con sgomento al prete di Beshaba e alla sua maledizione prima della partenza... 
Chiarito sia il malinteso che la situazione, i cinque eroi giunsero ad un accordo: avrebbero salvato la monaca scomparsa e ritrovato la Conchiglia se poi le Sorelle avessero concesso loro di tenerla.

Dehuin con sgomento realizzò che questo voleva dire immergersi sotto al mare...

venerdì 13 ottobre 2023

RETURN OF THE STORM MAIDEN (25)

CAPITOLO 25 - PRIMA CHE SIA IMPICCATO

"Ecco il problema perenne di seppellire il tuo passato. Altri cercano sempre di dissotterrarlo" (Hergata, la Storm Maiden)

La faccia dei mercenari della Spina Avvelenata era tutto un programma quando capirono che neppure il tempo di concludere l'ormeggio e già avrebbero dovuto ripartire.
Per di più verso le sinistre Purple Rocks
Per di più non avevano ancora visto la paga.
A poco valse il discorso motivazionale di Lyandria, la Spina si mise il vento in poppa in una cupa giornata piovigginosa e fredda, come cupo era l'umore di buona parte dell'equipaggio.
Maran era di diverso umore, ottimista come sempre, si era imbucato nel viaggio per cercare di contattare qualche fantomatico alleato.
Lungo la rotta, mano a mano che si avvicinavano a Vilkstead, insediamento principale di una delle due isole che componevano il regno delle Purple Rocks, si avvistavano lastroni di ghiaccio alla deriva e si incontravano le ultime navi che portavano gli ultimi carichi prima che la morsa dell'inverno rendesse troppo difficile la navigazione in quei mari soggetti a glaciazione.
Anche i nostri avventurieri approfittarono di quel viaggio per concludere alcuni commerci, con l'intento di coprire anche il costo dei mercenari.

Nonostante il clima, i venti di guerra spiravano altrove e il viaggio terminò senza grossi pericoli.
Approdarono a Vilkstead scoprendo una cittadina alquanto depressa e cupa.
Si diceva che tempo fa si fosse ribellata a Re Selger, ma la ribellione fu sedata anche con aiuti esterni. Forse era per quello che gli abitanti avevano l'aria di cani bastonati.
Mentre cercavano un posto caldo dove organizzarsi e iniziare le ricerche di Jerome, vagando per i vicoli incrostati di nevischio, Lyandria fu derubata ma la prontezza di Ishmael fece si che acciuffassero e bloccassero la ladra.
Dall'alto di un tetto però arrivò in soccorso della manigolda una figura che teneva sotto mira Ishmael con una piccola ma letale balestra.
Quando anche gli altri raggiunsero col fiatone la scena, la figura notò Lyandria e si lasciò sfuggire una colorita imprecazione.
Era Occhibianchi, il fratello di Damakos.
L'uomo che con una moneta trovata casualmente aveva dato il via alla caccia al Tesoro di Ahghairon.
Fu così che l'uomo abbassò l'arma mentre la donna, soprannominata "Tre Tagli" per via di una cicatrice in faccia, restituì il malloppo e insieme andarono in una taverna poco invitante.
L'insegna sbilenca e scrostata recitava "L'Arpione Spezzato".

Dopo i necessari convenevoli e i racconti di Occhibianchi sul come e perchè fosse finito li, giunsero al punto: erano li per cercare Jerome.
Tre Tagli rise scoprendo questo fatto, dicendo che aveva informazioni in merito e dopo qualche contrattazione rivelò che l'uomo era stato arrestato perché aveva curiosato troppo su una certa faccenda.
Lo studioso era giunto li per cercare informazioni sulla perduta città sommersa di Ascarle.

La cosa peggiore di tutte però, era che sarebbe stato impiccato all'indomani.

Mai che ne andasse una dritta.

Era fondamentale capire cosa fare, e farlo in fretta.
Farlo evadere dalla galera?
Tentare di pagare una cauzione o corrompere le guardie?
Attendere il patibolo e salvarlo in piazza prima che fosse impiccato?
Attendere l'esecuzione e cercare di parlare con il cadavere?

La prima idea di Ishmael fu di farsi arrestare, così da trovarsi anche lui all'interno delle prigioni e valutare la situazione, ma Tre Tagli parlò loro di una vecchia galleria crollata che collegava i sotterranei del fortilizio delle guardie.
Era franata, certo, ma... avevano un nano. E non avevano paura di usarlo.
La donna li condusse in una serie di cunicoli fognari nel fianco del costone roccioso su cui si ergeva il forte.
In una vasta sala sorretta da colonne però, strane creature, melme dalle vaghe fattezze di volti e torsi umanoidi emersero a sorpresa, resa vana dall'arma del nano che avvisava dei pericoli.
Quelle orrende cose prosciugavano la vita, avvinghiandosi alle vittime, ma vennero spazzate via.

Arrivarono in una specie di stanza semi crollata. In un angolo l'occhio esperto di Dehuin poteva notare i segni della galleria collassata.
Lavorarono due ore a togliere detriti fino a liberare il passaggio, che saliva verso l'alto fino a giungere ad un tunnel in muratura che terminava davanti ad una parete.
Vista da quel lato era evidente che si trattava del retro di una porta segreta.
Tre Tagli era rimasta fuori, ora dovevano contare solo su loro stessi.

Entrarono cautamente, cercando di non fare rumore.
Era una specie di vecchio archivio, e pareva in disuso o comunque non molto curato ormai.
Lyandria rese invisibile se stessa e Ishmael, e i due proseguirono nelle stanze attigue: prima uno stanzone freddo e spoglio, con un tavolo e qualche arnese di tortura, e vecchie gabbie rovinate dalla ruggine.
Poi un corridoio da cui una scala saliva in superficie, ai piani superiori del forte, mentre dall'altro lato si apriva sull'anticamera delle celle.
Un grosso nordico stava pigramente intagliando una figura nel legno quando sentì il rumore di Ishmael.
I suoi occhi vagavano confusi, non vedendo nulla, poi chiamò qualcuno, un tale "Dujek", chiedendo se fosse stato lui a far rumore e dove si fosse cacciato.

I due si immobilizzarono, in attesa.
Uno sferragliare di catene preannunciò l'arrivo dal corridoio delle celle di una figura grottesca e smunta.
La pelle era scura, come cuoio vecchio, forse più per la mancata pulizia che per la razza. La barba e i capelli incolti. Gli occhi con una chiara promessa di pazzia e omicidio.
Un braccio mancante sopra il gomito.
E un nugolo di catene che ne limitava moltissimo i movimenti.
L'uomo, armato di straccio, incassati gli insulti della guardia, prese a pulire la stanza.

Ishmael intercettò per un attimo quello sguardo. Per un fugace attimo ebbe la sensazione di conoscere quella figura, ma non ricordava dove e chi. Poi sgusciò lungo la parete e arrivato sull'inconsapevole guardia, la stese con una botta in testa.
Quel gesto annullò l'invisibilità e il relitto umano trattene un mugolio più che un vero e proprio urlo di stupore.
Poi protese le catene per farsi liberare.

Lyandria nel frattempo era passata dalla porta lasciata aperta dal quello sgradevole prigioniero sguattero e stava procedendo cauta nel corridoio osservando le celle per capire dove fosse Jerome.

Ishmael prese le chiavi dal tavolaccio della guardia ma un attimo prima che aprisse le catene un prigioniero nella cella più vicina scattò verso le sbarre sibilando "non farlo! è pericoloso!... secondo te perchè lo tengono così legato? quell'uomo è letale con qualunque arma si trovi a tiro..potrebbe stendere dieci uomini! ci ucciderà tutti!"

Ishmael si bloccò, scrutando meglio quell'uomo.
Forse le sue condizioni lo facevano sembrare più vecchio di quel che era.
Sotto quell'uomo spezzato e in quegli occhi spiritati, Ishmael ebbe un lampo di riconoscimento, e lo stesso avvenne per il prigioniero, che si ritrasse in difensiva blaterando "ti manda lei! ti ha mandato a finire il lavoro.."
Quell'uomo, ora chiamato Dujek Onearm, era stato Dujek Laseem Grendsea il braccio destro di Hergata. Uno dei suoi più forti spadaccini.
Quell'uomo, era colui che tredici anni prima, l'aveva uccisa.
Tradita.
Trafitta.
Mentre la Dark Storm affondava, sfonfitta.
Si diceva che Hergata non poteva affogare. Forse era vero. Ma lui l'aveva uccisa prima che la nave si inabissasse.
Ecco chi era l'unico superstite. Ed ecco che fine aveva fatto.
Raccontò che la stessa Umberlee furente per il tradimento lo maledisse. Disse di essersi mozzato il braccio che si era ribellato e tentava di uccidere se stesso.
Altre fonti tuttavia ipotizzano che invece fu incenerito da Umberle nell'esatto momento in cui trafisse la sua eletta.
L'animo di quell'uomo era spezzato per l'atroce tradimento perpetrato, ma anche risoluto e convinto di quel gesto.
Era stata l'unica cosa da fare, Hergata ormai era impazzita per il troppo potere divino e li avrebbe condotti in una guerra troppo folle.
Hergata si fidava di lui.
Lo sguardo sorpreso della condottiera lo tormentava ancora.
Ma era l'unica cosa da fare. Se fosse tornato indietro, l'avrebbe rifatta.

Lyandria intanto aveva individuato la cella di Jerome. Un anziano studioso scarmigliato e confuso, che pensò fossero stati inviati da Kelyius a salvarlo.

Era meglio muoversi, prima che qualche guardia scendesse di sotto o che qualcosa andasse storto.
Uno dei prigionieri cominciava a minacciare di urlare e dare l'allarme se non salvavano tutti e se non gli dicevano che diamine stava succedendo.
Ishmael decise di lasciare per il momento Dujek in catene ma portarlo con loro nella fuga, non prima di aver intontito gli altri prigionieri accendendo l'ultima dose di vapori mordayn.
La letale droga si diffuse nella cella e le inalazioni portarono i due prigionieri riottosi in altri mondi, persi in visioni indicibili.

Tornati nelle gallerie, Dujek venne liberato delle catene, che insieme alle vesti vennero lanciate e sparpagliate nella zona dove avevano incontrato le melme assassine, in modo da far credere che i fuggitivi erano finiti digeriti.
Tre Tagli fornì nuovi abiti a Jerom e Dujek e con passo esperto riuscì a farli arrivare alla nave senza inconvenienti.
Non era ancora sorto il sole che già la Spina Avvelenata lasciava Vilkstead, con due nuovi passeggeri.
Dujek fu messo ad allenare il povero Baandulf.
Jerome fu a quel punto interrogato sul punto della questione: la Conchiglia di Istishia.
Il prolisso studioso partì a raccontare di come fu un regalo fatto da un Marid ad una potente regina dei marinidi centinaia e centinaia di anni fa e dei suoi vari passaggi di proprietà e ubicazione, ma non era quello che interessava loro.
Ai nostri eroi interessava dov'era ora.
E Jerome Van Bresson da Baldur's Gate aveva (finalmente) una risposta anche a quella domanda: era custodita e venerata nel santuario di una setta di monache-guerriere nel villaggio di Brisdock, nelle Ossa di Balena.

E così la nuova rotta era tracciata: avrebbero fatto visita alle Guerriere del Mare

martedì 10 ottobre 2023

RETURN OF THE STORM MAIDEN (24)

CAPITOLO 24 - ASCARLE

"Le battaglie a volte possono essere vinte dai coraggiosi, ma le guerre sono sempre vinte dagli intelligenti" (Vestress, reggente di Ascarle)

La misteriosa e inquietante donna, che disse di chiamarsi Marla Tide, li condusse in uno scantinato abbandonato da cui si aveva accesso alla abbozzata e arcaica rete fognaria che almeno parzialmente si dipanava nella zona centrale e portuale di Gundbarg.

La donna indossava un piccolo monile di Umberlee, e restò silenziosa in quel tragitto, invitandoli ad evitare domande in quanto lei era un semplice tramite.
Arrivati ad una sala semi allagata, disegnò rapidamente alcune rune a filo d'acqua e nella placida superficie si aprì un portale.
La donna offrì loro delle pozioni per respirare sott'acqua.
Senza ulteriori indugi i quattro bevvero ed entrarono.

Fu come tuffarsi in un oceano profondo e buio.
All'inizio una sensazione di smarrimento ed estrema leggerezza, ma un attimo dopo di ottenebrante e schiacciante pressione.
Dal buio però emerse una visione sfocata: erano in una immensa cavità subacquea, molto profonda, illuminata fiocamente da filamenti di strane alghe, qualche improbabile pesce bioluminescente, e a terra globi di luce magica che mostravano il profilo di costruzioni dall'architettura sconosciuta.
Una città sommersa e sprofondata sotto al mare.
Una città davvero inquietante.

Marla li guidò nei pressi di una sorta di templio di cui restavano in piedi solo le colonne, se mai aveva avuto una copertura.
Sinistre figure si muovevano fluttuando nelle scure e torbide acque attorno a loro, ma ciò che li attirò fu la figura che li attendeva sul trono in fondo alla sala.

Vestress.
La reggente di Ascarle. La leggendaria e dimenticata Città Sommersa delle Purple Rocks
Una illithid, una rappresentante di una razza tanto pericolosa quanto sconosciuta a gran parte di loro.
La figura dalla testa polipoide non parlava, ma potevano sentire la sua voce nelle loro teste. Una intrusione mentale tanto chiara quanto persino fastidiosa.
Vestress spiegò che l'organizzazione che rappresentava era contraria all'unione di tutto il nord come anche alla guerra, e soprattutto era contraria all'ascesa della misteriosa entità che si profilava dietro tutti quegli eventi.
In nome di quel comune nemico propose loro una collaborazione e uno scambio di aiuti e informazioni.

Spiegò loro le sue scoperte sull'origine di Ydaach'nar: un dio-demone di uno degli infiniti strati dell'Abisso... sovrano di un regno fatto di profondità insondabili, buie e opprimenti tanto da non ospitare vita, e tanto da dargli poteri e influenza sui domini della morte, dei mari e delle tempeste.
Era una storia che si perdeva nei millenni.
Secondo Vestress quella creatura fu condotta con l'inganno a combattere nel Piano Astrale, dove lontana dal suo elemento era debole, e fu sconfitta e distrutta.
Il suo corpo cristallizzato però, finì in pezzi e a seguito di un incidente una grossa parte finì attraverso un portale nel Faerun, dove per fortuna si inabissò nelle acque e in remote isole rocciose.
Ma nei secoli di spostamenti e stravolgimenti geografici, evidentemente qualcosa era tornato in prossimità della superficie...
Uno dei frammenti più grandi probabilmente conservava una memoria, un potere residuo di Ydaach'Nar, che lentamente era riuscito a rigenerarsi e a riguadagnare lentamente potere.
L'ipotesi era che ciò avvenisse grazie alle anime delle vittime di cui il dannato si nutriva, senza contare anche ai fedeli del suo blasfemo culto, che crescevano lentamente e gli donavano forza con le loro volontà.
Stando alle sue informazioni. anche Umberlee era furiosa per questa intrusione.

Fu a questo punto che gli avventurieri ricollegarono il tutto agli eventi di Berranzo.. quegli strani cristalli.
Era li che scavando, l'uomo aveva riportato alla superficie i frammenti.
Era questo che sfuggiva a Vestress e ne confermava anche le congetture: il grosso frammento esisteva davvero, ed era estratto proprio da Berranzo e dalla storica sete di risorse dell'uomo.
E secondo i registri della miniera, come avevano scoperto poco prima, era finito probabilmente in mare per il sabotaggio e l'affondamento della Danzatrice Rossa, la nave che lo avrebbe dovuto trasportare.
Le correnti, gli incidenti, le battaglie, i suicidi, la maggiore incidenza di cultisti e tutte le varie notizie e gli avvistamenti inquietanti coprivano una certa area, e forse ciò poteva far restringere il campo delle ricerche.

Vestress di disse d'accordo allo strampalato piano di ottenere una nave fantasma per combattere sullo stesso piano la Storm Maiden, perché la distruzione del dio-demone passava prima dall'eliminazione del suo più fedele guardiano.
Rivelò anche che Verania aveva dei prismi che in qualche modo rivelavano l'ubicazione della zona di affondamento della Dark Storm, la nave di Hergata, e che una volta sconfitta era necessario anche distruggere il relitto originario per evitare che la Storm Maiden rinascesse ancora.

La sapiente illithid fece anche notare che tutte quelle battaglie, e le strane tattiche dell'armata di Verania e della Storm Maiden, che non sembravano mai affondare il colpo del tutto, erano in realtà una strategia per causare più vittime possibili: tutte anime che finivano a far rinascere il potere di Ydaach'Nar.
Notizie dal continente lo confermavano: dal Grande Cimitero vicino a Baldur's Gate e anche da Waterdeep, preti e monaci prescelti di Kelemvor e Jergal avevano ricevuto visioni e missioni dai loro dei: le anime non stavano giungendo alla Città del Giudizio come scritto nel libro dello Scriba, e i conti non tornavano.
Anche loro stavano partendo in una ricerca in tutti i regni alla ricerca di indizi, e qualcuno stava arrivando anche li nelle Isole del Nord.

Nonostante l'astuta illithid rivelasse solo quel che riteneva utile, senza lasciarsi sfuggire mezza parola di troppo, Ishmael ne approfittò anche per carpire qualche informazione su Erliza e il regno di Snowdown, mentre Lyandria chiese in cambio della collaborazione la rivelazione del nido di Arveiaturace, la terribile e famigerata draghessa bianca.

Terminato l'inquietante incontro, un altro portale ricondusse i quattro nuovamente a Gundbarg. Avevano delle risposte, ma anche altre domande.
E si chiedevano anche quanto fosse stato saggio entrare in contatto con la famigerata Società del Kraken, e se una volta esaurita la propria utilità sarebbero stati lasciati in vita.
Le luci arancioni dell'alba li riportarono al presente.
La Spina Avvelenata, la nave d'appoggio di Lyandria era da poco riuscita a tornare alla base ed era appena ormeggiata.
Appena in tempo per partire per Vilkstead, per la prima tappa della loro ricerca.
C'era molto da fare.
E poco tempo per farlo.