lunedì 25 gennaio 2021

Il Tesoro Dimenticato della Gloria di Ahghairon - Capitolo 16

Blid-Hed-Blaad


La zona in cui erano arrivati sembrava più tranquilla ma non c'era tempo per rifiatare, i kuo-toa potevano arrivare sulle loro tracce da un momento all'altro.
Scelsero una delle due gallerie che si snodavano dalla grotta in cui erano giunti e presto il percorso prese a salire leggermente.
Anche il fondo lentamente passava nuovamente dal sabbioso/terroso alla roccia e la galleria terminò su una apertura che si affacciava a picco su un enorme lago d'acqua salata.
Una tenue luce illuminava l'enorme cavità, le cui pareti si estendevano a perdita d'occhio.

Sotto la superficie dell'acqua si notava una costruzione non naturale, una sorta di piattaforma a scaloni che saliva avvicinandosi al pelo dell'acqua.
In un punto di tale piattaforma si notava un bagliore e un luccichio piuttosto invitante ed erano certi che si trattasse dei tesori accumulati in dono dai kuo-toa alla loro presunta divinità.

Arok attirò sul bordo Blenda con la scusa di osservare meglio la situazione per poi provare a spingerla giù ma la sua mossa fu talmente repentina da sbilanciare se stesso e far volare giù lui.
A quel punto anche Korlon lo seguì, visto che avevano individuato due possibili passaggi nella parete nord della grotta, anche se ben più in alto del livello dell'acqua.

Mentre annaspavano in quelle acque scure però, da una galleria subacquea emerse qualcosa di spaventoso.
Le 5 teste serpentine dall'aria minacciosa di un'Idra marina scrutarono la superficie del lago in cerca degli intrusi, per poi puntare sui due incauti nuotatori.

Nonostante la mole la bestia era una ottima nuotatrice e raggiunti i due avventurieri li assediò sotto i suoi temibili morsi, ferendoli gravemente.

Persino il sarcasmo di Murray si era placato di fronte ad una situazione di questa gravità.
Dall'alto Blenda, Thayla e Tamira cercavano di bersagliare quel mostro con ogni mezzo possibile.
Le implacabili frecce di Thayla riuscirono anche a far saltare qualche testa ma con sgomento notarono che la creatura rigenerava in fretta le ferite e laddove una testa era stata staccata ne stavano ricrescendo altre due.
Per fortuna si accorsero che il fuoco bloccava quel procedimento, e Tamira iniziò un bombardamento di dardi di fuoco.
Nel frattempo da altre nicchie e aperture su altri livelli della grotta si erano affacciati numerosi kuo-toa ma nessuno intervenne, forse per timore di interferire con la propria "divinità", sicuri che si sarebbe sbarazzata degli intrusi senza bisogno di alcun aiuto.

Un ipnotico ritmo di tamburi scandiva ossessivamente il coro "Blid-Hed-Blaaad - Blid-Hed-Blaaad - Blid-Hed-Blaaad......"

Finalmente i due sventurati in acqua riuscirono a issarsi verso una delle aperture in alto.
L'idra non poteva raggiungere ne loro ne le altre 3 rimaste all'imbocco dell'altra galleria e frustrata e ferita con un ruggito delle due teste rimaste si inabissò sparendo sott'acqua.

I kuo-toa restarono in un agghiacciato silenzio, per poi ritirarsi mormorando tra loro e discutendo su quanto accaduto.
Potevano dei mortali far questo alla loro divinità? Era davvero una divinità se si era lasciata trattare così?


Antiche civiltà

Con cautela Blenda-Thayla e Tamira si calarono nell'acqua e raggiunsero in fretta gli altri due, venendo issate su prima che l'Idra sbucasse di nuovo a vendicarsi.
Non erano più in grotte naturali ma in una qualche costruzione dai muri lisci e squadrati.
Uno stretto corridoio sbucava in un'ampia sala sorretta da quattro colonne.

Addossata ad una parete si ergeva una grossa statua di una strana creatura con le fattezze simili ad un lucertoloide, sulla cui testa stava una corona con incastonata una gemma.
La gemma era colpita dalla luce di due gemme montate su dei telai metallici ancorati alle due pareti opposte.

Era evidente che quelle antiche rovine erano state abitate dai kuo-toa solo in periodi recenti ma la loro storia era molto più lunga.
L'aria era pesante, antica, soffocante, e l'architettura sconosciuta ma sicuramente vecchissima.
Blenda ipotizzò che si trattasse di rovine di una delle antiche Razze Creatrici, i Sarrukh, ipotesi confermata anche dai bassorilievi con raffigurazioni e caratteri sconosciuti che rinvennero in una stanzetta confinante.
In quella stanza c'erano anche due grosse leve che però non funzionavano. Erano legate in qualche modo ai bassorilievi e forse alla statua e ai raggi di luce che la illuminavano.

Avevano ipotizzato che, visti i segni e le incrostazioni sulle pareti della grotta in corrispondenza della costruzione sommersa, la piattaforma potesse emergere dall'acqua e rendere più agevole recuperare tutti i tesori depositati la sotto, senza rischiare immersioni.
Cercarono così delle soluzioni per far funzionare le leve ma senza risultati.Dovevano forse prima attivare in qualche modo, ma di sicuro il buon Murray, che era solo un marinaio, non era certo colui da cui aspettarsi idee geniali.

Presero allora a cercare nelle stanze attigue che fino a quel momento avevano ignorato.
Quasi tutte le porte si aprivano su stanze polverose e chiuse da anni, con scaffali realizzati pesanti lastroni di pietra lavorata.
Poche cose erano rimaste integre e non si erano polverizzate col tempo, tra cui alcune anfore, urne e qualche scatola di metallo, dentro cui rinvennero alcune strane lenti colorate.
Nuove ipotesi fecero capolino nelle loro menti a quel ritrovamento, ma le stanze ospitavano anche qualche antico spettro dalle fattezze simili a quelle della statua.

Il gelo scese attorno a loro mentre quella creatura incorporea li attaccava col suo tocco tremendo in grado di prosciugare la vita, e mentre si accorsero che le normali armi potevano poco contro di essa.

Nonostante fossero stremati per la nuotata e la lotta con l'idra, con un'ultima resistenza disperata eliminarono anche la terribile presenza e tra i detriti di un'altra stanza rinvennero altre lenti di altri colori. Provarono allora a piazzarne due davanti ai cristalli, una blu e una gialla.

I due raggi che ora colpivano la gemma nella corona si combinarono così nel colore verde, che a sua volta illuminava la stanza delle leve e una magica energia verdastra si propagò nei bassorilievi attivando i meccanismi.

Tirarono le leve e con un sordo tremore simile ad un terremoto, dal lago iniziò a emergere la piattaforma a scalini sulla cui cima si vedeva ora una specie di altare con due statue, e tra di loro un'ammasso di oggetti e tesori vari in mezzo a cui spiccava il bagliore dorato delle monete del Tesoro a lungo cercato.
Ce l'avevano fatta.



lunedì 18 gennaio 2021

Il Tesoro Dimenticato della Gloria di Ahghairon - Capitolo 15

Nel ventre dell'Isola

Il folto e variopinto gruppo di Kuo-Toa che aveva circondato gli avventurieri non mostrava intenzioni bellicose, ma era ugualmente minaccioso.

Le armi impugnate da molti di essi erano strane ma dalle funzioni piuttosto chiare: bloccare e catturare.

La lingua che parlavano, se di lingua si poteva parlare, era un inseme di strani versi come di gargarismi e bolle d'acqua che scoppiavano, ma uno dei loro sacerdoti riuscì a farsi capire con un approssimativo linguaggio comune.

Spiegò loro che dovevano esser felici e onorati perchè presto avrebbero incontrato il loro dio, tale Blid-Hed-Blaad, e ne avrebbero fatto parte.

Ora precisamente cosa significasse "farne parte" era difficile capirlo, o forse il Kuo-Toa si era espresso male, ma di sicuro era una prospettiva inquietante.. e poteva significare semplicemente che quelle pazze creature dalla faccia da pesce li stavano portando allegramente in sacrificio a chissà quale creatura, il problema è che erano tanti ed era difficile ormai eludere quel cordone di sicurezza che li aveva circondati.

Proseguirono così a lungo in quelle grotte verso il cuore dell'isola, fino a giungere ad uno slargo che sfociava in una caverna molto più ampia dove la marcia si fermò e incontrarono altri kuo-toa.

Dopo aver parlato fittamente tra loro, un gruppo di queste creature si staccò dal resto della carovana per insinuarsi lungo altri cunicoli..forse per chiamare a raccolta tutti gli altri o forse per predisporre il rituale per gli "ospiti".

Fu in quel momento che i 5 cercarono di approfittare della situazione per sfuggire. Iniziò Arok che lasciò al suo posto una illusione mentre lui, invisibile, restava ai margini del gruppone...

Quelle infide creature però, abituate a vivere nei recessi più profondi dell'underdark, evidentemente disponevano di sensi sopraffini e percepirono ugualmente la sua presenza, come se lo vedessero.

Infuriò una disperata battaglia.

I kuo-toa cercavano di bloccare o intrappolare con delle reti più che di uccidere, mentre gli avventurieri non mostravano pietà e lottarono in inferiorità numerica riuscendo alla fine, anche se malconci, a prevalere.

Dalle altre gallerie però giunse presto l'eco di altri nemici in arrivo, e i 5 fuggirono ancora più a fondo lungo la galleria principale.



Ci pensa Murray

Avanzando alla cieca giunsero in grotte più strette e tortuose, non si capiva bene quale direzione avesse più senso di un'altra e i fuggitivi cercavano di seguire un percorso dove ci fossero meno tracce di kuo-toa possibili.

Giunsero ad un vicolo cieco, in una caverna semi-allagata con molte nicchie chiuse da rudimentali sbarre fatte d'osso.

In una cella notarono un marinide, sembrava vivo ma privo di sensi e molto provato. I tentativi di Thayla di rimetterlo in sesto non ebbero successo e spirò poco dopo senza mai più assaporare la libertà, e, cosa peggiore, senza rivelare informazioni utili.

Arok però fu attirato da una cella in cui, su cumulo di detriti che emergeva dall'acqua, spiccava un bel tricorno.

Non si accorse però che quel cappello era indossato da una testa.. o meglio da un cranio semisepolto.

Una terribile voce ultraterrena spezzò il silenzio nella grotta, e quel teschio fluttuò librandosi in aria minaccioso

"chi osa profanare il riposo del grande Lich Azanikamanan??? Giù le mani dal tricorno!!”

Poche cose sono più letali di un Lich...un demi-Lich ad esempio... ma nonostante lo stupore, nessuno fuggì di fronte a quell'orribile creatura.

Anche la creatura parve stupita, e un po' delusa dal risultato..smise perfino di fluttuare per abbattersi poco dignitosamente a terra.

"va bene lo ammetto, non sono un Lich... sono un marinaio" disse il teschio.

Spiegò così la sua triste storia, rivelando di esser stato un marinaio ma una maledizione gli impediva di morire.

Murray, questo era il suo nome, finito prigioniero dei Kuo-Toa, si era consumato quasi del tutto e il cranio era ciò che restava di lui, ma la vita (e anche il fastidioso sarcasmo) a quanto pare non lo abbandonava.

Murray propose un patto: li avrebbe aiutati ad orientarsi in quel dedalo di caverne e in cambio loro avrebbero spezzato la sua maledizione. E se non avessero rispettato il patto, la maledizione sarebbe passata a loro.

Guidati dal loro nuovo e strano amico ripartirono così nel loro viaggio sotto l'Isola, evitando grazie a lui le zone più frequentate dai Kuo-Toa.

La strada non era comunque priva di pericoli, e dopo aver incontrato dei rugginofaghi, si trovarono ad attraversare una strana stanza col pavimento a scacchiera e ogni pesante piastrella era dotata di bizzarri effetti magici.

Secondo i racconti di Murray, li i Kuo-Toa facevano strani riti e balli, cadendo in confusione e pazzia collettiva.

Chi ebbe la peggio fu Korlon che cambiò sesso, fu rimpicciolito e si accorse di poter parlare SOLO URLANDO FORTISSIMO.

Nonostante gli imprevisti però la navigazione di Murray si rivelò abbastanza affidabile e per il momento non si sentivano gli inseguitori al seguito.

Sbucarono infine in una grotta da cui finalmente si sentiva di nuovo l'odore del mare, e anche il rumore dello sciabordìo dell'acqua.

Secondo Murray erano vicini all'enorme cavità allagata dove i Kuo-Toa ammassavano i tesori e le offerte a Blid-Hed-Blaad.

Erano certi che il tesoro del relitto era stato trasportato li. Forse ce l'aveano fatta.

lunedì 30 novembre 2020

Il Tesoro Dimenticato della Gloria di Ahghairon - Capitolo 14

Una di meno 

Avevano sognato tutto? Alyn era li, pietrificata.
Eppure la posizione sembrava diversa da prima... E se avevano sognato.. la scelta.. il patto...com'era possibile che avessero fatto tutti lo stesso sogno?
Confusi ma tristi per la perdita della compagna uscirono dal rifugio senza troppe parole, decisi a lasciarsi alle spalle quella maledetta isola e quella pericolosa scogliera.

Poco più avanti parte del passaggio era crollata ma collaborando riuscirono a passare.
Dopo aver iniziato un tratto in leggera discesa, che si insinuava in una sorta di galleria, sbucarono finalmente in uno slargo che sovrastava un promontorio.

Da li si vedeva sotto di loro, verso nord, il resto dell'isola che era finalmente pianeggiante e invaso dalla vegetazione, da cui spuntavano qua e la alcune radure e forse anche miseri resti murari di antiche costruzioni.
Oltre la foschia invece, la sagoma vaga di un'altra piccola isola, proprio di fronte alla loro, oltre il braccio di mare a nord.
Un vecchio tronco rinsecchito faceva da ponte, e collegava il promontorio alla parte rocciosa che scendeva già verso la parte boscosa. Non sarebbe stato poi difficile attraversarlo, se non fosse stato per alcuni sahuagin che li avevano nuovamente individuati e presero a bersagliarli mentre passavano.

Scampato il pericolo, si immersero tra gli stretti sentieri nella vegetazione, per raggiungere la costa nord e cercare un modo di lasciare l'isola.

Una di più

Fu li che si unì al gruppo un nuovo membro: una gnoma di nome Blenda Blembotter..si, Blembotter come il famoso Bardo conosciuto da altri a Leilon, infatti si scoprì esserne la sorella.
La sventurata, naufragata li in seguito a chissà quale altro scalognato evento, era legata e pronta ad esser cucinata da un grosso Ciclope, ma grazie all'astuzia la salvarono per poi dileguarsi ancora più nel folto. 

Scovarono anche un antico altare votivo dedicato a Talos il Dio delle Tempeste, e grazie ad un'offerta ne ottennero la temporanea benedizione...che si rivelò utile più avanti.

Sbucando sulla costa notarono una vecchia scialuppa malconcia, ma lungo la spiaggia trovarono i remi mancanti e il materiale adatto per ripararla abbastanza bene da poter raggiungere l'isola di fronte... sempre che i Diavoli di Mare fossero stati d'accordo, perchè giunsero in forze per impedire ai fuggitivi di scappare.
Grazie ad un po' di astuzia, ad un po' di fortuna, e all'intervento involontario del Ciclope, i 5 eroi riuscirono a prendere il largo.
Non era ancora tempo però di tirare un sospiro di sollievo, perchè le sacerdotesse sahuagin unirono le loro preghiere per lanciare una maledizione sui fuggitivi...nubi nere si addensarono rapidamente colpendo il mare attorno a loro e saturando l'aria di energia elettrica.. e solo grazie alla benedizione di Talos ne uscirono indetti.
E non era tutto... il mare si fece più agitato e l'acqua si plasmò in forme tentacolari che tentavano di colpire, afferrare, destabilizzare.

Remavano come forsennati mentre l'isola di fronte finalmente sembrava più vicina, ma le sagome scure dei sahuagin sotto di loro significavano che la fuga non era ancora finita.
Poi qualcosa accadde... 
Tutte le sagome dei diavoli di mare sott'acqua di dispersero, cambiarono direzione per fare nervosamente dietrofront, mentre un'altra sagoma, enorme e dalla strana forma, puntava verso di loro lentamente ma minacciosamente.
Difficile dire cosa fosse. Aveva almeno 5 appendici rivolte in avanti.
Tentacoli?
Qualunque cosa fosse, al momento pareva che i sahuagin difficilmente avrebbero tentato di seguirli sulla nuova isola, e stremati raggiunsero una piccola caletta per rifiatare. 


Il Relitto della Gloria di Ahghairon


Di fronte a loro, una scoscesa costa rocciosa e i resti di quello che una volta doveva esser stato un imponente vascello.
Si. 
Era la Gloria di Ahghairon.
O almeno, ciò che ne restava.
Con la barchetta rattoppata raggiunsero il relitto, ma fu abbastanza chiaro che non conteneva più nulla di utile.
Quel poco di intero o di utile era stato evidentemente rimosso dagli antichi naufraghi per sopravvivere e crearsi qualche rifugio.
Poco distante infatti scoprirono l'enorme ingresso di una grotta marina, ampia e luminosa grazie all'alta volta di ingresso, con una parte rialzata e asciutta che i naufraghi avevano trasformato nella loro casa. C'erano casse, tavoli, casupole, latrine, tutto ricavato dai pezzi della nave.
La cosa strana è che non c'era neppure uno scheletro o un segno della fine dei naufraghi.
E cosa peggiore, neanche del tesoro, anche se antiche tracce di qualcosa di pesante trascinato via poteva essere un indizio.
Mentre gli avventurieri discutevano sul proseguire nei cunicoli che si inoltravano all'interno di quella grotta, si accorsero di non esser soli: all'improvviso l'inquietante presenza di numerosi Kuo-Toa li circondò.
A quanto pareva, queste isole deserte erano meno deserte di quel che si pensasse... 

lunedì 23 novembre 2020

Il Tesoro Dimenticato della Gloria di Ahghairon - Capitolo 13

Aria Aperta

Lentamente l'aria stava cambiando, era più fresca, segno che forse si stavano avvicinando ad una uscita all'esterno, e il loro girovagare casuale in quelle caverne piene di insidie giunse finalmente al termine, non prima di un incauto incidente ad Arok che per saccheggiare i resti rinsecchiti di un sahuagin non si accorse della vicina parete infestata di muffa marrone.

Evitate le ultime trappole a rete dei Diavoli di Mare, emersero finalmente all'aperto.

Nelle gallerie alle loro spalle echeggiavano i passi palmati dei Sahuagin che li avevano nuovamente trovati, l'unico modo per seminarli era inerpicarsi lungo uno strettissimo sentiero a picco sulle scogliere sottostanti... quelle creature infatti non potevano resistere troppo lontano dall'acqua e lassù tra quelle rocce i fuggitivi avrebbero trovato finalmente un po' di pace.

L'aspro sentiero saliva e proseguiva lungo la nuda roccia, sferzato da venti insidiosi, largo appena il necessario perchè una persona potesse avanzare, spalle alla parete, e il ribollente mare quasi una trentina di metri più sotto.

Il fatto che avessero seminato i Sahuagin non significava che fossero al sicuro da altri pericoli... per questo ebbero la buona idea di legarsi insieme.

Svoltato un promontorio, Korlon vide il resto dell'isola sotto di se, che si distendeva verso nord, e davanti alla loro isola, un'altra isola.

Forse erano nel posto giusto. E in base alla mappa di Frico, il relitto era sull'isola di fronte.

Il vento però aveva portato con se un suono: un canto suadente e magnetico.

Tre orrende arpie, alzatesi in volo da alcuni scogli di fronte al loro sentiero, si avvicinarono minacciose.

Alyn e Tamira rischiarono più volte di cadere nel vuoto, ammaliate e attirate da quel suono, e la corda si rivelò provvidenziale.

I 5 riuscirono a sconfiggere e mettere in fuga quelle dannate creature, proseguendo sul pericoloso percorso.

La Statua della Discordia

Giunsero nei pressi di un leggero slargo per rifiatare e notarono che sulla parete si apriva una fenditura. Uno strano lezzo giungeva da dentro, segno che poteva esserci qualche abitante, ma la cosa preoccupante era all'ingresso: pezzi di roccia che a guardarli meglio rivelavano forme non casuali, bensì immaginandoseli interi e riuniti, potevano esser state delle statue.

Statue di Arpia.

O arpie pietrificate?

Neppure il tempo di riflettere su questo dubbio che nel frattempo il curioso Arok si era già insinuato, diventando invisibile, nella galleria che saliva dentro la scogliera.

Due occhietti azzurrognoli balenarono nel buio, dove la galleria si allargava in una sorta di tana.

Un basilisco attaccò sibilando.

Fu uno scontro durissimo, altri giunsero a dargli manforte ma l'accesso era troppo stretto.

Tamira provava a lanciare incantesimi ad occhi chiusi sperando nella buona sorte, mentre Alyn, giunta in soccorso di Arok fissò quegli occhi un attimo di troppo.

Le sue gambe si fecero pesanti, grigie.

Si sentiva rigida. Doveva reagire!

Ma quello sguardo..quel potere...

Pochi attimi dopo era già roccia, paralizzata e pietrificata in un'espressione di sorpresa e orrore.

Anche l'Imp di Arok, nel tentativo di distrarre il mostro, finì sgranocchiato nelle sue fauci facendo così un traumatico ritorno al suo piano di esistenza.

Arok prossimo alla morte riuscì a ripiegare all'esterno, e come il basilisco ferito uscì dalla grotta fu investito da un ultimo disperato tentativo: una freccia acida che lo disciolse infliggendo il colpo mortale.

Risentimento e incredulità fecero precipitare i quattro rimanenti avventurieri nel silenzio, e stremati usarono la stessa tana ora libera del basilisco per riposare e riordinare le idee.


Alyn era spacciata. Rimasta di sasso, in tutti i sensi.

Nessuno li aveva conoscenze e poteri sufficienti per salvarla.

Davvero nessuno?

Una volta riposati, Arok rievocò il suo famiglio Imp, che tornò dall'Avernus con una soluzione.

"asssscoltate... torno a voi con una sorpresa..posssso salvarla... Asmodeus in persona può salvarla, ma nessuno fa niente per niente...ci sssssarà un prezzo, un prezzo da pagare: il mio padrone la spietrificherà, ma lei in cambio dovrà abiurare la sua fede e giurare fedeltà a lui, a lui ssssoltanto!"

"e se una volta tornata di carne rifiutasse questa offerta? tornerebbe di pietra?"

"ohhhh..no... no... peggio... se rifiutasse..la sua anima verrebbe trascinata direttamente ai Nove Inferi!"

"E come fa a scegliere? non può parlare.. non so neanche se ci sta sentendo!"

"secondo me non lo farebbe mai! conoscendola rifiuterebbe!"

I 4 discussero a lungo sul da farsi. Non potevano mettere Alyn di fronte ad una scelta così difficile, ma non potevano neanche arrogarsi il diritto di scegliere per lei...

Alla fine accettarono.

Tramite l'Imp, una strana colonna di fiamme e luce oscura scese sulla statua di Alyn, che un attimo dopo, confusa e disorientata, guardò i suoi compagni e poi l'Imp.

"Allora, bella ssssacerdotessa, hai sentito il potere fluire in te? Hai ssssentito la forza di Asmodeus? E' a lui che devi la vita, ed è a lui che devi giurare fedeltà. Abbandona il tuo cammino e diventa testimone della sua grandezza!... o rifiuta e sarai dannata e morta, e rimpiangerai il tuo destino da statua.."

"io non... non posso..io..."

La paura, la sensazione di essere intrappolata in una scelta che non era tale, ma era una trappola, la realizzazione di rischiare qualcosa di peggiore della morte.. si impadronì della giovane sacerdotessa. Improvvisamente la propria fede vacillò di fronte alla prospettiva del prezzo che avrebbe avuto onorarla fino in fondo. Era così forte? La sua volontà arrivava ad un sacrificio tanto devastante per lei?

"pensaci. hai di nuovo la tua vita ora... vuoi davvero gettarla?"

Alyn deglutì e con aria grave e rassegnata, abbassò il capo.

"Giuro fedeltà"

L'Imp emise un gridolino eccitato e applaudì, svolazzando attorno felice. Era obbligato a servire Arok, ma ciò non gli impediva di portare benefici al suo vero padrone. E chissà che un giorno...

sabato 14 novembre 2020

Il Tesoro Dimenticato della Gloria di Ahghairon - Capitolo 12

In fuga nell'oscurità

Ripreso gran parte del loro equipaggiamento, tornarono indietro per esplorare il passaggio segreto nella Stanza della Sacerdotessa.

Conduceva, anche se sbucando più in alto rispetto al livello del terreno, all'enorme caverna semiallagata con la statua.

Grazie a questo passaggio potevano evitare il portone principale e le sentinelle, ma c'era un altro problema: scure figure pinnate nuotavano pigramente in circolo sotto di loro...

Tamira lanciò un fulmine magico che riverberò su tutta la superficie, e uno dei due squali restò secco sul colpo.

L'altro però era vivo e arrabbiato ora.

Sfidando la sorte, Arok e Korlon si gettarono di sotto per poi raggiungere a nuoto la terra prima che lo squalo lo assalisse, ma la stessa fortuna non ebbe Alyn che appesantita dall'armatura venne assalita e ferita gravemente.

Korlon e Arok raggiunsero con un balzo le scale che sbucavano dall'acqua e salivano verso la statua.

Come pensava la marinide che avevano salvato, quel manufatto non era solo una figura votiva ma nascondeva un qualche meccanismo, le braccia infatti sembrava potessero ruotare.

Se davvero governavano il livello dell'acqua, come usarle?

Con sforzo si appesero e decisero di provare a farle ruotare verso il basso.

Fu la scelta giusta.

Il livello dell'acqua prese a scendere, e più avanti alcune gallerie prima completamente allagate e da percorrere in apnea, si liberarono parzialmente...

Era la loro via di fuga.


Le loro azioni non passarono inosservate però ai Sauhagin, che capirono subito dove si trovavano i fuggitivi.

Diversi gruppi stavano convergendo verso la sala della statua, e i 5 eroi si fecero strada combattendo e riprendendo poi la fuga, ma ormai i diavoli di mare erano troppo vicini per seminarli...

Riemersero in un'altra enorme caverna naturale, l'aria era più fresca, forse erano più vicini ad una uscita e all'aria aperta.

Non ebbero tempo di rifiatare, e stremati affrontarono un'altra pattuglia.



Le energie erano agli sgoccioli, gli incantesimi pure, e ormai era solo la tenacia e l'istinto di sopravvivenza a mantenerli in piedi..

Istinto non molto vigile in Korlon però, che una volta sconfitto l'ennesimo gruppo di assalitori, scelse una delle tante possibili gallerie per finire in una trappola a rete, che scattò imprigionando lui, Alyn e Thayla...

Mentre febbrilmente cercavano di riuscire a usare i coltelli da quella scomoda posizione per segare le trame della rete, un nuovo gruppo di sahuagin inseguitori venne attirato dal rumore della trappola scattata, e proprio mentre si gettavano all'attacco, e la sacerdotessa che era tra di loro iniziava a salmodiare qualcuno dei suoi terribili sortilegi, con un tonfo sordo si liberarono e si schiantarono al terreno.

Anche questi nemici vennero sconfitti.

Altre biforcazioni, altri dubbi..quelle gallerie erano un dedalo, e serviva una zona più riparata e difendibile.

Svoltarono verso nord in una caverna che forse poteva fare al caso loro, e mentre esaminavano attorno, nessuno si accorse che tra le moltitudini di stalattiti sul soffitto, c'era qualcosa di vivo..di vivo ed estremamente mimetico.

Due Mantoscuro si lasciarono cadere sulle teste di Arok e Thayla.

Quest'ultima schivò all'ultimo istante ma la testa di Arok fu imprigionata in quella morsa, rischiando di soffocare...

E in quel caos successe qualcosa di ancora peggiore: quelle infide creature oscurarono magicamente l'intera area.

Era un buio impenetrabile, anche alla luce magica di Alyn.



Presero a colpire a caso, a cercare di strapparsi di dosso quelle schifezze... un quadrello colpì Arok in una chiappa, una lancia Alyn alla schiena.. urla, grugniti, lamenti, poi finalmente l'ultimo Mantoscuro gravemente ferito decise di scappare.

Quando ripresero a poter vedere, decisero che proseguire in quelle condizioni era morte certa, serviva riposo e cure.

Predisposero così i turni di guardia e si adattarono in quell'anfratto, contando sul fatto che forse anche i Sahuagin evitavano quella zona se sapevano del pericolo dei Mantoscuro...

Arok inoltre usò qualche illusione per creare una finta parete che li coprisse meglio.


Non fu una notte tranquilla. Forse Tymora però stava guardando verso di loro quel giorno, perchè filò tutto liscio. Al risveglio però, i rumori erano inequivocabili: i Diavoli di Mare erano ancora li attorno che li cercavano...

La fuga riprendeva...

martedì 3 novembre 2020

Il Tesoro Dimenticato della Gloria di Ahghairon - Capitolo 11

Prigionieri

Buio.Freddo.Era questa dunque la morte?

Il primo a risvegliarsi fu Korlon.

L'ultimo ricordo, mentre affogava, una sagoma umanoide con creste..o appendici palmate...la sabbia bagnata.

Ma ora era buio e c'era silenzio.

Lentamente aprì meglio gli occhi e vide che non era del tutto buio. Si trovava in una grotta allagata d'acqua marina e dall'alto soffitto filtrava una tenue luce.

Accanto a se le sagome dei compagni. Del resto dell'equipaggio non c'era invece traccia.

Erano in una nicchia nell'angolo della grotta, chiusa da una rozza inferriata arrugginita.

Non avevano più nulla del loro equipaggiamento.

Qualcuno o qualcosa li aveva salvati per poi imprigionarli.

Presto capirono chi.

Dalla galleria allagata che conduceva alla loro prigione emerse un Sahuagin.

Chiamati anche "Diavoli di Mare", si tratta di umanoidi anfibi, simili ad orrendi uomini pesce.

La creatura li apostrofò con una strana voce, in una lingua incomprensibile.

Tamira in qualche modo riuscì a farsi capire e scoprì che secondo quelle creature i 5 dovevano ritenersi onorati e felici perchè presto sarebbero andati in sacrificio e avrebbero conosciuto Sekolah, la loro divinità.

La prospettiva, per quanto lusinghiera, non era nei loro piani e cercarono così di fuggire.

Rubare le chiavi con mano magica purtroppo fallì, facendo alterare il diavolo di mare, che poi se ne andò.

Fecero allora molto baccano e tentarono di piegare le sbarre finchè il guardiano tornò per punirli, ma come riemerse dall'acqua restò paralizzato da un incantesimo.

Nonostante la stanchezza accumulata, rimaneva infatti ancora qualche incantesimo a disposizione e cercarono di sfruttarli al meglio per fuggire.

Rubarono le chiavi ed eliminarono la guardia, poi, ancora disorientati e incapaci di capire dove si trovavano, presero ad addentrarsi cautamente in quel complesso di grotte, superando prima in apnea quel buio e inquietante tunnel che per fortuna riemergeva in un'altra stanza...

Eliminarono altri Sahuagin senza allarmare tutta la colonia e trovarono anche un altro prigioniero: una marinide, in brutte condizioni, che li pregò di portarla nell'acqua.

Lei poteva tranquillamente usare dei tunnel subacquei e tentare di raggiungere l'uscita, ma loro non potevano resistere in apnea così a lungo. La marinide tuttavia rivelò alcune cose utili su quel posto, e forse c'era modo di uscirne ugualmente: una statua che controllava il livello dell'acqua.

Recuperarono alcune armi di fortuna fatte con ossa e tutto ciò che poteva aiutarli, proseguendo ad esplorare quelle umide caverne, eliminando altre sentinelle ed evitando infide trappole fino a raggiungere una stanza chiusa da una pesante porta, molto difficile da scassinare e ancor più da forzare.

La fortuna però li aiutò e trovarono la chiave, scoprendo così che si trattava della "stanza dei doni", dove tutto quanto veniva ritrovato o requisito dai sahuagin era stoccato e catalogato, pronto per diventare poi un eventuale dono a Sekolah...

Fu proprio li ritrovarono tutti i loro averi, ma non c'era tempo da perdere, la loro fuga presto sarebbe stata scoperta da tutta la tribù e si sarebbero trovati col fiato puzzolente di decine di sahuagin per nulla amichevoli sul collo.

Erano stanchi e stremati, ma a fuga era appena iniziata.


sabato 24 ottobre 2020

Il Tesoro Dimenticato della Gloria di Ahghairon - Capitolo 10

Rotta verso l'Ignoto

Il giorno dopo partirono presto, all'alba, tra le urla e gli ordini del Capitan Frustaventi.

Lasciarono il porto di Baldur's Gate per uscire dalla foce del Chiontar in mare aperto: una scintillante distesa di azzurro davanti a loro.

Il primo giorno trascorse tranquillo, tra i racconti dei marinai e le loro usanze.

Notarono che alcuni di loro buttavano a mare qualche ninnolo, e scoprirono che erano doni per placare Umberlee, la terribile dea dei mari.

Fecero conoscenza anche di alcuni altri singolari componenti della ciurma, come il mezzorco Groham Staccadenti, un tizio sfregiato senza orecchie il cui passatempo era intuibile dal soprannome, e Messer Sottile, un mezzelfo magrissimo, scheletrico, tutto nervi, che come una scimmia si arrampicava sulla coffa e tra le vele con una agilità incredibile

Qual è il tuo colore, mezzodiavolo? Chiese Frustaventi ad Arok, intento a fissare l'orizzonte.

Il blu? anche il mio. Il colore del mare... ma non crediate che solo perchè sono un esperto Capitano il mare non mi spaventi.

Il mare deve sempre spaventare. Siamo ospiti, piccole briciole sulla sua immensa superficie....

Il mare va sempre rispettato. E temuto...

Il secondo giorno a causa del troppo rum ci fu una rissa tra marinai, ma anzichè sedarla ci scommisero sopra. Finì con uno scaraventato in acqua. Riuscirono ad issarlo di nuovo a bordo, ma era più leggero: uno squalo si era preso la sua gamba.

Il terzo giorno non prometteva bene: una sconfortante bonaccia aveva lasciato la Pulzella Vivace a languire in mezzo al mare, ad una velocità quasi nulla, aumentando il malumore.

Verso la fine della giornata i venti tornarono finalmente a spirare ma passando vicino ad alcuni scogli affioranti ci fu uno spiacevole incontro con alcune Arpie che col loro canto infido rischiarono di trascinare fuoribordo più di un marinaio.

Il quarto giorno tutto cambiò. Il cielo si fece grigio, plumbeo, una accennata promessa di tempesta e maltempo. Il mare si fece agitato, la Pulzella veniva sbatacchiata su e giù tra le onde, scricchiolando sinistramente.

Quel che era peggio, Frustaventi sembrava preoccupato.

Il quinto giorno la tempesta arrivò davvero. La nebbia bassa veniva spazzata via lasciando spazio a spruzzi d'acqua e ondate di pioggia così fitte che la visibilità era davvero ridotta. Senza contare che il sole non pareva mai esser sorto da tanto era nera, scura e opprimente l'enorme coltre di nubi su di loro.

Troppo tardi capirono di non esser soli.

Piratiiiiiiiiiii!!!! Urlò Messer Sottile.

Tra un'onda e l'altra, la prua di un vascello più grande del loro, passò a fianco alla Pulzella.

Numerosi rampini furono lanciati per agganciare la murata.

Tutti si precipitarono per tagliare le corde, sotto quella tempesta d'acqua e anche qualche quadrello lanciato dalla nave nemica.

Riuscirono nell'intento e quel tentativo d'abbordaggio fu respinto, ma era questione di tempo... le due navi sfilarono via in direzioni opposte ma con una spregiudicata manovra il Capitano Pirata aggirò di nuovo la Pulzella Vivace, da un'altra direzione.

Spuntò come dal nulla, tra le basse nubi l'intervallo tra un'onda e la successiva, puntandoli di nuovo.

La tempesta però era ingovernabile anche per gli assalitori e il vascello pirata finì per schiantarsi lateralmente contro un lato della Pulzella.

Le due navi rimasero abbracciate, scricchiolando.

Molti caddero a terra per l'impatto, ma gli esperti pirati, abituati all'equilibrio, saltarono sul ponte in un assalto feroce.

Il rapporto numerico era impietoso, sarebbe stata dura resistere.

Sulla Pulzella Vivace però, non c'erano normali marinai, e presto quei pirati scoprirono i poteri oscuri di Arok, le magie di Tamira, il tremendo maglio di Korlon, le affilate scimitarre di Thayla e l'incrollabile determinazione di Alyn

Ogni urlo era coperto dall'assordante uragano che aumentava di minuto in minuto, era difficile stare in piedi.

Era difficile vivere.

Era difficile.

Ma lentamente i pirati cominciarono a dubitare di farcela, e quando uno scossone più forte separò le due navi, quelli rimasti cercarono di risaltare a bordo.

In mezzo a quella tempesta, bastò l'onda successiva per far si che la nave pirata fosse scomparsa di nuovo alla vista.

Naufragio

Il sesto giorno a causa della forte tempesta e dei lavori febbrili per curare i feriti e riparare i danni nessuno aveva dormito.

Si sentivano stracci. Le energie cominciavano a mancare.

Forse la stanchezza, o forse la speranza, fece intravvedere ad alcuni la sagoma di un'isola di fronte a loro quando qualche fulmine illuminava il cielo.

Anzichè placarsi però..la tempesta aumentò.

Non c'era più modo di governare la nave, e avevano tolto ogni vela.

Con le forze residue avevano lavorato coi secchi per svuotare la stiva.

Poi arrivò.

Era un'onda immane.

Qualcuno riuscì a tenersi, altri no, volando sul ponte e colpendo altri oggetti scagliati in giro, ferendosi gravemente.

Appena il tempo di rialzarsi in piedi e gli occhi di Frustaventi si riempirono di terrore.

Oh merda

Ne arrivò un'altra.

Più grossa. Li prese di lato.

Un orrendo CCCrrraaacccckkkkk di legname frantumato, forse su una roccia. Il mondo prese a girare. Non c'era più un sopra e un sotto.

Poi il freddo. Il buio. I suoni di colpo tutti ovattati.

L'amara sensazione dell'acqua nei polmoni.

Tutto si fece nero...