martedì 23 maggio 2023

RETURN OF THE STORM MAIDEN (9)

CAPITOLO 9 - FURTIVI COME SEMPRE

"Ero un'Eroina su questi mari. È così che ti chiamano quando uccidi così tante persone che la parola Assassina non è all'altezza" (Hergatha, la Storm Maiden)

La luce del mattino illuminava lo stretto tra le Norland e Norheim quando sbucarono finalmente in mare aperto dopo quella notte movimentata.
Nessuno li aveva inseguiti e ora dovevano decidere come procedere.

C'era chi voleva approfondire il misterioso Culto del Vortice e della misteriosa entità chiamata Ydaach'Nar, per capire se fosse coinvolto negli intrighi in corso, chi voleva puntare su Ruathym per capire come si stesse organizzando la Prima Ascia Vok Dorrg e chi voleva riorganizzarsi a Gundarlun... e poi c'era la succulenta pista lasciata dall'emissaria di Verania.

Un altro messaggio nel frattempo raggiunse il Nasello Spiaggiato su una possibile missione per cercare fondi: recuperare risorse nell'ormai abbandonata isola di Oman.
Si diceva che venne durante la Piaga Magica ci fu un cataclisma, e in seguito un'orda di giganti Fomoriani emerse dal sottosuolo razziando e distruggendo ciò che restava.
Nessuno da allora aveva più osato tentare di riconquistarla, ma su quei terreni c'erano alcune miniere che aspettavano di essere reclamate.

Richard lesse il messaggio ma tenne per se le informazioni, e alla fine decisero di seguire la pista più fresca per cercare di arrivare a Verania.
La rotta tracciata li portò ad una propaggine meridionale dell'isola di Ruathym, un'isola aspra e rocciosa staccata dall'isola principale.
Osservando con i prodigiosi cannocchiali, sicuramente gnomici, notarono un fortino in legno, con robusti pali alti e ben allineati, che dominava un'alta scogliera.
La cosa strana era che non si scorgeva alcun approdo più in basso, eppure la struttura sembrava viva e illuminata da torce e figure sulle torri e sui camminamenti. Si vedevano persino stendardi e vessilli di Tempus, Umberlee e Talos garrire al vento.
Studiando meglio la conformazione dell'isola, notarono che una profonda insenatura nascondeva una grossa caverna sull'acqua. Era li che si nascondeva l'ormeggio per le imbarcazioni che si rifugiavano li. Probabilmente un sistema di grotte risaliva fin dentro il forte.
Una squadra di quattro incursori: Gelrish, Ishmael, Lyandria e Richard si fece lasciare da Ploppa a distanzia di sicurezza per poi procedere grazie alle loro capacità subacquee e grazie agli incantesimi in modo furtivo a pelo d'acqua nuotando fin dentro l'antro naturale.
All'interno il mare lambiva una spiaggetta e la volta della grande caverna era così ampia da ospitare diverse navi e anche imbarcazioni più piccole tra cui l'agile barca della sacerdotessa.
Con un abile manovra liberarono una delle navi lunghe che prese ad andare alla deriva, attirando le guardie per recuperarla, poi approfittando della distrazione il gruppo si inoltrò alla cieca lungo uno dei tunnel.

Quel posto era un dedalo e non era facile capire dove andare, ma furono fortunati perchè dietro una porta alcune persone stavano discutendo e la voce di una sembrava quella della tizia incrociata arrivando al palazzo di Rault.
Le parole giungevano ovattate e poco chiare, anche a causa del rimbombo del mare nella grotta che si erano lasciati alle spalle, ma sembravano discorsi interessanti, riguardavano il matrimonio di Rault e qualche altra manovra in atto con Vok Dorrg.
Dai discorsi capirono comunque che Verania non era li, e tutto quello a cui potevano ambire era mettere le mani su uno dei suoi sottoposti.
Decisero di fare irruzione per provare a catturarla.
Con un'azione fulminea si fiondarono dentro, trovando 4 persone al tavolo.
A frapporsi tra loro e la preda un agile spadaccino e un più brutale pirata con due grosse scimitarre, mentre a fiano della sacerdotessa stava un emaciato e pallido individuo dagli occhi spenti e una povera veste lunga senza decori e insegne, se non alcuni ninnoli ai polsi e al collo.
Un mago? Uno stregone?
Purtroppo per loro anche peggio..quell'essere attingeva poteri da un qualche strano patrono un po' come Lyandria.
La sacerdotessa urlò una tonante invocazione a Umbrelee, simile ad una maledizione e Ishmael fuggì in maniera incontrollata, mentre gli altri resistettero.

Era chiaro però che quel frastuono sarebbe stato udito in tutte le altre gallerie, attirando tutti i presenti.
Lame e magie cantarono la loro canzone di morte fino a quando per sfuggire alla cattura lo strano arcanista disegnò con una bacchetta di corallo una porta nel nulla, che per un attimo svelò un abisso marino, poi pronunciando "la torre di guardia" agguantò la mano della sacerdotessa di Umberlee e la trascinò dentro con lui, un secondo prima della chiusura della misteriosa porta dimensionale.
Nel frattempo però arrivavano gruppi di combattenti attirati dalla battaglia, e c'era poco tempo per pianificare, ormai era andato tutto a meretrici.
Lyandria diede il segnale di ritirata, cercando di rinculare nella via fatta all'andata, ma Richard si rifiutava di andarsene a mani vuote, voleva cercare di capire dove diavolo si fossero spariti i due fuggitivi.
Ishmael lanciò una nube di nebbia per offuscare la galleria prinipale da cui arrivavano i rinforzi, mentre Gelrish cercò di tenere la posizione.
Le sue tonanti magie fecero persino crollare uno dei passaggi, mentre anche Lyandria, realizzando che non si stavano ritirando, tornò a dar man forte asserragliandosi in quella porzione di terreno, sfruttando le strette gallerie per difendersi in pochi contro molti.

Richard trovò delle scale scavate nella roccia che salivano fino al fortilizio, e individuò la tenda di comando dove si era rifugiata la sacerdotessa.
Sfruttando il suo cappello del cammuffamento, ne approfittò per depistare e diffondere false notizie sullo scontro al livello sottostante, cercando di trovare studiare la situazione e capire come agire, ma vide poi la donna e il tizio incappucciato uscire e tramite uno strano rituale farsi vapore e disperdersi rapidamente nel vento.
Penetrò allora nella tenda cercando di arraffare tutto ciò che poteva essere un indizio per poi tornare nelle gallerie, da cui provenivano inquietanti e sordi rimbombi di esplosioni che squassavano il terreno. I suoi compagni stavano ancora combattendo.
Ritrovandosi alla fine i quattro incursori riuscirono a rinculare fino alla spiaggia dove capovolgendo una scialuppa e usandola come scudo di allontanarono, lasciando dietro di loro una scia di sangue, polvere e cenere...
Non avevano alcun prigioniero utile, ma qualche informazione era stata colta, e Richard aveva arraffato una manciata di scartoffie che forse valeva la pena esaminare.

lunedì 22 maggio 2023

RETURN OF THE STORM MAIDEN (8)

CAPITOLO 8 - TOPI E CATENE

"Le promesse sono come i fiori: si donano facilmente, ma raramente si mantengono" (Re Rault il Saggio)

Era una notte buia su Rogarsheim, con un misero spicchio di Selune che di tanto in tanto faceva capolino tra nubi velate e compatte, nell'inutile tentativo di illuminare le vie fangose e le semplici case di legno e pietra.
Un rumore destò i quattro avventurieri nel loro alloggio forzato.
Dalla porta fece capolino Siberrin, mentre alle sue spalle si notava una guardia svenuta.
Sto facendo una cazzata, ma preferisco liberarvi subito, non abbiamo tempo da perdere dietro alle decisioni di mio zio... seguitemi!
Nel silenzio della notte, la ragazza condusse i prigionieri per il palazzo, lungo alcune stanze attigue, fino ad uno studio dove azionò un passaggio segreto nascosto in una libreria, che rivelò una angusta scala di pietra a chiocciola che scendeva nel buio.
Scesero fino a che l'aria divento più fetida e umida, sbucando in una stanzetta murata dove un altra porta nascosta immetteva nel limitato impianto fognario cittadino.
Siberrin raccomandò di prestare attenzione, perchè quel posto era abitato da una banda poco raccomandabile, e probabilmente per guadagnare il tunnel che sbucava ai moli avrebbero dovuto trattare per passare.
Lyandria sfruttò le sue capacità per diventare invisibile e andare in avanscoperta, segnalando lo sviluppo delle gallerie e eventuali pericoli.

Come previsto da Siberrin, vicino alla zona che immetteva verso il porto trovarono parecchie sentinelle ed un vero e proprio insediamento di banditi dall'aria pezzente e trasandata, e la cosa peggiore era che alcuni di loro erano orrendi ibridi uomo-topo. Topi Mannari. Molti nascosti e in agguato negli androni bui e nelle arcate di rinforzo delle gallerie fognarie, evidentemente allarmati dall'avanzare dei cinque visitatori.
Cercarono di evitare lo scontro con quelle creature ma non c'era alcun passaggio libero dalla loro presenza, quindi decisero di presentarsi apertamente.
Vennero circondati da individui curiosi e bramosi, timorosi ma al tempo stesso minacciosi, fino a che giungendo da una sala attigua non giunse il capo: Rasimer Grikon.
Il subdolo essere sembrava fiutare l'aria e le intenzioni, capendo che dovevano avere dei bisogni davvero speciali per non attraversare la città in superficie ma usando quei tunnel, e capì anche la destinazione che cercavano di raggiungere.
Rasimer sembrava più interessato a sfruttare le loro apparenti capacità più che ad un dazio in monete o tesori, e propose ai cinque di indagare sulle sparizioni di alcuni loro membri in una zona delle fogne e di scoprire di che pericolo si trattava.
Una scorta condusse gli avventurieri vicino alla zona dove si erano verificati gli eventi più misteriosi, restando in attesa di sviluppi.

Con cautela esplorarono i tunnel circostanti in cerca di indizi, fino a che il pianto di una donna li attirò presso una stanza semi allagata.
Una madre piangeva, china verso l'acqua, cercando e chiamando il nome di due figli in modo straziante...
Quando si avvicinarono disse loro che erano caduti da giorni nella rete fognaria ma era sicura di averli sentiti piangere.
Pur essendo improbabile, se non impossibile, che ci fossero speranze per i piccoli, Ishamel e compagni si guardarono attorno quando effettivamente, sott'acqua, in quel liquido torbido, nonstante il buio notarono due sagome in avvicinamento.
Quel che accadde dopo fece gelare il sangue delle vene anche a chi mi raccontò in seguito questa storia, due bambini di neanche un anno, due neonati dai lineamenti distorti e malvagi, la pelle grigio/verde, e lo sguardo terribile emersero fluttuando dall'acqua.
Il loro pianto era in grado di dilaniare la mente, i loro lamenti di piegare i cuori, e avevano strani poteri come quelli esibiti da certi warlock
Era dura alzare un'arma contro ciò che poteva sembrare solo un infante, era ancora più dura farlo davanti all'attonita madre, ma quegli abomini andavano abbattuti e per fortuna nonostante i loro poteri, il fragile guscio umano che li conteneva era davvero ancora troppo debole e furono uccisi.
Ishmael prese alcuni campioni, nonstante una furiosa Lyandria.
In alcune zone della pelle si notavano minuscole polveri di cristallo verdognolo.
La madre era talmente scossa che forse neppure aveva realizzato che fossero loro i suoi due gemelli.
Raccontò che il suo compagno aveva voluto farli benedire ad Hammestaad, da una sorta di santone del Culto del Vortice, tale uditore Yavhedren, e che da allora erano sempre più strani...

Rasimer Grikon fu soddisfatto della pronta risoluzione dei cinque fuggitivi, e li condusse ad un passaggio che portava fino ad alcune gallerie naturali scavate dalle correnti e sfociavano vicino ai moli.
Presero accordi col topo per eventuali futuri scambi di informazioni, poi emersero per raggiungere il Nasello Spiaggiato.
Trovarono ad attenderli li vicino Garrdo il Furente, primo ufficiale di Siberrin che li avvertì che per la notte le catene che bloccavano l'uscita dalla baia erano state chiuse. L'uomo, anch'egli devoto al Vecchio Nuban, consegnò anche un anello a Lyandria.

La grossa catena era governata da una piccola roccaforte con spesse mura di robusta pietra squadrata. Un assalto diretto alla guarnigione sarebbe stato sanguinoso e rischioso, così Richard e compagni elaborarono un piano: il Nasello si sarebbe messo in movimento mentre Siberrin avrebbe fatto valere la sua autorità entrando e facendo calare la catena, e loro per sicurezza avrebbero cercato di distruggere il supporto a cui era ancorata.
Il silenzio della notte fu rotto dal pesante sferragliare della catena che annunciò che Siberrin era riuscita a raggirare le guardie, e subito dopo dallo scricchiolio legnoso del vascello di Ploppa che guadagnava velocità.
Quando se ne accorsero, dalla torre dell'argano iniziarono a tentare di rialzare la catena ma grazie a coordinazione e ai giusti incantesimi, il Nasello sfilò via dalla baia.
Liberi, ma con quale meta?


domenica 21 maggio 2023

RETURN OF THE STORM MAIDEN (7)

CAPITOLO 7 - AMICI, NEMICI O OSPITI?

"I grandi uomini hanno grandi difetti" (Kelysius de Vag)

Una volte pronte, la Valkinaar e la Nasello Spiaggiato ripartirono con cautela verso Rogarsheim, la capitale delle Norland.
La maga di bordo di Siberrin invece fu inviata a Gundarlun, come ambasciatrice, per scagionare Siberrin, cercare di placare gli animi e fermare eventuali conflitti
In due giorni e mezzo, con venti favorevoli, oltrepassarono le insenature e gli stretti tra Norland e isole Norheim, entrando nel Mare delle Moonshae.
Durante il viaggio un gabbiano messaggero, probabilmente al servizio dello sciamano Occhio Verde di Re Olgrave, giunse con alcuni suggerimenti per rallentare l'organizzazione di Ruathym e creargli problemi interni da risolvere: rubare una reliquia dei Giganti del Gelo per farli scatenare sulla città.
Ma i nostri eroi erano al momento presi da altre faccende e in vista di Rogarsheim, sulla costa orientale della grande isola Norland.

C'erano insolitamente poche navi e poca milizia in vista.

A dominare la città, sulla sommità di un colle, una fortezza austera e senza fronzoli, che guardava verso la baia e il porto.
In attesa della convocazione da Re Rault il Saggio, l'equipaggio trovò una locanda decente dove attendere: La Sirena Azzoppata.
Mentre discutevano delle loro prossime mosse una graziosa halfing strimpellava un piccolo banjio cantando una canzone su cataclismi, ondate anomale, terremoti e altre disgrazie. Questo fece riflettere chi aveva prestato ascolto: allora non era un'impressione o dicerie esagerate, stava davvero succedendo qualcosa in quei mari se anche in isole diverse si erano avvertiti certi fenomeni?
Siberrin entrò nella locanda strappandoli dalle loro riflessioni, piuttosto paonazza e alterata: suo zio aveva rifiutato l'udienza immediata perchè era impegnato in un'altra discussione.
Raggruppò Lyandria e compagni e li condusse ugualmente a palazzo, in barba all'etichetta.
Sulla via lastricata davanti al palazzo, notarono una donna dalla faccia affilata e dallo sguardo duro che stava lasciando la dimora.
Un simbolo sacro di Umberlee dondolava fuori dalla giubba di cuoio arso dalla salsedine, attirando lo sguardo di disapprovazione di Gelrish.
Quell'emissaria che evidentemente aveva appena incontrato Re Rault attirò subito dei sospetti e Richard ebbe l'idea di farla seguire, prima dal suo falco, poi da uno squalo legato magicamente a lui per vedere dove faceva rotta.

Re Rault il Saggio accolse la nipote e i suoi ospiti di buon umore e con una bella notizia: aveva trovato una sposa e finalmente avrebbe potuto cercare nuovamente di avere un erede maschio.
La sacerdotessa era una emissaria di Verania, e gli aveva proposto le nozze con la giovane condottiera di Ruathym per creare una salda alleanza.
Inoltre spiegò che era aveva organizzato una flotta che era partita da poco per congiungersi con quella di Ruathym visto che Vok Dorrg aveva riferito che a Gundarlun il Re aveva mandato a chiamare tutte flotte dei villaggi, aveva schierato molte forze navali e si diceva che era pronto a muover guerra.
Un elemento che saltò improvvisamente nei pensieri degli avventurieri, ripensando alle parole usate dal Re su "Olgrave che aveva dato ordine di radunare la flotta" fu che una notizia del genere non poteva esser nota, se non a chi fosse stato presente al Consiglio di Guerra. 
Nel consiglio di Gundbarg c'era dunque una spia che riferiva a Ruathym?
Il disappunto di Siberrin era evidente, come anche quello dei nostri eroi, che in maniera diplomatica e molto ragionata provarono a spiegare le loro teorie su quanto stava accadendo, arrivando anche a suggerire altre possibili nozze e allanze, come l'acuto figlio di Re Olgrave, Otegard, con sua nipote Siberrin.
Il Re ascoltò e discusse con calma ma restando sempre piuttosto imperscrutabile, e disse che avrebbe dovuto riflettere bene su tutte le informazioni avute, invitando i quattro ospiti a pernottare li a palazzo in attesa di decisioni.

Vennero condotti in una ampia stanza, pulita ma spartana, circondati dalle fredde e grigie pietre del palazzo del Re. 
Quando la pesante e robusta porta si chiuse alle loro spalle, capirono che l'ospitalità era piuttosto forzata, e che non avrebbero potuto uscire fino a che il Re non avesse preso decisioni.
Decisioni che non erano per nulla scontate, e non necessariamente favorevoli.
Più che ospiti erano temporaneamente prigionieri.

sabato 20 maggio 2023

RETURN OF THE STORM MAIDEN (6)

CAPITOLO 6 - NELLA BASE DI SIBERRIN LA FIERA

"Se un uomo cerca di cambiare il mondo, dovrebbe prima capirlo" (Verità del Saggio Jamal 13.7)

Il Nasello Spiaggiato ormeggiò presso uno stretto pontile quasi invisibile in una gola rocciosa che ospitava un complesso scavato e nascosto nella roccia.

Ad accoglierli facce dure, scavate dalla vita in mare e temprate dal clima del Mare Senza Tracce.
Vennero ospitati in una sala comune, dove altri nordici bevevano e gozzovigliavano, fino a quando un ritmato suono di stivali nel pontile esterno annunciò il passo sicuro di Siberrin in arrivo.
Richard e compagni erano abbastanza diffidenti: come aveva fatto a liberarsi dell'inseguitrice? Era stata una messa in scena per guadagnare la loro fiducia o dissimulare qualche inganno?

Vennero condotti in un salone scavato nella roccia, una sorta di sala del trono, e fecero finalmente conoscenza con la donna delle Norland esponendo i fatti e chiedendo conto di quanto era accaduto.
Siberrin confermò i suoi desideri di mettersi in luce e conquistare fama e gloria per convincere suo zio Rault, Re delle Norland, di meritare la successione e meritare il suo posto nell'arretrata società e tradizione nordica nonostante fosse una donna, ma negò le accuse dicendo che il giorno di Gran Raccolto era ancora sulla via del ritorno da una spedizione alle Nelanther, le temibili isole dei Pirati a sud delle Moonshae.
In effetti per quanto il vessillo fosse uguale, la polena della sua nave, la Valkinnar, era diversa da quanto descritto dai testimoni e chiunque poteva esibire un falso vessillo.

Siberrin parlò loro di Verania, una condottiera di Ruathym animata da intenti simili, che le aveva proposto una alleanza che lei aveva rifiutato.
Forse c'era lei dietro tutto ciò?

Gelrish nel frattempo, ferito in precedenza da uno di quegli orrendi morti affogati, mostrava i sintomi di una strana malattia e venne curato dalla Sacerdotessa personale di Siberrin.

La bella nordica propose loro di accompagnarla da Rault, nelle Norland, dove avrebbero potuto smerciare quanto originariamente previsto per Ruathym, e parlargli dei misteriosi venti di guerra in atto.
Riguardo all'inseguimento di poco prima spiegò anche una cosa interessante: sembrava che all'alba, mentre il sole faceva capolino tra le nuvole grigie e minacciose, la Black Storm avesse perso lentamente consistenza, fino a sparire.
Non era certa ci fosse un nesso ma se volevano partire dal covo suggerì di sfruttare la luce, nel caso quella dannata nave spettrale fosse stata ancora nei paraggi.

Entrambi gli equipaggi riposarono in quella base, al sicuro, per riprendersi dal lungo e stremante inseguimento e per curare le ferite.
Fu una notte, in un modo o nell'altro, agitata un po' per tutti.
Gelrish alle prese con la guarigione da quel morbo blu.
Ishmael ebbe modo di approfondire la "conoscenza" della maga direttamente nella sua stanza, mentre Lyandria ebbe strani incubi sul Grande Nuban lo Scavato
L'entità oceanica che gli aveva conferito i poteri finora, il grande zaratan ancestrale, pareva soffrire e faticare a comunicare con lei e in quegli strani sogni lei scorgeva richieste d'aiuto ma anche velate minacce all'intero Mare delle Spade e forse anche oltre.
Richard studìò il vascello di Siberrin, per carpire qualche segreto e magari migliorare il Nasello.
In tutto ciò, il vascello fantasma non si fece vivo.



martedì 16 maggio 2023

RETURN OF THE STORM MAIDEN (5)

CAPITOLO 5 - CHI CERCA... VIEN TROVATO

"Il coraggio è la virtù del morto" (Oste Velam Walid della Dragon Turtle Inn)

La prua saltava sulle onde lunghe del Mare Senza Tracce, il vento gonfiava le vele, e alle loro spalle la sagoma dell'Isola di Gundarlun era ormai scomparsa.
Avevano molti dubbi sul farsi coinvolgere in una guerra, ma la faccia sconsolata di Alina, che aveva perso suo padre, Capitan Frustaventi, li spingeva a voler capire almeno in che razza di guaio stesse per finire l'intero Mare delle Spade.

Dopo alcuni giorni di viaggio verso Sud, i venti calarono e incapparono in un banco di nebbie basse e umide.
Una sagoma immobile si stagliava nelle acque improvvisamente calme.
Era una grossa imbarcazione, ferma, in balia delle correnti.
Avvicinandosi notarono che era una nave da pesca, con due grosse gru di legno ai lati e un lancia arpioni. Una baleniera.
Fu il nome a colpirli: La Rete Piena.
Una delle navi scomparse secondo i racconti di Jarl Eriknal L'Avveduto.
Si avvicinarono ancora.
Nessun movimento.
Nessuna persona sul ponte.
La nave Sembrava tutta deserta. Una delle ancore calata in mare.
Stava per far buio, e la giornata pareva finire prima del previsto in quella nebbiolina scura, mentre altre nubi si addensavano opprimenti.
Calarono una scialuppa. A bordo Lyandria, Ishmael, Gelrish e Richard.

Raggiunsero il ponte in una atmosfera surreale e in un silenzio rotto soltanto dagli scricchiolii del fasciame e da qualche cavo penzolante.
Anche se non c'era alcuna presenza, trovarono tracce di colluttazioni e qualche macchia di sangue e trascinamento, ma nessun corpo.
Gelrish e Ishmael restarono di guardia sul ponte mentre gli altri due davano un occhiata anche sotto coperta.
Qualche danneggiamento, altri segni, ma anche qui nessun superstite, nessun corpo, ed era tremendamente inquietante provare a pensare a cosa fosse successo e perchè non ci fosse nessuno.
Giunsero in un ultimo stanzino sul livello più basso, ingombrato da ciarpame e materiali stipati disperatamente e scoprirono una figura nascosta e terrorizzata.
Un uomo di mezza età, un marinaio della nave, li guardava con sguardo vuoto mentre lo tempestavano di domande.
Poi capirono che era sordo.
L'uomo descrisse qualcosa simile ad un assalto, e un uomo che con una sorta di canto creò il caos. Forse si era salvato proprio perchè lui non lo poteva sentire? Purtroppo il fatto che si fosse nascosto li, escludeva che potesse sapere poi cosa fosse successo in seguito e dove fossero tutti gli altri.
Sul ponte intanto udirono degli scricchiolii dalle fiancate, accorgendosi che qualcuno si stava arrampicando, fino alle murate, mentre altre figure più lente risalivano dalla catena dell'ancora.
Cercarono subito di urlare e avvisare Lyandria e Richard che erano all'interno, ma anche loro erano stati sorpresi: da una fiancata danneggiata erano entrate alcune creature mai viste prima.
Una volta forse erano stati uomini, ma ora sfoggiavano orrende mutazioni acquatiche, come accenni di branchie, squame, pelle strana e bitorzoluta, occhi simili ai sahuagin e gambe o braccia con propaggini tentacolari.
Dietro di loro incedevano cadaveri di pirati o marinai affogati, orrendamente gonfi e goffi. Troppo morti per essere vivi, ma in grado invece di muoversi e attaccare.
I due nella stiva, insieme al sordo, si difesero rinculando verso il ponte, mentre anche sopra la battaglia era scoppiata, con Gelrish e Ishmael aiutati anche dai tiratori sul Nasello Spiaggiato.

In questo caos, la cosa peggiore era che soltanto ora notavano una nave che li stava puntando.
La polena rinforzata era sagomata come una sirena incazzata e sull'albero maestro ondeggiava un simbolo di un tridente che spara fulmini.
A caratteri in stile nordico, mezzi sbiaditi, si riusciva a leggere il nome del vascello: Valkinaar
Era Siberrin??

Con un sospiro di sollievo le salve di dardi delle balestre della Valkinaar erano dirette alle progenie abissali e agli affogati, insieme ad alcune magie che fecero capire che Siberrin non nutriva le stesse superstizioni e restrizioni mentali su maghi e incantesimi arcani degli altri northlander, e si era furbamente dotata di una Maga di Bordo.
Non ci fu il tempo di grandi presentazioni però, perchè non fecero neppure in tempo a respingere quella ripugnante orda e risalire sul Nasello che il tempo peggiorò rapidamente, e dal crepuscolo morente parve materializzarsi tra luci verdognole e fulmini un galeone malridotto, con le vele spezzate, ma sorprendentemente rapido e stabile.


Che gli Dei del mare li proteggessero tutti quanti, era proprio la Black Storm, la nave di Hergatha la Vergine della Tempesta, la due volte benedetta, la terribile condottiera rediviva?
Era stata una trappola? Siberrin li aveva tratti tra due fuochi?
Le manovre della Valkinaar fugarono questi dubbi, anche Siberrin stava fuggendo
Seguiteci! urlarono dalla Valkinaar... E Ploppa, seppur affascinato dalla visione, visto che era un suo sogno aver una nave fantasma tutta sua un giorno per poter sparire e non pagare le tasse di ormeggio e non rischiare di affondarla, non se lo fece dire due volte.
Rischiando di sovraccaricare vele e strutture, nonostante la notte ormai calasse e la tempesta infuriasse, le due navi fuggitive cercavano di non perdere velocità e seminare disperatamente la misteriosa figura.
Pareva che la Valkinaar avesse in mente una rotta precisa, forse un qualche rifugio in qualche isolotto così piccolo e sconosciuto da non figurare sulle carte nautiche.
Entrambi gli equipaggi furono costretti a manovre eroiche, lottando contro l'equilibrio precario mentre cercavano di manovrare e ruotare le vele nei tempi perfetti.
Nonostante questo, l'inesorabile nave fantasma non mollava la presa, e a quel punto la Valkinaar deviò completamente rotta dividendosi dal Nasello e segnalandogli di proseguire senza deviazioni.
Dopo qualche attimo di indecisione, la Black Storm virò per seguire la nave di Siberrin.

Mancava ancora qualche ora all'alba, e ogni muscolo stremato reclamava riposo, quando finalmente videro un piccolo isolotto con un approdo nascosto.
Che si trattasse del rifugio dove voleva condurli Siberrin?
Era sano fidarsi?
Ma qual era in caso contrario l'alternativa in quello spazio di mare?
Ormeggiarono, guardinghi ma grati di poter toccare di nuovo terra.



lunedì 15 maggio 2023

RETURN OF THE STORM MAIDEN (4)

CAPITOLO 4 - IL SECONDO CONSIGLIO DI GUERRA

"Lo stolto colpisce. Il saggio sorride, osserva e impara. Poi colpisce." (Sciamano Ainolf Occhio Verde)

Decine di pennoni, alberi, vele di varie fogge e colori accolsero il ritorno del Nasello Spiaggiato.
La flotta di Gundarlun si stava radunando.
Era un pomeriggio con un sole già stanco di scaldare, e il vento già bramoso di mordere alle spalle.
Nel suo angoletto tra le botti, il Predicatore aveva interpretato un altro lancio di ossicini:
"Ali bianche sulle isole"
"un cerchio di scudi, che ruota, ruota.. poi diventa un gorgo che inghiotte una tartaruga"
"Una spada di selce spezzata"
"Un matrimonio tra un vecchio e una ragazza"
"occhi pieni di pazzia che mi guardano ovunque"
"un tiro mancino"

Per i nove inferi, chissà che voleva dire quel vecchio matto? Ma come faceva a sapere del Cerchio di Scudi? Loro erano appena arrivati e nessuno l'aveva ancora raccontato.
E la tartaruga? Sarebbe successo qualcosa di brutto a Ploppa? o al vecchio Nuban?

Mentre Ploppa e gli altri restavano a riassestare la nave, i quattro uccisori di orchi raggiunsero in fretta il Palazzo delle Udienze per riferire l'esito e trovarono il Consiglio già riunito.
Oltre a tutti i soliti volti noti era presente anche una donna dall'aspetto estremamente strano ed esotico, avendo chiaramente in se i geni degli elementali dell'aria: la sacerdotessa Shid'anian
Entrando nella sala sentirono la voce decisa di Mikkan che spronava ancora una volta alla guerra aperta, mentre altri predicavano cautela e maggiori elementi per capire la situazione.
Il dibattito durò parecchio e anche gli avventurieri provarono a dare i loro pareri e a convincere il Re a vederci più chiaro.
In effetti, a Ruathym, Vok Dorrg  per quanto li avesse liquidati in fretta, adirato per le accuse, era parso inconsapevole degli attacchi.
E poi il nome della Storm Maiden, sventolato come monito e come spauracchio...
Era necessario capire le reali intenzioni delle fazioni coinvolte, per non cadere in qualche trappola, ed era necessario trovare Siberrin e sentire cosa aveva da dire circa la sua presenza in quella nefasta notte.

Alla fine venne deliberato di preparare ulteriormente la flotta, tenendosi pronti ad agire, ma vennero disposte una serie di imbarcazioni che avrebbero battuto le zone circostanti in cerca di indizi e posizionamenti di navi nemiche, e soprattutto per individuare la nave di Siberrin

Anche il Nasello, in quanto imbarcazione neutrale e più facilmente infiltrabile, venne ingaggiata per questa missione, sfruttando un suo viaggio commerciale per smerciare un carico verso Ruathym.

Uscendo dal Palazzo però Richard venne avvisato per sicurezza di non passare la notte alla Dragon Turtle, perchè qualche losco figuro aveva chiesto di lui.
Mentre il mercante si dirigeva ai moli, per passare la notte sulla nave, fece anche la conoscenza di uno strano tipo orrendamente ustionato e senza una gamba, già visto altre volte lavorare da quelle parti. Il poveretto era stato ripescato tempo fa, e sembrava più smemorato che tonto.
Notò anche una figura nell'ombra che aveva appeso in una bacheca, vicino ad annunci di ricerca e offerta di lavori vari, uno strano messaggio.

I compagni di Richard intanto cercarono un'altra locanda per bisbocciare, accorgendosi però di esser spiati.
Con una manovra a tenaglia agguantarono il ragazzino che li teneva d'occhio che ammise alla fine di cercare Richard, su ordine di qualcuno.
Qualcos'altro però preoccupava Ishmael: nella stessa locanda Ishmael notò uno dei Cacciatori di Streghe a cui avevano dato un passaggio che chiedeva informazioni su una donna che aveva avuto un bambino, e temendo il peggio convinse gli altri a trovarla e portarla in salvo prima di loro.
Il gruppo riuscì in effetti a trovare la donna, e sia lei che il bambino sembravano normali, ma per sicurezza li convinsero a imbarcarsi sul Nasello e rifarsi una vita altrove.
Una sottile pioggerella malinconica salutava questa ennesima nottata, più fredda del previsto, e annunciava che da queste parti il mese di Marphenot era simile all'inverno da altre parti.
Era nuovamente tempo di salpare.
Stranamente il mattino successivo, nessuno si accorse che il piccolo vecchio predicatore non era ancora al suo posto.

domenica 14 maggio 2023

RETURN OF THE STORM MAIDEN (3)

CAPITOLO 3 - CHIAMATA ALLE ARMI


"Il viaggio porta saggezza solo ai saggi. Rende gli ignoranti più ignoranti che mai" (perle di ubriachezza di Murray)

Non era neppure quasi l'alba quando l'equipaggio raggiunse i moli per il suo nuovo compito.
Avevano portato con se Victarine, la figlia del Re, per rendere più autorevoli le loro richieste agli Jarl, e per farla impratichire con la vita politica, anche se la scalmanata ragazza nordica sembrava più dedita alle risse, al bere e al turpiloquio, tenendo testa perfino a Murray.

L'attività era già fremente al porto, pescatori di ritorno si mischiavano a miliziani pronti alla mobilitazione e ai mercanti sbraitanti.
In un angolo il predicatore leggeva gli ossicini a qualche Nordico superstizioso, mentre un sacerdote di Beshaba, tal Nefius Gostafest, spillava qualche moneta per tenere lontana la malasorte.

Il viaggio, mantenendosi sempre a vista della costa, fu tutto sommato breve e prima della fine del giorno il Nasello approdò nel piccolo villaggio di Raushind.
Un borgo dedito perlopiù alla pesca, guidato da Jarl Eriknal l'Avveduto.
Si trattava del villaggio più ad ovest di tutta la costa sud di Gundarlun, l'unico altro insediamento proseguendo e doppiando il capo ovest dell'isola era Berranzo, ex colonia mineraria del Calimshan, da tempo abbandonata a causa di misteriosi e tragici eventi.
Lo Jarl tenne fede al suo nomignolo ricevendo gli improbabili ambasciatori, e fu subito disponibile a mandare la sua parte a rinforzare la flotta.
Si lamentò degli strani fenomeni che da tempo ormai flagellavano il Mare Senza Tracce e raccontò loro di alcuni pescherecci scomparsi, pregandoli in cambio di fargli avere notizie se ne avessero saputo qualcosa.

Il secondo villaggio era Sigdale, e fu raggiunto il mattino dopo.
La delegazione di Gundbarg fu ricevuta da Jarl Heivost Gunnarson il Temuto.
L'arcigno governante non aveva intenzione di lasciare sguarnite le sue forze per correre al capezzale de Re, e alla fine, con un lavoro diplomatico, tutto quello che ottennero fu di decidere "alla vecchia maniera", nel Cerchio di Scudi.
Le usanze nordiche a volte erano estremamente semplici e lineari nella loro logicità, e per dirimere controversie o decidere tra due proposte a volte veniva organizzata una sfida tra i rappresentanti delle due fazioni, che si sfidavano all'interno di un'area delimitata dagli scudi tenuti in cerchio da tutti gli altri.
Le regole erano semplicissime: chi vinceva aveva ragione.
C'era solo un'altra regola: ognuno poteva scegliere solo un'arma, ma l'arma sarebbe poi stata sorteggiata quindi poteva capitargli la propria o quelle scelta dall'avversario. Questo in passato aveva dato il via a particolari strategie sperando che l'avversario si trovasse tra le mani un arnese che non sapesse usare o fosse troppo pesante per lui.
Per chi era contrario a mandare navi in aiuto, il Temuto nominò come suo campione tal "Fiorellino", un barbaro colossale coperto di pellicce.
Per sostenere la richiesta del Re, si offrì di combattere Ishmael.

Quando il giudice della gara vuotò i sacchi delle armi scelte, ci fu un mormorio di stupore tra la folla.
Ishmael aveva scelto nulla. Forse nella speranza di far combattere a mani nude il gigantesco omone.
Anche l'altro però, evidentemente poco preoccupato, aveva scelto come arma nessun'arma
Invece di un duello si sarebbe assistito ad una zuffa.

E i due se le suonarono davvero dure, con tanto di colpi proibiti e trucchetti di ogni tipo, ma se all'inizio sembrava che Fiorellino fosse in vantaggio, fu lui a cadere sconfitto, tra lo stupore di tutto il villaggio.
Gunnarson il Temuto tenne fede alla sua parola, rispettando l'esito di quell'antica tradizione, e concesse di mandare rinforzi a Gundbarg.

Nel terzo insediamento, Burshstead, parlarono con Jarl Molden Hraknig il Corvo, un vecchio governante temprato dalla dura vita dell'isola.
Il Corvo sarebbe anche stato favorevole ad accettare la chiamata alle armi di Re Olgrave, ma era restìo a lasciare il villaggio troppo sguarnito in quel periodo, visto che erano in aumento gli avvistamenti di orchi nella foresta adiacente e c'erano già state parecchie razzie nei sobborghi.
Lo Jarl propose che se gli avessero portato la testa del capoclan Orco Grigio, disperdendo le forze, allora avrebbe inviato una parte dei suoi combattenti in risposta al Re.
Con spirito collaborativo, il gruppo si offrì di sondare le forze degli Orchi e vedere di risolvere il problema.
Seguirono un torrente verso l'interno dell'Isola, trovando alcuni capanni di pescatori deserti e distrutti. Le tracce indicavano chiaramente le avvenute razzie orchesche, e portavano dentro la foresta.
Il gruppo evitò per quanto possibile gruppi di sentinelle o cacciatori e anche i piccoli accampamenti fino a scoprire su una collinetta l'accampamento fortificato di Orco Grigio.
Le mura, se così si potevano chiamare, erano un rozzo accumulo di trochi tagliati e appuntiti, con qualche svettante torretta d'avvistamento e più di un focolare acceso all'interno.
Non era pensabile passare dall'ingresso, ma gli altri versanti della collina erano piuttosto ripidi e scoscesi.
Dopo aver usato il suo falco ammaestrato per una piccola ricognizione, Richard insieme a Lyandria, Ishmael e Gelrish decisero di tentare da uno dei lati impervi e meno sorvegliati per poi sfruttare la non irresistibile palizzata.
L'incursione inizialmente riuscì, fino quando Lyandria, per evitare una sentinella di passaggio si infilò alla cieca in una tenda per nascondersi, andandosi a schiantare sull'enorme bitorzoluto panzone di un Ogre.
Quello che successe dopo fu il più puro massacro.
Ogni segretezza venne meno e fu solo lotta per sopravvivere.
Per fortuna i nostri eroi si trovavano rialzati nella zona in cui sorgeva la costruzione principale del fortilizio, e seppur in inferiorità numerica potevano tenere a bada gli accorrenti rinforzi.
Anche Orco Grigio si buttò nella mischia, menando poderosi fendenti con un falcione che pareva esser più adatto per abbattere alberi o tagliare gigantesche bistecche di drago che per esser maneggiato in duello.
Detonarono globi di fuogo e fulmine, che per poco non presero Ishmael tra due fuochi, e il torrione, scricchiolante e fumante si abbattè infine sul povero Gelrish quasi in contemporanea con la caduta di Orco Grigio.
Lyandria nella foga gli aveva fatto esplodere la testa, con buona pace delle prove da portare allo Jarl.
Le forze orchesche restanti, vedendo cadere il condottiero e vedendo all'opera forze magiche a loro sconosciute, erano in rotta.
Ammaccati ma vivi, gli avventurieri tornarono al villaggio, non prima di aver esaminato l'accampamento e scoperto alcuni strani indizi. Forse avevano ricevuto dei doni per tenersi lontani dalla valle confinante (quella del Temuto) e dar noie a Burshstead?
Grazie a questa impresa comunque, ottennero i rinforzi del terzo Jarl e il Nasello Spiaggiato veleggiò nuovamente verso la Capitale, non senza un ultimo piccolo favore: dare un passaggio ad un gruppetto di cacciatori, anch'essi diretti la.
Durante il viaggio però i membri della ciurma scoprirono che quei pericolosi individui non cacciavano cervi, orsi o alci, ma erano un gruppo definito "Cacciatori di Streghe" che dava la caccia a chi manifestava segni di magia arcana incontrollata o di origine sospetta.
Mostrarono a Ishmael addirittura un mostruoso feto dall'aspetto aberrante che a loro dire avevano dovuto sconfiggere prima che diventasse chissà cosa.
Ishmael non prese bene la cosa, e mise in guardia anche i compagni... ma la città era ormai vicina e una volta scesi, speravano di non aver più a che fare con loro...