CAPITOLO 6 - NELLA BASE DI SIBERRIN LA FIERA
"Se un uomo cerca di cambiare il mondo, dovrebbe prima capirlo" (Verità del Saggio Jamal 13.7)
Il Nasello Spiaggiato ormeggiò presso uno stretto pontile quasi invisibile in una gola rocciosa che ospitava un complesso scavato e nascosto nella roccia.
Ad accoglierli facce dure, scavate dalla vita in mare e temprate dal clima del Mare Senza Tracce.
Vennero ospitati in una sala comune, dove altri nordici bevevano e gozzovigliavano, fino a quando un ritmato suono di stivali nel pontile esterno annunciò il passo sicuro di Siberrin in arrivo.
Richard e compagni erano abbastanza diffidenti: come aveva fatto a liberarsi dell'inseguitrice? Era stata una messa in scena per guadagnare la loro fiducia o dissimulare qualche inganno?
Vennero condotti in un salone scavato nella roccia, una sorta di sala del trono, e fecero finalmente conoscenza con la donna delle Norland esponendo i fatti e chiedendo conto di quanto era accaduto.
Siberrin confermò i suoi desideri di mettersi in luce e conquistare fama e gloria per convincere suo zio Rault, Re delle Norland, di meritare la successione e meritare il suo posto nell'arretrata società e tradizione nordica nonostante fosse una donna, ma negò le accuse dicendo che il giorno di Gran Raccolto era ancora sulla via del ritorno da una spedizione alle Nelanther, le temibili isole dei Pirati a sud delle Moonshae.
In effetti per quanto il vessillo fosse uguale, la polena della sua nave, la Valkinnar, era diversa da quanto descritto dai testimoni e chiunque poteva esibire un falso vessillo.
Siberrin parlò loro di Verania, una condottiera di Ruathym animata da intenti simili, che le aveva proposto una alleanza che lei aveva rifiutato.
Forse c'era lei dietro tutto ciò?
Gelrish nel frattempo, ferito in precedenza da uno di quegli orrendi morti affogati, mostrava i sintomi di una strana malattia e venne curato dalla Sacerdotessa personale di Siberrin.
La bella nordica propose loro di accompagnarla da Rault, nelle Norland, dove avrebbero potuto smerciare quanto originariamente previsto per Ruathym, e parlargli dei misteriosi venti di guerra in atto.
Riguardo all'inseguimento di poco prima spiegò anche una cosa interessante: sembrava che all'alba, mentre il sole faceva capolino tra le nuvole grigie e minacciose, la Black Storm avesse perso lentamente consistenza, fino a sparire.
Non era certa ci fosse un nesso ma se volevano partire dal covo suggerì di sfruttare la luce, nel caso quella dannata nave spettrale fosse stata ancora nei paraggi.
Entrambi gli equipaggi riposarono in quella base, al sicuro, per riprendersi dal lungo e stremante inseguimento e per curare le ferite.
Fu una notte, in un modo o nell'altro, agitata un po' per tutti.
Gelrish alle prese con la guarigione da quel morbo blu.
Ishmael ebbe modo di approfondire la "conoscenza" della maga direttamente nella sua stanza, mentre Lyandria ebbe strani incubi sul Grande Nuban lo Scavato
L'entità oceanica che gli aveva conferito i poteri finora, il grande zaratan ancestrale, pareva soffrire e faticare a comunicare con lei e in quegli strani sogni lei scorgeva richieste d'aiuto ma anche velate minacce all'intero Mare delle Spade e forse anche oltre.
Richard studìò il vascello di Siberrin, per carpire qualche segreto e magari migliorare il Nasello.
In tutto ciò, il vascello fantasma non si fece vivo.
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