CAPITOLO 8 - TOPI E CATENE
"Le promesse sono come i fiori: si donano facilmente, ma raramente si mantengono" (Re Rault il Saggio)
Era una notte buia su Rogarsheim, con un misero spicchio di Selune che di tanto in tanto faceva capolino tra nubi velate e compatte, nell'inutile tentativo di illuminare le vie fangose e le semplici case di legno e pietra.
Un rumore destò i quattro avventurieri nel loro alloggio forzato.
Dalla porta fece capolino Siberrin, mentre alle sue spalle si notava una guardia svenuta.
Sto facendo una cazzata, ma preferisco liberarvi subito, non abbiamo tempo da perdere dietro alle decisioni di mio zio... seguitemi!
Nel silenzio della notte, la ragazza condusse i prigionieri per il palazzo, lungo alcune stanze attigue, fino ad uno studio dove azionò un passaggio segreto nascosto in una libreria, che rivelò una angusta scala di pietra a chiocciola che scendeva nel buio.
Un rumore destò i quattro avventurieri nel loro alloggio forzato.
Dalla porta fece capolino Siberrin, mentre alle sue spalle si notava una guardia svenuta.
Sto facendo una cazzata, ma preferisco liberarvi subito, non abbiamo tempo da perdere dietro alle decisioni di mio zio... seguitemi!
Nel silenzio della notte, la ragazza condusse i prigionieri per il palazzo, lungo alcune stanze attigue, fino ad uno studio dove azionò un passaggio segreto nascosto in una libreria, che rivelò una angusta scala di pietra a chiocciola che scendeva nel buio.
Scesero fino a che l'aria divento più fetida e umida, sbucando in una stanzetta murata dove un altra porta nascosta immetteva nel limitato impianto fognario cittadino.
Siberrin raccomandò di prestare attenzione, perchè quel posto era abitato da una banda poco raccomandabile, e probabilmente per guadagnare il tunnel che sbucava ai moli avrebbero dovuto trattare per passare.
Lyandria sfruttò le sue capacità per diventare invisibile e andare in avanscoperta, segnalando lo sviluppo delle gallerie e eventuali pericoli.
Siberrin raccomandò di prestare attenzione, perchè quel posto era abitato da una banda poco raccomandabile, e probabilmente per guadagnare il tunnel che sbucava ai moli avrebbero dovuto trattare per passare.
Lyandria sfruttò le sue capacità per diventare invisibile e andare in avanscoperta, segnalando lo sviluppo delle gallerie e eventuali pericoli.
Come previsto da Siberrin, vicino alla zona che immetteva verso il porto trovarono parecchie sentinelle ed un vero e proprio insediamento di banditi dall'aria pezzente e trasandata, e la cosa peggiore era che alcuni di loro erano orrendi ibridi uomo-topo. Topi Mannari. Molti nascosti e in agguato negli androni bui e nelle arcate di rinforzo delle gallerie fognarie, evidentemente allarmati dall'avanzare dei cinque visitatori.
Cercarono di evitare lo scontro con quelle creature ma non c'era alcun passaggio libero dalla loro presenza, quindi decisero di presentarsi apertamente.
Vennero circondati da individui curiosi e bramosi, timorosi ma al tempo stesso minacciosi, fino a che giungendo da una sala attigua non giunse il capo: Rasimer Grikon.
Il subdolo essere sembrava fiutare l'aria e le intenzioni, capendo che dovevano avere dei bisogni davvero speciali per non attraversare la città in superficie ma usando quei tunnel, e capì anche la destinazione che cercavano di raggiungere.
Rasimer sembrava più interessato a sfruttare le loro apparenti capacità più che ad un dazio in monete o tesori, e propose ai cinque di indagare sulle sparizioni di alcuni loro membri in una zona delle fogne e di scoprire di che pericolo si trattava.
Una scorta condusse gli avventurieri vicino alla zona dove si erano verificati gli eventi più misteriosi, restando in attesa di sviluppi.
Una scorta condusse gli avventurieri vicino alla zona dove si erano verificati gli eventi più misteriosi, restando in attesa di sviluppi.
Con cautela esplorarono i tunnel circostanti in cerca di indizi, fino a che il pianto di una donna li attirò presso una stanza semi allagata.
Una madre piangeva, china verso l'acqua, cercando e chiamando il nome di due figli in modo straziante...
Quando si avvicinarono disse loro che erano caduti da giorni nella rete fognaria ma era sicura di averli sentiti piangere.
Pur essendo improbabile, se non impossibile, che ci fossero speranze per i piccoli, Ishamel e compagni si guardarono attorno quando effettivamente, sott'acqua, in quel liquido torbido, nonstante il buio notarono due sagome in avvicinamento.
Quel che accadde dopo fece gelare il sangue delle vene anche a chi mi raccontò in seguito questa storia, due bambini di neanche un anno, due neonati dai lineamenti distorti e malvagi, la pelle grigio/verde, e lo sguardo terribile emersero fluttuando dall'acqua.
Il loro pianto era in grado di dilaniare la mente, i loro lamenti di piegare i cuori, e avevano strani poteri come quelli esibiti da certi warlock
Era dura alzare un'arma contro ciò che poteva sembrare solo un infante, era ancora più dura farlo davanti all'attonita madre, ma quegli abomini andavano abbattuti e per fortuna nonostante i loro poteri, il fragile guscio umano che li conteneva era davvero ancora troppo debole e furono uccisi.
Ishmael prese alcuni campioni, nonstante una furiosa Lyandria.
In alcune zone della pelle si notavano minuscole polveri di cristallo verdognolo.
La madre era talmente scossa che forse neppure aveva realizzato che fossero loro i suoi due gemelli.
Raccontò che il suo compagno aveva voluto farli benedire ad Hammestaad, da una sorta di santone del Culto del Vortice, tale uditore Yavhedren, e che da allora erano sempre più strani...
Ishmael prese alcuni campioni, nonstante una furiosa Lyandria.
In alcune zone della pelle si notavano minuscole polveri di cristallo verdognolo.
La madre era talmente scossa che forse neppure aveva realizzato che fossero loro i suoi due gemelli.
Raccontò che il suo compagno aveva voluto farli benedire ad Hammestaad, da una sorta di santone del Culto del Vortice, tale uditore Yavhedren, e che da allora erano sempre più strani...
Rasimer Grikon fu soddisfatto della pronta risoluzione dei cinque fuggitivi, e li condusse ad un passaggio che portava fino ad alcune gallerie naturali scavate dalle correnti e sfociavano vicino ai moli.
Presero accordi col topo per eventuali futuri scambi di informazioni, poi emersero per raggiungere il Nasello Spiaggiato.
Trovarono ad attenderli li vicino Garrdo il Furente, primo ufficiale di Siberrin che li avvertì che per la notte le catene che bloccavano l'uscita dalla baia erano state chiuse. L'uomo, anch'egli devoto al Vecchio Nuban, consegnò anche un anello a Lyandria.
La grossa catena era governata da una piccola roccaforte con spesse mura di robusta pietra squadrata. Un assalto diretto alla guarnigione sarebbe stato sanguinoso e rischioso, così Richard e compagni elaborarono un piano: il Nasello si sarebbe messo in movimento mentre Siberrin avrebbe fatto valere la sua autorità entrando e facendo calare la catena, e loro per sicurezza avrebbero cercato di distruggere il supporto a cui era ancorata.
Il silenzio della notte fu rotto dal pesante sferragliare della catena che annunciò che Siberrin era riuscita a raggirare le guardie, e subito dopo dallo scricchiolio legnoso del vascello di Ploppa che guadagnava velocità.
Quando se ne accorsero, dalla torre dell'argano iniziarono a tentare di rialzare la catena ma grazie a coordinazione e ai giusti incantesimi, il Nasello sfilò via dalla baia.
Liberi, ma con quale meta?
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