martedì 16 maggio 2023

RETURN OF THE STORM MAIDEN (5)

CAPITOLO 5 - CHI CERCA... VIEN TROVATO

"Il coraggio è la virtù del morto" (Oste Velam Walid della Dragon Turtle Inn)

La prua saltava sulle onde lunghe del Mare Senza Tracce, il vento gonfiava le vele, e alle loro spalle la sagoma dell'Isola di Gundarlun era ormai scomparsa.
Avevano molti dubbi sul farsi coinvolgere in una guerra, ma la faccia sconsolata di Alina, che aveva perso suo padre, Capitan Frustaventi, li spingeva a voler capire almeno in che razza di guaio stesse per finire l'intero Mare delle Spade.

Dopo alcuni giorni di viaggio verso Sud, i venti calarono e incapparono in un banco di nebbie basse e umide.
Una sagoma immobile si stagliava nelle acque improvvisamente calme.
Era una grossa imbarcazione, ferma, in balia delle correnti.
Avvicinandosi notarono che era una nave da pesca, con due grosse gru di legno ai lati e un lancia arpioni. Una baleniera.
Fu il nome a colpirli: La Rete Piena.
Una delle navi scomparse secondo i racconti di Jarl Eriknal L'Avveduto.
Si avvicinarono ancora.
Nessun movimento.
Nessuna persona sul ponte.
La nave Sembrava tutta deserta. Una delle ancore calata in mare.
Stava per far buio, e la giornata pareva finire prima del previsto in quella nebbiolina scura, mentre altre nubi si addensavano opprimenti.
Calarono una scialuppa. A bordo Lyandria, Ishmael, Gelrish e Richard.

Raggiunsero il ponte in una atmosfera surreale e in un silenzio rotto soltanto dagli scricchiolii del fasciame e da qualche cavo penzolante.
Anche se non c'era alcuna presenza, trovarono tracce di colluttazioni e qualche macchia di sangue e trascinamento, ma nessun corpo.
Gelrish e Ishmael restarono di guardia sul ponte mentre gli altri due davano un occhiata anche sotto coperta.
Qualche danneggiamento, altri segni, ma anche qui nessun superstite, nessun corpo, ed era tremendamente inquietante provare a pensare a cosa fosse successo e perchè non ci fosse nessuno.
Giunsero in un ultimo stanzino sul livello più basso, ingombrato da ciarpame e materiali stipati disperatamente e scoprirono una figura nascosta e terrorizzata.
Un uomo di mezza età, un marinaio della nave, li guardava con sguardo vuoto mentre lo tempestavano di domande.
Poi capirono che era sordo.
L'uomo descrisse qualcosa simile ad un assalto, e un uomo che con una sorta di canto creò il caos. Forse si era salvato proprio perchè lui non lo poteva sentire? Purtroppo il fatto che si fosse nascosto li, escludeva che potesse sapere poi cosa fosse successo in seguito e dove fossero tutti gli altri.
Sul ponte intanto udirono degli scricchiolii dalle fiancate, accorgendosi che qualcuno si stava arrampicando, fino alle murate, mentre altre figure più lente risalivano dalla catena dell'ancora.
Cercarono subito di urlare e avvisare Lyandria e Richard che erano all'interno, ma anche loro erano stati sorpresi: da una fiancata danneggiata erano entrate alcune creature mai viste prima.
Una volta forse erano stati uomini, ma ora sfoggiavano orrende mutazioni acquatiche, come accenni di branchie, squame, pelle strana e bitorzoluta, occhi simili ai sahuagin e gambe o braccia con propaggini tentacolari.
Dietro di loro incedevano cadaveri di pirati o marinai affogati, orrendamente gonfi e goffi. Troppo morti per essere vivi, ma in grado invece di muoversi e attaccare.
I due nella stiva, insieme al sordo, si difesero rinculando verso il ponte, mentre anche sopra la battaglia era scoppiata, con Gelrish e Ishmael aiutati anche dai tiratori sul Nasello Spiaggiato.

In questo caos, la cosa peggiore era che soltanto ora notavano una nave che li stava puntando.
La polena rinforzata era sagomata come una sirena incazzata e sull'albero maestro ondeggiava un simbolo di un tridente che spara fulmini.
A caratteri in stile nordico, mezzi sbiaditi, si riusciva a leggere il nome del vascello: Valkinaar
Era Siberrin??

Con un sospiro di sollievo le salve di dardi delle balestre della Valkinaar erano dirette alle progenie abissali e agli affogati, insieme ad alcune magie che fecero capire che Siberrin non nutriva le stesse superstizioni e restrizioni mentali su maghi e incantesimi arcani degli altri northlander, e si era furbamente dotata di una Maga di Bordo.
Non ci fu il tempo di grandi presentazioni però, perchè non fecero neppure in tempo a respingere quella ripugnante orda e risalire sul Nasello che il tempo peggiorò rapidamente, e dal crepuscolo morente parve materializzarsi tra luci verdognole e fulmini un galeone malridotto, con le vele spezzate, ma sorprendentemente rapido e stabile.


Che gli Dei del mare li proteggessero tutti quanti, era proprio la Black Storm, la nave di Hergatha la Vergine della Tempesta, la due volte benedetta, la terribile condottiera rediviva?
Era stata una trappola? Siberrin li aveva tratti tra due fuochi?
Le manovre della Valkinaar fugarono questi dubbi, anche Siberrin stava fuggendo
Seguiteci! urlarono dalla Valkinaar... E Ploppa, seppur affascinato dalla visione, visto che era un suo sogno aver una nave fantasma tutta sua un giorno per poter sparire e non pagare le tasse di ormeggio e non rischiare di affondarla, non se lo fece dire due volte.
Rischiando di sovraccaricare vele e strutture, nonostante la notte ormai calasse e la tempesta infuriasse, le due navi fuggitive cercavano di non perdere velocità e seminare disperatamente la misteriosa figura.
Pareva che la Valkinaar avesse in mente una rotta precisa, forse un qualche rifugio in qualche isolotto così piccolo e sconosciuto da non figurare sulle carte nautiche.
Entrambi gli equipaggi furono costretti a manovre eroiche, lottando contro l'equilibrio precario mentre cercavano di manovrare e ruotare le vele nei tempi perfetti.
Nonostante questo, l'inesorabile nave fantasma non mollava la presa, e a quel punto la Valkinaar deviò completamente rotta dividendosi dal Nasello e segnalandogli di proseguire senza deviazioni.
Dopo qualche attimo di indecisione, la Black Storm virò per seguire la nave di Siberrin.

Mancava ancora qualche ora all'alba, e ogni muscolo stremato reclamava riposo, quando finalmente videro un piccolo isolotto con un approdo nascosto.
Che si trattasse del rifugio dove voleva condurli Siberrin?
Era sano fidarsi?
Ma qual era in caso contrario l'alternativa in quello spazio di mare?
Ormeggiarono, guardinghi ma grati di poter toccare di nuovo terra.



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